OTTOBRE, MESE DELLA PREVENZIONE DEL CANCRO AL SENO

suzanne_somersE’ utile ricordare  che per tutto il mese di ottobre è attiva la campagna “Nastro Rosa”, organizzata dalla LILT, che prevede visite specialistiche ed esami strumentali senologici gratuiti in centinaia di ambulatori sparsi su tutto il territorio nazionale.

Questo promemoria ci introduce a una riflessione sulla malattia da parte di una donna che il cancro al seno lo ha sconfitto: Suzanne Somers.

“Come molti di voi sanno, Ottobre è il mese dedicato all’informazione e alla prevenzione del Cancro al Seno. Mentre questa campagna internazionale ricorre solo una volta all’anno, ogni giorno molte persone vengono colpite dalla malattia. Tuttavia, il mese della prevenzione del cancro al seno si presenta come un’opportunità unica per richiamare l’attenzione su una malattia devastante.

Nel 2000 mi è stato diagnosticato il cancro al seno. Dopo avere sfidato i miei medici ed essermi tuffata alla ricerca di informazioni su ciascun trattamento che mi era stato consigliato, scelsi la terapia convenzionale insieme ad alcune opzioni alternative. Quando annunciai di volere rinunciare alle cure normali, causai un gran frastuono. Dopo tutto, chi ero io per opporre resistenza alla fondazione scientifica? Con il sostegno di alcuni medici alternativi, della mia famiglia e degli amici, mi sono preparata a vivere questa esperienza in maniera più forte e con un’arma davvero potente: l’informazione. Per anni ho continuato a cercare delle alternative alle cure tradizionali per il cancro. Ho conosciuto medici che pensavano fuori dal coro, abbastanza coraggiosi da utilizzare cure innovative. Dopo che nel 2008 mi fu data una diagnosi sbagliata, decisi che era arrivato il momento di condividere ciò che avevo imparato.

Subito dopo uscì il mio libro, KNOCKOUT, che contiene interviste ai medici, agli esperti, agli scienziati che prevengono e curano il cancro senza l’uso di farmaci. Ci sono molte più opportunità rispetto a quelle che ci vengono presentate negli studi oncologici. Adesso ci sono centinaia di esperti che mi presentano i loro trattamenti sperando che io possa parlarne e diffonderli. Il dottor Nick Gonzalez, ad esempio, sostiene che il cancro si possa trattare, proprio come il diabete. L’attuale tendenza di tentare di neutralizzarlo – che spesso non funziona – dovrebbe essere rivista. E se il cancro si potesse trattare attraverso la disintossicazione, le nuove tecnologie – come la nanotecnologia – una dieta nutriente e la diminuzione dello stress? Ho parlato con molte persone che hanno avuto questo approccio verso la malattia e ora conducono una vita felice e normale, in piena salute. Il mio desiderio è che KNOCKOUT possa essere la voce che diffonde le cure alternative.

C’è la necessità di smuoverci da quelle che sono le conoscenze più comuni rispetto al cancro. Non solo rispetto alle cure, ma anche rispetto a come ci si ammala. Nel maggio di quest’anno il Comitato per il Cancro della Presidenza degli Stati Uniti ha emesso una relazione che collega il cancro ad alcune tossine che si trovano nell’ambiente in cui viviamo. Questo rappresenta un passo in avanti e, per molti, una rivelazione. Coloro che hanno prestato attenzione a questo rapporto hanno avuto l’opportunità di proteggersi, limitando o eliminando l’esposizione a queste tossine e rafforzando le difese naturali dell’organismo (glutatione!) contro di esse.

Questo mese approfittiamone per pensare in maniera più critica al nostro approccio verso il cancro, sia a proposito delle cure che a proposito della prevenzione.

Cordialmente,”

Suzanne Somers
Ambasciatrice Lifewave

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