Una leggenda Buddhista sui gatti

Sappiamo bene di quanta considerazione godesse il gatto presso i popoli antichi. Era per molti l’emblema del coraggio, dell’indipendenza e della libertà.

Nella religione egizia, il gatto rivestiva un ruolo molto importante, anche se puramente mitologico e anche abbastanza oscuro. Di sicuro viene citato nel Libro dei Morti come uno degli alleati di Ra.

I gatti sono certamente degli esseri illuminati, che trasmettono calma e armonia, per questo la loro figura è associata al buddhismo.

In Thailandia, addirittura, si narra la leggenda di alcuni gatti che sono stati trasformati in esseri di pace e di unione, in tutti i templi dell’Asia. Ecco perché capita spesso di imbattersi in gatti che sonnecchiano ai piedi delle molteplici statue del Buddha che adornano giardini e santuari.

I gatti sono in grado di vedere oltre, sanno scavare nella nostra anima e comprendere i nostri dolori, proteggendoci di conseguenza. Se il cane è un amico fedele, con il gatto si riesce a stabilire una connessione molto più intima.

La leggenda buddhista che andremo a riportare prende origine dalla scuola Therevada. La Biblioteca Nazionale di Bangkok custodisce un vecchio papiro, che narra una storia incantevole.

Si dice che quando una persona ha raggiunti il livello più alto della sua spiritualità e muore, la sua anima si incarna nel corpo di un gatto.

Tutto nasce da un’usanza particolare. Quando una persona moriva, i suoi cari la seppellivano in una cripta, insieme ad un gatto vivo. Nella cripta veniva praticato un foro, attraverso il quale l’animale poteva uscire. Quando il gatto lo faceva, le persone ritenevano che l’anima del defunto si trovasse dentro al corpo dell’animale.

I gatti hanno un forte legame con la spiritualità. Si dice che essi siano come piccoli monaci che meditano e sono in grado di portare armonia nella casa che li ospita.

L’ordine buddista Fo Guang Shan li considera come persone che hanno raggiunto l’illuminazione.

  • I gatti sono esseri liberi, che bevono quando hanno sete, mangiano quando hanno fame, dormono quando hanno sonno e fanno ciò che vogliono, senza compiacere nessuno
  • I gatti non sono dominati dal loro ego e hanno imparato a convivere con gli uomini sin dai tempi più antichi
  • I gatti sono leali, fedeli e amorevoli, ma le loro effusioni sono intime e sottili e assai profonde. Esplorano nella nostra anima con rispetto e dedizione, ci amano, ma non godono del nostro gradimento se alziamo la voce.

Non bisogna ricorrere ai testi orientali per sapere che i gatti sono esseri speciali. Molte persone li adorano e li amano e hanno vissuto momenti indimenticabili al loro fianco. Momenti che molto spesso fungono da ispirazione, per vivere in maniera più intensa e libera la nostra stessa esistenza.

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Articolo di generazionebio.com
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