Un sistema è una serie di procedure o metodi per compiere determinate azioni che portano ad un preciso risultato.
In questo caso il risultato voluto è la guarigione. Occorre però stabilire che cos’è la guarigione. La definizione comunemente nota è quella fornita dalla medicina ufficiale e cioè scomparsa dei sintomi.
Quella non è una guarigione, per i ricercatori della salute alternativi, ma la soppressione dei sintomi di una causa che non è stata rimossa e che quindi, prima o poi, si manifesterà di nuovo con altri o identici sintomi negli stessi punti o, se non gli è permesso da sostanze chimiche introdotte, in un’altra parte del corpo.
La definizione di guarigione che appartiene al contesto della Dieta Senza Muco è questa:
Il processo naturale con il quale il corpo ripara se stesso
Il traguardo della dieta è un corpo che ripara se stesso e lo raggiunge rimuovendo gradualmente tutti gli impedimenti, i depositi di materiali fermentati, le tossine, i veleni, le sostanze chimiche estranee, il muco e tutto quanto non appartiene alla composizione naturale del corpo. I germi, batteri o virus, comunque si voglia chiamarli, non attecchiscono in un terreno fisiologico pulito, semplicemente transitano.
Cosa significa senza muco? Significa una dieta che utilizza cibi che non creano muco. Il muco qui ha un valore più esteso di quello comunemente noto come secrezione fluida nasale o secrezione protettiva della membrana intestinale. Con quel termine si accomunano tutte quelle sostanze vischiose come colesterolo, catarro, flemma, ecc.
Infatti il muco si lega ai cibi inadatti , finendo nel colon e da lì inserendosi in tutti gli organi del corpo.
Con il passare degli anni, la situazione peggiora e il nostro ventre diventa come il vaso di Pandora che conteneva tutti i vizi. Il nostro vaso contiene la causa di malattie che periodicamente, e poi tutte insieme, ci colpiscono. Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco, rimuove quell’indesiderabile fardello e molto di più. A quel punto il corpo inizia a guarire se stesso, come intendeva Ippocrate.
La Dieta Senza Muco è anche una dieta per chi è sano e vuole restare tale. I princìpi che si apprendono, se applicati, ci dovrebbero sostenere in una vita attiva ed energica, libera dagli avvelenamenti a cui tutti purtroppo, in maggior o minor misura, siamo oggi soggetti.
I cibi prodotti con la farina bianca e i latticini in genere andrebbero a creare una specie di colla che, pian piano, aderirebbe alle pareti intestinali, creando uno strato che impedirebbe ai nutrimenti di essere assorbiti ed avvelenando quelli che riescono ad attraversarlo.
Questa teoria appartiene al Prof. Arnold Ehret, vissuto negli Stati Uniti e morto nel 1923. Considerando le conoscenze scientifiche dell’epoca, le sue intuizioni sono state veramente stupefacenti e molti dei principi da lui enunciati si sono dimostrati validi nel tempo.
Intestino libero
Oggi vengono dati molti nomi alle varie disfunzioni presenti dal corpo umano. Si pensi che la medicina ufficiale cataloga più di 4000 malattie mentre Ippocrate, il primo medico scientifico, ne catalogò circa trecento.
Secondo la medicina naturale le malattie possono ricondursi a due grandi categorie:
- quelle di origine nervosa (malattie psicosomatiche)
- quelle dovute all’intossicazione dell’organismo
Ehret sosteneva che il corpo umano sia paragonabile ad un complicatissimo apparato idraulico, con una grande quantità di condutture e di liquidi in circolazione. Si è calcolato che il nostro corpo è composto di acqua per l’ottanta per cento; ciò significa che una persona di 60 chilogrammi contiene ben 48 litri di acqua che forma i vari liquidi organici ed entra a far parte della costituzione dei tessuti e le ossa del suo corpo. Appare evidente che l’ostruzione di una delle condutture possa creare degli scompensi a tutta la struttura, così come l’ostruzione di uno dei tanti tubi nel motore di un’automobile può pregiudicarne il buon funzionamento.
L’infarto, l’embolia, la stitichezza, il raffreddore, l’arteriosclerosi, la gotta, le vene varicose, i foruncoli e la pressione alta o bassa, non sono che alcuni esempi di come una cattiva circolazione dei liquidi possa causare dei gravissimi disturbi. Le cause possono quasi sempre essere imputate all’ostruzione dei condotti, siano essi all’interno od all’esterno dei vari organi.
I calcoli alla cistifellea sono un classico esempio di condotto ostruito, mentre quelli al fegato o reni, secondo Ehret, dimostrano come i materiali estranei possano accumularsi anche all’interno di un organo specifico. Per comprendere i motivi che possono portare all’ostruzione di qualche tubo o tubicino del nostro organismo bisogna analizzare gli alimenti e come questi vengono digeriti ed assimilati.
Il processo della digestione consiste nel sottoporre il cibo a sostanze in grado di ridurlo in parti piccolissime. Il punto principale di questo processo è lo stomaco, dove vengono secreti degli acidi ed in particolare l’acido cloridrico. Lo stomaco serve principalmente per digerire i prodotti animali ed in particolare la carne, il pesce e gli insaccati.
