PER PERDERE PESO NON CONTARE PIU’ LE CALORIE

E’ superata l’era del conteggio ossessivo delle calorie ad ogni pasto. Oggi sappiamo che la regola d’oro per raggiungere l’obiettivo di perdere peso è quella di consumare solo cibo di alta qualità, persino i grassi, se sono buoni.

Lo abbiamo fatto quasi tutti: ci siamo messi a dieta, per un certo periodo, contando meticolosamente le calorie di ogni cibo che stavamo per consumare. Abbiamo fatto incastri di alimenti totalmente insensati, pur di non superare quella determinata cifra ad ogni pasto. Ha anche funzionato, per carità, anche se a volte per poco tempo. Ma la verità è che questo metodo ci ha lasciato con una forte frustrazione, specialmente al pensiero di doverci comportare così per il resto della vita.

Quanto può essere noioso, persino maniacale fare i conti prima e dopo i pasti? Magari con l’aggravante di finire di mangiare e di non sentirsi per niente soddisfatti.

Oggi sappiamo bene che questo metodo è inutile e che ce ne sono altri decisamente più efficaci e che, senza sforzo, è possibile adottare per sempre.

Ebbene sì, perché non è tanto il numero delle calorie che introduciamo nel nostro corpo che conta, quanto la loro qualità. E’ questo cambio di prospettiva che consente di restare in salute, di perdere peso e di mantenere questi risultati nel tempo.

L’endocrinologo David Ludwig, ricercatore e docente ad Harvard, spiega nel suo libro Hai Sempre Fame? che quando si assume del cibo di qualità e in modo equilibrato, è il corpo stesso a fare tutto il resto.

Le persone ingrassano non perché assumono troppe calorie, ma perché nel loro organismo si instaura un effetto a cascata che innesca l’accumulo del grasso e il costante desiderio di abbuffarsi. Il problema deriva dai carboidrati processati, come patatine, crackers, riso bianco, bibite; questi alimenti si trasformano velocemente in zuccheri, aumentando i livelli di insulina. Questo ormone si dirige alle cellule affinché le calorie finiscano nel sangue e si trasformino in grasso, lasciando il corpo affamato. Ecco perché quando finiamo di mangiare una porzione grande di patatine abbiamo ancora fame.

Se si considera che questo ciclo viene ripetuto costantemente, ogni giorno e più volte al giorno, è facile capire come mai il metabolismo inizia ad un certo punto ad essere il nostro nemico più acerrimo.

La situazione peggiora ulteriormente quando la persona prova a ridurre, a quel punto, l’introito calorico: il corpo si ribella ancora più ferocemente e lo fa in due modi. Il metabolismo rallenta, al fine di trattenere più a lungo le calorie, e abbiamo ancora più fame. Insomma, è una battaglia persa.

La soluzione è una sola: riportare i grassi buoni a tavola, visto che questi non alterano affatto i livelli di insulina. Questo consiglio contrasta con i consigli dietetici che abbiamo sentito per decenni, è vero. Abbiamo sentito ripetere che i grassi sono pericolosi, perché troppo calorici rispetto a carboidrati e proteine. Eppure il risultato di questo approccio lo abbiamo davanti ai nostri occhi.

Per grassi buoni si intendono ad esempio gli omega-3, oppure i grassi monoinsaturi dell’olio d’oliva. Uno studio apparso su The Lancet Diabetes & Endocrinology ha messo in evidenza come le persone che seguono una dieta mediterranea a base di alimenti vegetali e grassi per cinque anni perdano più peso di chi segue una dieta a basso apporto calorico. Un altro studio correlato ha dimostrato che le persone che seguono una dieta ricca di grassi buoni veda ridotto del 30% il rischio di sviluppare malattie dell’apparato cardiovascolare, rispetto agli altri.

Dopo un lavaggio del cervello durato qualche decina di anni – afferma il Dr. Ludwig – oggi le persone hanno paura che consumare olio d’oliva, frutta secca, avocado, pesce grasso e persino cioccolato fondente le faccia ingrassare. Al contrario, questi sono tra i cibi più salutari al mondo, seppure ricchi di calorie.

Il cibo fresco ricco di fibre, proteine e grassi è molto saziante. Perciò ci si ritrova, consumandolo, a mangiare di meno. Perciò, anziché optare per un pasto che si basi sul conteggio delle calorie, dobbiamo scegliere il cibo pensando a queste tre categorie: fibre (verdure o cereali integrali), proteine (pollo o salmone, ma non da allevamenti intensivi), grassi buoni (si condisce l’insalata con olio d’oliva e si aggiunge un avocado).

Ma anche in questo caso non bisogna esagerare. Con la scusa che fa bene, non si deve mangiare un avocado intero! L’ideale è utilizzare il metodo della suddivisione del cibo nel piatto, che andrebbe così assemblato: la metà dovrebbe essere coperta da vegetali senza amidi; un quarto dovrebbe essere coperto da proteine e l’altro quarto da cereali integrali o legumi. Gli alimenti ricchi di grassi buoni dovrebbero stare dal lato delle proteine o dei carboidrati, così da mantenere le porzioni adeguate.

Un’altra raccomandazione per mangiare in modo sano è consumare tutto con calma, in non meno di 20 minuti. Questo è il tempo che impiega il nostro cervello per percepire il senso di sazietà.

Poi si possono fare anche esercizi di presenza, mentre si consuma il pasto, per ottenere risultati addirittura superiori.

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE UFFICIALE SU TELEGRAM PER RICEVERE E LEGGERE RAPIDAMENTE TUTTI I NUOVI ARTICOLI

Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Copyright – Se non diversamente specificato, tutti i contenuti di questo sito sono © GenerazioneBio.com/Tutti i diritti riservati – I dettagli per l’utilizzo di materiali di questo sito si possono trovare nelle Note Legali.

Acquista Online su SorgenteNatura.it