STAMPI IN SILICONE: UNA SCELTA SANA PER CUCINARE?

Se spesso si parla del materiale migliore da scegliere per le pentole da cucina, ancora poco si è detto in merito agli stampi di silicone.

Sicuramente questi prodotti sono molto attraenti, colorati ed economici. Per questi motivi la loro popolarità è salita alle stelle, ma non solo. Avendo i consumatori sviluppato una maggiore consapevolezza a proposito degli effetti collaterali dell’uso in cucina del teflon e dell’alluminio, la scelta è ricaduta sull’alternativa in silicone per infornare torte e dolcetti.

Peccato che sia un po’ – per citare una frase a tema – come cadere dalla padella alla brace. In determinate circostanze, le teglie in alluminio risultano addirittura più sicure. Esploriamo insieme qualche dettaglio.

Per cominciare, è indispensabile comprendere che il silicone è una gomma sintetica. E’ un materiale flessibile, può essere introdotto sia nel freezer che nel forno, dato che è resistente ad altissime temperature; è inoltre antiaderente, resistente alle macchie ed è disponibile in un’ampia gamma di colori allegri e vivaci.

Secondo i produttori e molti esperti di cucina, le teglie in silicone sono totalmente sicure. Sono fatte di gomma inerte, non emettono fumi, non rilasciano alcun residuo nel cibo e quindi non comportano alcun rischio per la salute.

Esistono però alcuni studi che contrastano con queste teorie. A dire il vero, la preoccupazione maggiore nasce dal fatto che esistano poche ricerche in merito. Non esistono prove certe che questo tipo di sostanza non sia dannosa per l’uomo da un punto di vista biologico, se ingerita.

Una delle più grandi ricerche condotte sull’argomento aveva come obiettivo lo studio del rilascio di sostanze chimiche dagli stampi di silicone esposti a varie temperature, specialmente a 200-220° C, quella che mediamente si usa per cuocere i dolci. Altri test sono stati condotti alla temperatura di 280° C, per valutare la stabilità del prodotto. Ciò che è stato scoperto è abbastanza preoccupante.

Nonostante gli elastomeri di silicone dimostrino un elevato grado di stabilità termica ed un’eccellente resistenza all’invecchiamento, le temperature elevate portano alla depolimerizzazione dell’elastomero, con successiva volatilizzazione e migrazione di queste sostanze negli alimenti. Non a caso, le poche pubblicazioni riguardo l’idoneità dei siliconi come materiali a contatto con il cibo hanno dimostrano che una certa quantità di sostanze migra dagli articoli a base di silicone.

Questa migrazione avviene ovviamente durante il loro utilizzo e la quantità dipende spesso da quanto è elastico e robusto lo stampo. Gli stampi di silicone non temperato rilasciano una quantità superiore di composti organici volatili rispetto a quelli temperati.

Anche gli studi finora eseguiti sul silicone in altri ambiti non fa ben sperare. A cominciare dai dispositivi medici che vengono impiantati nel corpo, il cui utilizzo ha messo in rilievo dei problemi simili, con conseguenti effetti deleteri sulla salute.

Si può quindi concludere che sia più opportuno non utilizzare gli stampi di silicone nel forno caldo. Meglio utilizzare teglie in terracotta.

Per quanto riguarda le spatole o altri utensili in silicone – come i pennelli – meglio usarli a contatto con il cibo freddo. Via libera, invece, all’utilizzo degli stampo per i cubetti di ghiaccio e i ghiaccioli, o per preparazioni che prevedono l’esposizione a temperature basse, dove non sono stati dimostrati rischi. Stesso discorso per gli utilizzi non alimentari, ad esempio per la preparazione di saponette e candele.

Basta poi ricordarsi di lavare gli stampi a mano, in acqua tiepida e con un sapone neutro, per evitare che l’acqua bollente della lavastoviglie e un detersivo troppo aggressivo li rovinino.

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Articolo di generazionebio.com
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