È ovvio che lo stomaco, essendo fatto di carne, deve proteggersi dagli attacchi degli acidi e lo fa coprendosi di una sostanza mucillaginosa (una specie di colla) chiamata “muco”, che alla fine della digestione passa nell’intestino con il cibo digerito.
La farina bianca ed i prodotti derivati (pane, pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la digestione, diventerebbero una specie di colla. Questa poltiglia può essere considerata come una sorgente di muco e costituisce uno dei tanti fattori di inquinamento del nostro organismo.
Nel tempo, questo muco diventa capace di attaccarsi alle pareti intestinali, ed altre condutture organiche, e ricoprirle con uno strato sempre più spesso. Il glutine, una sostanza collosa che si trova soprattutto nel grano e perciò nel pane, può anch’esso danneggiare e bloccare i villi intestinali.
Ehret riteneva che molte delle malattie fossero dovute al muco accumulato in qualche organo o in qualche conduttura, che ne aveva alterato il naturale funzionamento.
Varie esperienze hanno mostrato, ad esempio, come il muco intestinale possa molto spesso essere la causa del mal di testa frontale.
Tante malattie, una sola origine
Ecco, secondo Arnold Ehret le cause di alcune malattie:
- Raffreddore: sforzo per eliminare i prodotti di rifiuto (muco) dalla testa, dalla gola e dai condotti bronchiali
- Polmonite: il raffreddore è sceso in profondità. È presente uno sforzo per eliminare il muco dagli organi più spugnosi: i polmoni
- Reumatismi e gotta: vi sono acidi urici e muco accumulati, la circolazione dell’energia vitale è pertanto carente
- Foruncoli: evidente eliminazione di sostanze indesiderate
- Sordità: accumulo di muco nei condotti uditivi
- Stitichezza: accumulo dei rifiuti nel tratto intestinale
Ognuno di noi, anche chi crede di essere in perfetta salute, accumula fin dalla prima infanzia una certa quantità di materiali di rifiuto, in special misura sulle pareti intestinali. Si pensi a proposito che esami di autopsia hanno riscontrato che il 50-60% dei colon esaminati (ultimo tratto intestinale) conteneva fino a 6-7 chilogrammi di rifiuti, di cui alcune parti risalenti a diversi anni prima.
Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e di prodotti di rifiuto sulle pareti dell’intestino, afferma Erhet nel libro dove illustra le sue teorie. Ciò dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto; sostanze che vi restano letteralmente attaccate.
Risulta evidente che in questo caso le sostanze nutritive, prima di raggiungere il sangue, devono passare attraverso lo strato di rifiuti che agiscono come un “filtro” (purtroppo sporco), che tende a degradare anche un cibo di ottima qualità. Talvolta anche una fame continua, e mai soddisfatta, potrebbe essere ricondotta alla situazione descritta, perché molti valori nutritivi vengono persi a causa del “filtro” descritto.
Inoltre, le diete che includono cibi lenti da digerire, come la carne e i cibi grassi, possono provocare putrefazione e l’insorgere di batteri nocivi, che impediscono l’assorbimento delle sostanze nutritive attraverso la parete intestinale.
Il comune raffreddore è un classico esempio di un accumulo di muco nelle vie respiratorie. Il muco, infatti, crea il terreno ideale affinché i microbi possano trovare l’ambiente per moltiplicarsi.
Ogni specie vivente necessita di un terreno adatto ed il muco è quanto di meglio possiamo offrire per ospitare in noi i microorganismi apportatori di influenze, raffreddori, forme catarrali e così via.
Ecco perché diventa importante disintossicarsi ed eliminare tutti questi accumuli ma – sostiene Ehret – in maniera mirata. Ciascun individuo ha le sue esigenze e ciò che può giovare a qualcuno potrebbe invece ucciderne un’altra. Per questa ragione, il libro dove questo sistema viene illustrato propone delle vere e proprie lezioni, dove si può imparare a comprendere come valutare la situazione e che misure prendere, oltre che quali cibi favorire per ottenere la guarigione.
Di grande aiuto, secondo Ehret, sono le tabelle di Berg, che suddividono i cibi in base alla loro capacità di creare o riassorbire l’acidità nell’organismo. Ehret ritiene che allo stesso modo, questi valori possano essere interpretati come la proprietà dei vari alimenti di creare o sciogliere il muco. Si scopre allora che tra le varianti di carne quella che produce una maggior quantità di muco è il manzo; che chi consuma pesce dovrebbe prediligere il pesce bianco; che delle uova la parte che produce meno muco è l’albume; che i formaggi stagionati creano un elevato livello di muco; che per quanto riguarda i cereali il più innocuo è il riso integrale; che gli alimenti che sono in grado di sciogliere il muco e riportare l’organismo al suo equilibrio di salute sono la frutta e le verdure, in particolare quelle a foglia verde.
Del volume di Ehret esistono diverse edizioni, tra cui una delle più recenti, adattata ai nostri giorni, con la prefazione dello scrittore ed esperto di alimentazione vegetariana, Stefano Momenté.
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Articolo di generazionebio.com
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