La coerenza cardiaca e il suo impatto sul cervello

Le emozioni che si relazionano allo stress sono diventate, oggi, una parte dominante della nostra programmazione automatica. Sono inglobate all’interno di un comportamento che esterniamo senza nemmeno più rendercene conto. Una volta, però, che si comprende come queste abitudini e questi comportamenti si sviluppano, è possibile attuare un cambiamento.

Sappiamo bene come il cuore reagisca agli stimoli che gli invia il cervello tramite i segnali neuronali. Quello che ancora non è noto a tutti è che anche il cuore invia dei segnali al cervello. Non solo il cervello li ascolta: questi hanno un grande impatto sul suo funzionamento. In particolare, quando si tratta di processare le emozioni, il cuore è particolarmente convincente e influenza specialmente quelle facoltà che richiedono maggior potere cognitivo, come attenzione, memoria, percezione e capacità di risolvere i problemi.

Gli studi scientifici

Oggi i ricercatori sono sempre più impegnati nello studio dell’interazione tra cervello e cuore. Molti scienziati hanno evidenziato come i diversi schemi dell’attività cardiaca abbiano degli specifici effetti sulle funzionalità emotiva e cognitiva. Quando proviamo delle emozioni negative o viviamo delle situazioni stressanti, il ritmo del cuore inizia ad essere caotico, provocando dei segnali neuronali corrispondenti che viaggiano dal cuore allo scopo di inibire le funzioni cognitive più elevate. Quando succede questo, la nostra capacità di pensare in modo lucido e di imparare nuovi concetti, oltre che di ricordare le cose e prendere decisioni giuste diminuisce.

Perciò, quando capita di agire in maniera impulsiva di fronte ad uno stress, ora sappiamo cosa ci spinge a farlo. Inoltre, i segnali che il cuore invia al cervello durante le situazioni stressanti o a fronte di eventi negativi, intensifica l’effetto emotivo sul cervello, peggiorando tutte le conseguenze dello stress.

Dall’altra parte, quando proviamo delle emozioni positive, la comunicazione che va dal cuore al cervello è più ordinata e stabile ed è capace di supportare le funzioni cognitive, incoraggiando sentimento positivi ed equilibrio emotivo. Grazie a questo potere che il cuore ha sul cervello, imparare a produrre una maggiore coerenza del ritmo cardiaco avrà un forte impatto sui nostri pensieri, sui sentimenti e sulle nostre percezioni. Imparando ad accedere alla coerenza del ritmo cardiaco ha benefici che si riversano su tutto il corpo.

Variabilità della frequenza cardiaca

Prima che venissero approfonditi degli studi in materia, la scienza pensava che il cuore a riposo funzionasse come un metronomo. Si credeva che il cuore operasse sempre in modo regolare e costante. Oggi però si sa che non è così. Anziché battere ad un ritmo regolare e monotono, un cuore sano funziona irregolarmente. Quando il cuore è a riposo, gli intervalli di tempo tra i battiti possono cambiare. Si parla di variabilità della frequenza cardiaca.

Secondo i medici, questo valore è un indicatore importante della nostra forma fisica e della nostra salute: è in grado di rivelare la nostra capacità di adattarci alle esigenze ambientali. Questo valore è anche un indicatore dell’invecchiamento ed è sicuramente migliore da giovani. Con il passare degli anni, la gamma di variazione della frequenza cardiaca a riposo diminuisce. In particolare, è stato osservato che un valore più basso caratterizza le persone che soffrono di disturbi e malattie di vario tipo. E’ possibile però intervenire per innalzarlo.

Come rafforzare la connessione tra cuore e cervello

Per raggiungere questo obiettivo, si può iniziare a sperimentare modi per provare intenzionalmente delle emozioni positive e sincere. Ad esempio, manifestare cura, apprezzamento e amore per qualcuno o per qualcosa. Quando il cuore è attraversato da queste emozioni, il suo ritmo si armonizza si innalza la sua coerenza, influenzando tutto il resto del corpo.

Una volta raggiunto lo stato di coerenza, si prova qualcosa di molto differente rispetto ad un normale stato di rilassamento, sia da un punto di vista fisico che psicologico. La coerenza crea maggiore armonia e sincronizza il sistema nervoso, offrendo un impatto prositivo anche sulle dinamiche che coinvolgono cuore e cervello.

Il ruolo della respirazione

Quando si tratta di creare uno stato di coerenza, la respirazione gioca un ruolo fondamentale. Si osservano, ad esempio, cicli d 10 secondi, nei quali si inspira per 5 secondi e si espira per altri 5. Questo ritmo costante aiuta a trasformare uno stato emotivo stressante in una maggiore coerenza. Inizialmente, questo tipo di respirazione può richiedere grossi sforzi, per questo occorre allenarsi e non demordere, così da arrivare a reagire naturalmente così di fronte a delle situazioni stressanti.

Per quanto importante, però, la respirazione non è il metodo principale per rafforzare la connessione tra la mente e il cuore. La chiave è produrre in modo intenzionale uno stato emotivo positivo e sincero. Questo ha un impatto enorme sul processo naturale rigenerativo del corpo.

Quando proviamo delle emozioni positive, si attiva la frequenza di risonanza naturale del corpo, che stimola la coerenza. Così, questo stato si mantiene naturalmente, senza comandarlo in modo razionale. Perché sarà l’attività ritmica stessa del cuore a influenzare la respirazione.

La coerenza cardiaca fornisce diversi altri vantaggi a livello emotivo e percettivo e migliora persino intuizione e creatività. Potrebbero migliorare le prestazioni, potrebbero verificarsi miglioramenti cognitivi ed equilibrarsi l’attività ormonale del corpo.

Come stimolare la coerenza cardiaca

Ci sono diversi modi per ottenere questo obiettivo. Il più semplice e basilare da imparare si basa proprio sulla respirazione: si respira per 10 secondi, inspirando per 5 ed espirando per il restante tempo. Una volta che ci si sente a proprio agio – significa che sta iniziando a prodursi la coerenza – ci si concentra su una sensazione positiva e si visualizza la respirazione che attraversa la zona del cuore.

Questo è solo l’inizio, perché vi sono altre tecniche più elaborati e profondi, che propone ad esempio l’istituto Heartmath. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

Se la medicina occidentale era solita pensare al cuore come un semplice organo che pompa sangue, oggi la ricerca dimostra molto di più: il cuore ha un ruolo fondamentale anche in relazione agli aspetti emotivi, sulla percezione degli input esterni e sulle funzioni cognitive del corpo. Di certo c’è ancora molto da scoprire, ma gli studi proseguono inesorabili in questa direzione e sono destinati ad offrirci risultati ancora più stupefacenti!

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Articolo di generazionebio.com
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