OLOGRAMMI ACUSTICI SPOSTANO GLI OGGETTI A DISTANZA

3d-soundAlcuni fisici tedeschi hanno utilizzato con successo il suono per spostare e manipolare degli oggetti, nell’ambito di una studio pubblicato su Nature.

Non è la prima volta che i ricercatori utilizzano il suono per realizzare questo obiettivo. Questo studio differisce però dai precedenti perché crea un campo complesso di strutture note come ologrammi acustici utilizzando un’unica fonte sonora.

Questi ologrammi appaiono come tutti gli altri, ma in realtà sono unici, perché vengono creati dal suono anziché dalla luce.

Uno degli autori dello studio, il fisico Peer Fischer del Max Planck Institute for Intelligent System, li ha paragonati agli ologrammi visti in Star Trek, con la differenza che l’immagine non viene creata dalla luce, ma dal suono.

In precedenza, gli scienziati dell’Università di Bristol avevano creato un sistema acustico simile, in grado di far fluttuare degli oggetti. Questo avviene utilizzando due sistemi di generazione del suono che emettono onde che si rifrangono sull’oggetto a diversa frequenza e ampiezza.

Quando le diverse onde sonore si uniscono, creano un gradiente di pressione nell’aria o nel fluido. Questo processo produce delle particelle che permettono all’oggetto di alzarsi e di muoversi se è immerso in un liquido. Questo esperimento ha successo soltanto se si utilizzano degli strumenti simili a degli speaker, noti come trasduttori, che servono a generare il giusto tipo di onda. Perché questo avvenga servono molte sorgenti di suono, che si rivelano sia costose che complesse.

Per condurre questo nuovo studio, al contrario, è stato utilizzato un solo trasduttore. Il suono viene fatto passare attraverso un piatto che manipola l’onda, modificandola nella tipologia necessaria. Questo permette di spostare diversi oggetti contemporaneamente, rendendo più facile costituire delle strutture più grandi e più complesse.

Per quanto tutto questo sia impossibile da percepire con l’orecchio umano, le onde si possono catturare utilizzando un microfono che si muove nello spazio dove sono presenti le onde. Questo ha permesso ai ricercatori di udire un disegno tridimensionale, che rappresenta l’ologramma acustico.

Questa nuova tecnologia ha molte possibili applicazioni. Può rendere ad esempio più accurati gli ultrasuoni in medicina. Oppure si possono rilevare delle crepe nelle travi di acciaio o a spostare la piastre di Petri senza toccarle e senza rischiare contaminazioni.

E’ naturale che ci sia quindi molto interesse verso questo esperimento, specialmente in campo medico. Non soltanto per rendere più semplice la generazione di ultrasuoni sia per la diagnostica che per i trattamenti, ma anche per guidare a distanza farmaci e nano-strumenti chirurgici all’interno del corpo umano.

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Immagine di © Kai Melde / MPI for Intelligent Systems

Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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