Il solstizio d’estate e il rituale della gratitudine

Da un punto di vista puramente astronomico, il solstizio d’estate coincide con il momento in cui il Polo Nord è più vicino al sole nell’emisfero settentrionale e il primo giorno d’inverno nel sud del mondo. Quindi, nell’emisfero nord rappresenta il giorno più lungo dell’anno, mentre in quello meridionale è il più corto.

Per chi vive nell’emisfero settentrionale è quindi un momento di celebrazione della luce della coscienza insita in noi stessi e in ogni individuo, per riflettere sulle nostre potenzialità e per onorare la nostra connessione con il Sole e con la Terra.

L’estate rappresenta la vita nel pieno della sua fioritura, il tempo del divertimento e della vacanza. Da un punto di vista spirituale, però, il solstizio d’estate non è quello della fioritura – che coincide con l’equinozio di primavera, nel suo picco massimo – quanto quello dove si raccolgono i frutti degli sforzi intrapresi. Il nuovo flusso di energia è meglio avviarlo in autunno.

La progressione del Sole durante tutto l’anno simboleggia il processo di raggiungimento dell’illuminazione e il solstizio d’estate rappresenta il culmine di questo viaggio ed è il giorno dell’anno che prevede più a lungo la presenza della luce. E’ quindi il momento migliore per celebrare il trionfo della luce sulle tenebre.

I Druidi, gli antichi Egizi, i Maya, i Romani e molti altri avevano costruito dei luoghi sacri, allineati al solstizio d’estate e qui venivano condotte delle cerimonie rituali. In Egitto, presso le grandi piramidi, il sole corona la testa della Sfinge; i Druidi celebravano il matrimonio tra il cielo e la terra e la sconfitta dell’oscurità; a Roma si celebrava il festival di Vestalia, con la guardia del fuoco sacro.

La luce è spirituale nella sua natura, così come il sole e le stelle hanno un significato legato alle dimensioni superiori: molti insegnamenti antichi li illustrano come la fonte della Creazione.

Per questa ragione, il solstizio d’estate è un momento profondamente spirituale.

Nei testi sacri e nella tradizione di tutto il mondo ci sono riferimenti ad un antico culto spirituale del sole.

Come detto, il viaggio annuale del sole è il simbolo del cammino verso l’illuminazione. I popoli antichi esprimevano questa saggezza secondo la loro cultura e il loro tempo, ma i loro sacri insegnamenti avevano molte somiglianze, visto che si tratta di principi universali, comuni a tutti gli esseri viventi.

Essendo il giorno più lungo dell’anno, caratterizzato dalla notte più corta, il solstizio d’estate rappresenta una sorta di punto di svolta: da qui in avanti le giornate si accorciano e le notti si allungano.

Per coloro che venerano la natura, il solstizio d’estate può essere celebrato da un falò, mentre si resta svegli a salutare l’alba.

E’ nota la celebrazione che ha luogo ogni anno a Stonehenge, dove migliaia di persone si riuniscono per accogliere l’estate e celebrare la luce. Una tradizione che affonda le sue radici nei tempi più antichi.

Il modo migliore per onorare questo importante momento di passaggio è quello di esprimere gratitudine per tutto ciò che abbiamo ricevuto fino ad oggi, prendendosi il tempo per apprezzare meglio le opportunità che si apriranno.

In maniera più specifica, è utile prendere consapevolezza del ciclo del sole e del suo impatto sul pianeta che ci ospita. E’ il momento più indicato per rimanere all’aperto e godersi la potente energia che il sole emana. Ecco qualche suggerimento:

Risveglio

Risvegliamoci con un senso di gioia, concentrando la nostra attenzione sulla luce e lasciamo che questo sentimento si diffonda intorno a noi prima di scendere dal letto.

Passeggiare all’aperto

In un momento di raccoglimento, accendiamo una candela e creiamo intorno a noi uno spazio sacro. Poi usciamo a passeggiare, in uno stato meditativo, se possibile a piedi nudi.

Respirare nel Sole

Stare al sole con le gambe divaricate e i palmi e le braccia in aria, nella posizione di accoglimento. Assorbiamo tutti i raggi benefici del sole e il calore nel nostro corpo: lasciamoli penetrare in ogni cellula. Respiriamoli, letteralmente.

Onorare le quattro direzioni

Restando in piedi, rivolgersi prima a Nord, poi a Est, poi a Sud, infine a Ovest e sentiamo l’energia che irradiano. Stiriamo il nostro corpo in ognuna di queste direzioni.

Esprimere un’intenzione

Impostare un’intenzione chiara, che nasca da un sentimento di unione, trascendenza, espansione e trasformazione. Può essere qualcosa che vogliamo che migliori nella nostra vita, una qualità, un desiderio.

Cerimonia del fuoco

Scrivere tutto ciò che è successo nel corso dell’anno, fino a questo momento, leggerlo e poi dentro ad una pentola – all’esterno, non in casa – bruciare il foglio, esprimendo gratitudine per tutto ciò che è stato.

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Articolo di generazionebio.com
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