Come fanno i pensieri a manifestarsi nella realtà

Il nostro cervello non è in grado di distinguere una esperienza vera da un’altra che viene soltanto immaginata.

Dal momento che l’esperienza immaginata genera nel cervello un’emozione, questo processo stimolerà un percorso neurale.

Le emozioni sono miscele di neurotrasmettitori, i quali creano dei percorsi neurali dai neuroni che vengono attivati in quel dato momento.

Se, ad esempio, immaginiamo ripetutamente qualcuno che cammina verso di noi e ci assale con un coltello e questa immagine è vivida, il nostro corpo inizia a pompare cortisolo e adrenalina. Queste sostanze apriranno insieme un percorso neurale che in automatico metterà in correlazione gli estranei che camminano verso di noi con il pericolo di morire. Ogni volta che vivremo una situazione analoga, il nostro corpo pomperà cortisolo, al fine di riconoscere il pericolo, mentre l’adrenalina verrà rilasciata non appena l’estraneo verrà verso di noi.

Non solo adrenalina e cortisolo insieme, a lungo termine, generano una sensazione di disagio, ma quando è attivo il cortisolo, siamo spinti a considerare il pericolo e la persona estranea ci apparirà persino più minacciosa. Anche un movimento innocuo potrebbe apparire come una sfida e per questa ragione assumeremo un atteggiamento di difesa. Così facendo, l’estraneo percepirà il nostro atteggiamento e, probabilmente, lui stesso registrerà un rialzo dei livelli di cortisolo e adrenalina. Tutto ciò renderà la situazione potenzialmente pericolosa, quando di base è probabile che non lo fosse davvero.

Lo stesso processo vale per le emozioni positive. Se immaginiamo lo stesso estraneo che ci sorride e ci saluta in maniera gioviale e nella nostra mente si crea l’immagine di noi che ci fermiamo a chiacchierare di una partita di calcio e che subito dopo ci presentiamo a lui e ci stringiamo la mano, il nostro organismo pomperà ossitocina. In questo modo, percepiremo una sensazione di fiducia e si aprirà un percorso neurale diverso.

Ogni volta che incontreremo un estraneo, l’ossitocina inizierà a fluire, sorrideremo istintivamente e ci disporremo in un atteggiamento aperto e accogliente. L’estraneo se ne accorgerà e anche il suo corpo si rilasserà. Così, aumenta la possibilità che anche lui sorrida e si comporti in maniera gioviale.

Questi percorsi neurali sono costruiti per ripetizione (attraverso un processo lento) o a causa di emozioni forti (attraverso un processo rapido). La reazione che si ha ogni data situazione dipenderà allora da qual è il percorso neurale più ampio, poiché l’elettricità scorre nel percorso che ha minore resistenza.

Gli impulsi che si ottengono sono controllati dal sistema limbico, sul quale non abbiamo alcun controllo. Però è possibile ignorare quell’impulso. Si può decidere di non attivarlo, grazie alla corteccia, ovvero al pensiero cosciente.

E’ qui che risiede il nostro libero arbitrio.

Ogni volta che diciamo no ad un impulso, ovvero non attiviamo la stessa ripetizione negativa di un tempo, si apre la possibilità di creare un nuovo percorso neurale e quindi una nuova abitudine.

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Articolo di generazionebio.com
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