QUARTETTO DI MUSICISTI PARAPLEGICI SUONA CON LA MENTE

paramusica-ensembleLa Plymouth University e il Royal Hospital for Neuro-Disability hanno sviluppato una tecnologia che permette di leggere l’attività elettrica del cervello in modo da suonare dei brani musicali sfruttando il pensiero.

E’ nato così il quartetto dei Paramusical Ensamble, un gruppo di artisti con dei profondi e irreversibili danni motori, impossibilitati sia a muoversi che a parlare. Il quartetto indossa dei caschi di gomma studiati appositamente, dotati di un’interfaccia musicale e di elettrodi in grado di catturare le onde cerebrali dei pazienti.

Di fronte al musicista viene posto uno schermo che mostra differenti campioni di musica. Con l’aiuto del caschetto, tutto ciò che devono fare i musicisti è guardare al campione che desiderano suonare.

Questo rappresenta una grande conquista per i pazienti che soffrono di SLA e che, nonostante la loro disabilità, possono continuare ad abbracciare il loro talento.

L’iniziativa è stata guidata dal professore e compositore Eduardo Miranda e dal dottorando Joel Eaton dell’ICCMR della Plymouth University, in collaborazione con il Dr. Julian O’Kelly e della Dr.ssa Sophie Duport del Royal Hospital for Neuro-Disability.

La collaborazione ha avuto luogo per circa 4 anni, con un impatto estremamente positivo per tutti i soggetti coinvolti. Questo lavoro offre un’opportunità alle persone di mettere da parte il loro impedimento fisico e di utilizzare la musica per comunicare in un modo che prima non sarebbe mai stato possibile, a causa delle loro condizioni mediche. Si tratta di un esempio straordinario di ricerca che dal laboratorio viene portato nel mondo reale, con risultati davvero imponenti.

Uno dei membri del Paramusical Ensemble ha parlato del progetto come di un’esperienza magica.

Ciascuno dei quattro pazienti connesso all’interfaccia genera le parti musicali che verranno eseguite in tempo reale.

Ai partecipanti vengono date 4 opzioni visualizzate su un display e ciascuno può selezionarne una semplicemente fissano delle luci che lampeggiano accanto ad ognuna di esse.

L’interfaccia rileva quale dei campioni è stato selezionato da ciascun membro – leggendo appunto l’attività elettrica della loro corteccia visiva – e invia l’informazione ad un quartetto d’archi che eseguirà il pezzo.

Un esperimento dal potenziale enorme, che migliora la capacità dei pazienti di essere coinvolti attivamente nell’attività musicale e che può rappresentare un nuovo punto di partenza per delle applicazioni efficaci di musicoterapia.

A Londra è stata realizzata un’esecuzione pubblica da parte del Paramusical Ensemble, dove hanno presenziato sia le famiglie dei pazienti che diversi neurologi e docenti universitari. In questa occasione è stato eseguito un brano dal titolo Activating Memory. La melodia è stata registrata dal regista Tim Gragham e dal Professor Eduardo Miranda, che ne hanno successivamente confezionato un mini documentario di 9 minuti in cui viene presentato il progetto.

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Articolo di generazionebio.com
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