La meditazione volgarizzata e le sue false interpretazioni

Sono così tante, oggi, le false interpretazioni della meditazione, che proprio per questo tante persone non provano nemmeno a praticarla.

Inoltre, molti vogliono un risultato immediato, ma non sanno nemmeno quale, non avendo nemmeno idea di cosa realmente la meditazione sia.

Meditare non significa altro che fermarsi e concentrare la propria attenzione. Possiamo immaginare di guidare la macchina in autostrada: in quel frangente, mentre siamo in movimento, non possiamo certo pulire gli interni dell’auto. Nemmeno aprire il bagagliaio per vedere cosa c’è dentro. Quando siamo alla guida, anche aprire il vano portaoggetti è un’impresa.

Lo scopo della meditazione non è smettere di pensare. E’ piuttosto fermare il nostro veicolo per osservarlo. Così come per l’auto, se vogliamo sapere cosa c’è nel bagagliaio dobbiamo fermarci, uscire, aprirlo e guardare dentro. A seconda di cosa c’è, prenderemo poi una decisione. Possiamo prendere qualcosa e spostarla, pulire il bagagliaio, mettervi dentro qualcosa, e così via. Durante il processo, non smettiamo mai di pensare a ciò che stiamo facendo. Prestando però attenzione all’atto in sé, i pensieri si spostano sullo sfondo. E’ un risultato, non l’obiettivo da raggiungere.

Quando siamo al parco, seduti su una panchina e osserviamo gli uccelli in silenzio, stiamo meditando. Meditiamo anche quando prestiamo attenzione a suoni che fluiscono. Meditiamo quando siamo impegnati in un lavoro artistico, che richiede la nostra massima attenzione. Ogni volta che ci concentriamo su qualcosa meditiamo.

Poi, se prestiamo attenzione all’interno del nostro corpo, la meditazione diventa più profonda. E’ un po’ come aprire il cofano dell’auto: possiamo decidere di pulire il motore o di capirne il funzionamento o provare a ripararlo. E’ qualcosa che va oltre la semplice esperienza del bagagliaio. Possono richiedere la nostra attenzione la trasmissione o la sospensione. O persino l’aerodinamica dell’auto e la sua influenza sull’ambiente e sulla carreggiata che occupa. Allo stesso modo, il coinvolgimento verso la nostra interiorità ci permette di conoscerci meglio, di prenderci cura di noi stessi e di prendere il controllo della nostra realtà.

Per fare questo, è possibile concentrarsi sulla respirazione, sul battito cardiaco, sull’energia che circola nel nostro corpo. E’ possibile concentrarsi un’area specifica per un obiettivo specifico. E’ possibile addirittura concentrarsi sui pensieri e sull’influenza che hanno sul corpo e sulla vita tutta. Le possibilità sono infinite. Chi inizia può semplicemente seguire la propria intuizione e proporsi come obiettivo di imparare ad osservare, a prestare attenzione. Poi, gradualmente, sarà possibile sperimentare ulteriori livelli di esperienza.

E’ fondamentale, per la persona che desidera creare una nuova realtà per sé e per gli altri, iniziare a prendere coscienza del proprio essere attraverso l’esplorazione. Uno dei mezzi per farlo è, senza dubbio, la meditazione.

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Articolo di generazionebio.com
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