PRIGIONI. Le pene collettive dell’IO dove ci rinchiudono dall’infanzia

Lo abbiamo spesso sentito dire: la mente mente. Ogni giorno, più volte al giorno, siamo vittime degli inganni del nostro sistema psichico.

La mente ci racconta delle bugie, ci pone davanti dei limiti, ci tende delle trappole e ci impedisce di capire chi siamo davvero e il valore che abbiamo.

La mente è una prigione da cui evadere, per riacciuffare quella libertà di essere ciò che siamo veramente.

Nel suo nuovo libro Prigioni, sarà Igor Sibaldi ad aiutarci a farlo, rivelando, innanzi tutto, il significato e l’origine di molte parole.

Quand’è che abbiamo smesso di rallegrarci? Questo termine, dalla radice europea *al significa “alzare”, “tenere alto”, con riferimento, ad esempio alla testa, all’attenzione.

Quanto tempo è passato da quando eravamo individui liberi? Quando abbiamo iniziato a farci insegnare qualcosa da altri? Prima di allora c’era solo una voglia immensa di scoprire. Come? Accorgendosi.

Guardavamo ovunque, senza alcun limite, né dentro né fuori di noi. Tutto sembrava interessante, avevamo infinite possibilità e amavamo esplorarle, ciascuno a modo proprio.

Poi, qualcuno ha cominciato a insegnarci qualcosa. E abbiamo smesso di rallegrarci.

Insegnare deriva dal latino *in, “dentro” e signare, ovvero “segnare”, “fissare”, “marchiare”. Quando qualcuno ci insegna qualcosa, sfrutta la sua idea di io. E qui scatta la trappola della prigione. Perché da quell’idea di io siamo diventati degli io anche noi.

Peccato che quell’io sia solo una minima parte di ciò che siamo. E’ quella parte che ci rappresenta di meno, ma che gli altri vogliono che mettiamo in risalto per prima, soffocando tutto il resto.

E’ semplice per altro, perché tutto questo ha inizio quando siamo bambini. Sembriamo indifesi, piccoli, incapaci di comprendere. Senza rendercene conto, iniziamo a recitare quella parte e quelle caratteristiche diventano parte integrante di noi. Anche se in realtà capivamo molto più di quello che gli altri potessero anche solo supporre.

Crescendo, passo passo ci siamo adeguati. Dapprima esteriormente, perché mentivamo per essere accettati. Poi, però anche noi abbiamo cominciato a credere a quella verità e ci siamo lasciati imprigionare.

Pur essendo difficile rammentare quel periodo, è così che è andata.

Liberarsi è però possibile. Si può uscire da quell’io e recuperare ciò che eravamo, riportare a galla la nostra Intelligenza, i sentimenti che riuscivamo a scoprire, tutto ciò andavamo cercando.

Si può fare attraverso l’immaginazione, perché immaginando si usano le facoltà psichiche in un modo e in una dimensione diversa da quelle che la Mente capisce. Si tratta di sensazione, sentimento, pensiero, intuizione, volontà, tra le altre.

E’ così che torniamo a rammentarci di chi siamo e ci ritroviamo di nuovo, finalmente, liberi. Passo passo, Igor Sibaldi in questo libro, disponibile anche in formato ebook, ci guida all’evasione dalle prigioni dove siamo stati rinchiusi, in modo semplice, ma assolutamente rocambolesco.

Prigioni - Le Pene Collettive Igor Sibaldi Prigioni – Le Pene Collettive

Igor Sibaldi

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Articolo di generazionebio.com
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