RISORSE IDRICHE: UN’INDAGINE SULLE ACQUE POTABILI

tap-waterUn benessere ottimale richiede, tra le altre cose, una corretta idratazione. Si riscontrano però spesso problemi per quanto riguarda l’assunzione di acqua. La contaminazione delle falde, sia con concimi azotati che con metalli pesanti, è un dato di fatto e, dato che il rinnovo delle falde è estremamente lento, i provvedimenti ambientali di questi ultimi anni non possono sortire effetti a breve. A causa della contaminazione dei bacini e delle falde di pianura la qualità delle nostre acque è piuttosto precaria, ma anche l’uso di acque minerali (siamo i più grandi consumatori d’Europa di acque minerali imbottigliate) non è privo di fattori di inquinamento. Infatti nei contenitori di plastica si formano forti carichi elettrostatici; anch’essi non sono sicuri come si crede.

Nella maggior parte delle città, l’acqua viene disinfettata mediante l’uso di cloro che reagisce con la materia organica disciolta dando luogo alla formazione dei trialometani, un gruppo di composti organici in buona parte cancerogeni per l’uomo. Si ritiene che l’assunzione di questi composti, soprattutto a concentrazioni elevate, possa contribuire all’aumento dei tumori delle vie uro-genitali come già hanno rilevato studi condotti a livello internazionale.

Le risorse idriche non rappresentano un patrimonio inesauribile. In Italia più del 70% dei prelievi idrici è assorbito dall’agricoltura, il 10% è destinato al consumo umano mentre il restante 20% viene impiegato dall’industria L’esigenza di una corretta politica di tutela delle acque nasce dalla considerazione che, per garantire il risanamento e l’uso corretto e razionale delle risorse idriche, è necessario ridurre ed eliminare l’inquinamento diffuso provocato da attività agricole e industriali e risanare gli acquedotti.

Va riconosciuto che il cloro ha contribuito ad evitare la trasmissione dei patogeni attraverso le acque e che la sua sostituzione deve avvenire in presenza di alternative concrete, i cui possibili effetti indesiderati vanno valutati prima dell’applicazione commerciale.

Sono due attualmente i metodi di disinfezione alternativi impiegati a monte del processo di potabilizzazione: il trattamento con raggi ultravioletti ed il trattamento con ozono. Entrambi i sistemi sono comunque efficaci rispetto al trattamento con cloro nell’abbattere la carica microbica totale senza alterare le caratteristiche dell’acqua. Il vantaggio offerto dal cloro, oltre il basso costo, è dato dalla sua capacità di mantenere un’azione disinfettante anche a valle dei sistemi di trattamento e fino all’utente finale. Ed è proprio questa attività che rende il trattamento con cloro pericoloso per la nostra salute. Per evitare che i patogeni possano contaminare l’acqua dopo il trattamento con raggi UV od ozono, è quindi necessario sostituire il cloro con un altro agente ossidante, che potrebbe essere rappresentato dall’acqua ossigenata capace di garantire l’azione antimicrobica su tutta la rete. In molte città italiane ed estere si stanno già sperimentando metodi di potabilizzazione alternativi, come ad esempio l’azione combinata di raggi ultravioletti e acqua ossigenata, ed in alcuni casi i trattamenti alternativi hanno già sostituito il cloro.

La mancanza di fiducia dei consumatori sulla qualità dell’acqua erogata nelle case ha portato ad un aumento progressivo nell’uso delle acque in bottiglia. Ciò ha portato ad un aumento esponenziale nella produzione di rifiuti plastici. In quest’ottica, riappropriarsi del diritto di consumare tranquillamente l’acqua del rubinetto diventa fondamentale anche per risolvere l’annoso problema dello smaltimento dei rifiuti urbani.

L’acqua destinata ad uso potabile è un bene che deve essere garantito insieme alla sicurezza per la salute e per l’ambiente. Greenpeace, tra gli altri, chiede l’applicazione di sistemi di potabilizzazione alternativi che non costituiscano pericolo per la salute e per l’ambiente e sostiene la promozione di interventi che consentano la possibilità di utilizzare l’acqua del rubinetto. In attesa che queste richieste vengano esaudite, è consigliabile utilizzare i sempre più diffusi sistemi casalinghi di depurazione dell’acqua, in grado di eliminare cloro, calcare e altre sostanze nocive per la salute.

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Articolo di generazionebio.com
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