LA TAVOLA DEGLI ELEMENTI SI PUO’ TRADURRE IN MUSICA?

Sembra sia stata elaborata una nuova scienza, che traduce la chimica e le molecole in musica da ascoltare, mettendo gli elementi della tavola periodica in sequenza, utilizzando il valore inverso della loro unità di massa atomica.

Il celebre ricercatore e attivista statunitense Mike Adams ha presentato questa sua scoperta davanti ad un pubblico di decine di migliaia di persone, ad un convegno a Dallas. Tutti sono rimasti molto colpiti da questo codice armonico che prende origine dalla tavola degli elementi e che si può riscontrare in Fisica e in Chimica.

Quello che ha fatto Adams è stato mappare gli elementi su una tastiera standard ad 88 tasti, usando la loro massa atomica accertata.

L’idrogeno viene mappato a 3520 Hz come scelta arbitraria e tutti gli altri elementi vengono mappati di conseguenza.

Ad esempio, avendo il carbonio una massa pari a 12, viene mappato a 3520/12, pari a 293,3 Hz. Questo corrisponde al tasto RE della quarta ottava su una tastiera di 88 tasti.

Sfruttando questa traduzione, diventa poi possibile riprodurre le molecole come sequenze musicali, rendendo possibile, per la prima volta, l’ascolto della chimica della nutrizione.

Nel video dimostrativo, Mike Adams fa ascoltare allora la sequenza musicale di diverse molecole fondamentali per la vita, come l’acqua, l’ossigeno, l’anidride carbonica, l’ossido di magnesio, il carbonato di calcio e persino il progesterone.

Ricorrendo alla stessa traduzione matematica degli elementi fisici in toni musicali, Adams è riuscito anche a mettere in sequenza i pesticidi e gli erbicidi tossici, il fluoro e metalli pesanti tossici come mercurio, piombo e cadmio.

La curiosità è che gli elementi altamente tossici come il fluoro, utilizzato sia per produrre i farmaci psichiatrici che i pesticidi, hanno un suono inquietante e distruttivo. Adams sostiene che non si tratti di una coincidenza.

Il ricercatore ha inoltre raccontato di avere avuto questa illuminazione durante una passeggiata nella natura e di avere iniziato subito a studiare la tavola degli elementi periodici. Chiunque vorrà verificare la sua teoria, deve però sapere che le tavole più diffuse danno solo le masse medie, in base ai rapporti naturali degli elementi multi-isotopici. Sono pertanto dei numeri fuorvianti e per avere le risposte corrette in termini di armonia bisogna analizzare tutto ad un livello più elevato, identificando il numero intero delle masse atomiche.

Se da un lato questa rivelazione ha aperto la strada alla possibilità, ad esempio, di integrare carenze nutrizionali ricorrendo semplicemente al suono, dall’altro le polemiche che si sono scatenate intorno a questa “scoperta” sono numerose. A parte gli scettici, molti ricercatori che da anni lavorano in questo campo hanno fatto sentire la loro voce, affermando di essere stati defraudati da scoperte che loro stessi avevano fatto in passato.

Fra questi, anche il Dr. Horowitz, celebre per avere diffuso la teoria sulle frequenze solfeggio e avere dedicato anni di studio alla frequenza 528 Hz, da lui identificata come la frequenza dell’amore assoluto.

La frode consisterebbe anche, secondo Horowitz nella scelta dichiarata come arbitraria di usare la frequenza 3520 Hz per ricavare tutto il resto. Questa frequenza sarebbe estremamente angosciante e non andrebbe abusata. Horowitz sostiene che il suo ascolto è stridente, anziché dolce e rilassante. Inoltre, non sarebbe possibile impostare in modo arbitrario la frequenza a cui vibra l’idrogeno: bisognerebbe misurarlo con precisione e poi impostare quella costante sulla tastiera. Questo valore farebbe inoltre pensare ad un altro errore di fondo, quello di aver usato l’accordatura a 440Hz anziché a 432Hz che è risultata più efficace quando si tratta di musicoterapia.

Va inoltre detto che per dimostrare come una frequenza sia più rilassante rispetto ad un’altra che stride dovrebbe essere riprodotta ricorrendo ad un suono puro e utilizzando lo stesso strumento.

Questa apparente scoperta sarebbe dunque da liquidare come una mera congettura e se a dirlo è uno dei più noti studiosi e divulgatori della musica in ambito terapeutico, c’è sicuramente da tenerlo in considerazione.

Ciò non toglie che entrambi i punti di vista possano essere ulteriormente analizzati e studiati, così da sviluppare un metodo di terapia con il suono ancora più specifico e che permetta di tradurre in musica anche le formule chimiche delle sostanze nutrizionali, per aprire la strada a nuove possibilità in ambito terapeutico che non prevedano soltanto l’uso di farmaci e integratori.

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Articolo di generazionebio.com
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