L’I CHING ALLA BASE DEL NOSTRO SISTEMA INFORMATICO

i-ching-computerE’ sorprendente, ma l’antico Libro dei Mutamenti è ciò che si trova nel cuore di ogni computer.

L’I Ching ha preceduto infatti il codice binario di ben 5000 anni.

Gottfried Willelm von Leibniz, filosofo e matematico, nel lontano 1600 decise che vi era la necessità di trovare un sistema aritmetico che fosse nuovo e più puro rispetto a  quello decimale comune. Leibniz trovò questo modello nell’antico libro dell’I Ching, che sta alla base della filosofia cinese.

Fu padre Joachim Bouvet, missionario gesuita in Cina, con cui Leibniz era in stretto contatto di corrispondenza, a fargli conoscere questi curiosi diagrammi.

Questo testo antico ebbe una tale influenza su Leibniz, da spingerlo a scriverne subito un articolo. La spiegazione della nuova aritmetica binaria, che utilizza solo i caratteri 1 e 0, e della sua utilità derivano quindi dalla figura di Fu Xi, il leggendario primo autore del Libro dei Mutamenti. L’aritmetica che Leibniz descrisse era costituita da un codice binario, che oggi è utilizzato in quasi tutti i computer moderni, compreso l’iPhone e il super computer cinese TH-2.

Per capire cosa Leibniz vide nell’I Ching è fondamentale dimenticare per un attimo ciò che oggi, nell’era digitale, la maggior parte di noi dà per scontato. Ogni volta che ascoltiamo un MP3, guardiamo una foto digitale o un DVD, viviamo una rappresentazione digitale della realtà. Alla base di questa rappresentazione, vi è solo una serie di segnali binari, che comunemente vengono annotati come 1 e 0. L’intuizione di Leibniz era che anche l’aspetto più complesso della realtà potesse essere rappresentato in questa forma binaria. 

L’I Ching rappresenta i poli binari della realtà come Yin e Yang. Proprio come 1 e 0, questi sono concetti astratti che possono rappresentare i poli di ogni set binario, anche se nel Libro dei Mutamenti vengono spesso discussi come femminile e maschile. Essi vengono identificati con una linea spezzata per lo Yin e una linea intera per lo Yang. Queste linee si combinano in un gruppo di 3, che producono gli otto trigrammi di base e che, a loro volta, se combinati costituiscono i 64 esagrammi che sono al centro del sistema di divinazione dell’I Ching. Dopo averlo analizzato per giorni e giorni, Leibniz si accorse che sostituendo la linea spezzata con lo 0 e quella intera con l’1, si poteva rappresentare qualsiasi numero in una progressione binaria e comprese che in questo modo sarebbe stato possibile codificare ogni informazione umana.

Certamente il Libro dei Mutamenti era molto più ambizioso rispetto alle attuali applicazioni pratiche del codice binario. I 64 esagrammi si propongono infatti di rappresentare le situazioni archetipiche della vita stessa. Per consultare l’I Ching si lancia una moneta in maniera da generare un esagramma. Ogni esagramma è accompagnato da un testo esplicativo. Gli esagrammi rappresentano le mutazioni che avvengono in maniera costante su ogni piano dell’universo e hanno lo scopo di fare luce sul mondo che si trova dietro alle apparenze, agendo come guida dell’io inconscio.

E’ senza dubbio un modo per stimolare la mente inconscia e portare una nuova ispirazione.

Il codice binario che si trova nei moderni computer ha una capacità incredibile di rappresentare la realtà in un modo che Leibniz probabilmente, all’epoca, riusciva a malapena a concepire. Il Libro dei Mutamenti stesso, però contiene degli insegnamenti che ci danno motivo di diffidare della nostra rivoluzione digitale. Secondo la filosofia dell’I Ching, infatti, non tutta la realtà è reale. E’ qualcosa di più simile ad un sogno o ad un’illusione. Questo sogno della realtà deriva dai binari di Yin e Yang e dalle loro infinite combinazioni.

Non sorprende dunque, dal punto di vista dell’I Ching, che tutto ciò che si trova nel sogno della realtà si possa rappresentare come modello dei suoi costituenti binari, in una serie di 1 e di 0 elaborati da un computer.

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Articolo di generazionebio.com
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