Bruce Lipton e le analogie tra spiritualità, scienza, biologia e i Beatles

all-you-need-is-loveE’ un tassello importante della loro biografia: i Beatles, nel 1967, si recarono in un ashram a Rishikesh in India, allo scopo di imparare la Meditazione Trascendentale.

Il biologo cellulare Bruce Lipton è andato a visitare lo stesso ashram con l’autore Jacob Devaney, compiendo un pellegrinaggio verso uno degli epicentri della consapevolezza spirituale degli anni ’60 e cogliendo l’occasione per discutere di come oggi la scienza dia forma al mondo in cui viviamo e offrendo degli spunti affascinanti a proposito della natura dell’amore.

Un luogo, l’ashram di Rishikesh, denso di energia e che, grazie alla permanenza dei Beatles, ha sicuramente influenzato il mondo intero. E’ in un certo senso da lì che arriva la spiritualità che si è diffusa in Occidente. Fu proprio la band inglese a toccarla con mano, a sperimentarla e importarla da noi su una più ampia scala.

Una spiritualità che ancora oggi cozza contro alcuni presupposti della scienza, superati i quali si potrebbe auspicare un cambiamento nel paradigma della nostra esistenza.

Secondo Bruce Lipton, i problemi sono diversi.

Anzitutto, la scienza ufficiale ha ancora una comprensione dell’universo fisico dove viviamo che mette in primo piano la materia. Di conseguenza, l’importanza di ciò che definiamo energia viene ignorata. La fisica moderna, ovvero la fisica quantistica, afferma invece che l’energia non si può ignorare. E’ proprio l’energia che dà forma al nostro mondo fisico. Lasciandola fuori dall’equazione, ci perdiamo la cosa più importante della spiritualità: la mente è energia; il cibo è energia; il mondo dove viviamo è fatto di energia. Occorre perciò porre l’attenzione sull’essenza della natura invisibile, che è ciò che determina la nostra esperienza fisica su questo pianeta. Bisogna riconoscere che i nostri pensieri, le nostre credenze , la spiritualità e l’energia che ci circonda si riflettono in ciò che siamo.

Un altro limite è l’affermazione secondo la quale noi saremmo il risultato di inesorabili programmi genetici. Secondo la scienza, sono i geni a controllare noi, non viceversa. Questo ci porterebbe quindi ad essere una sorta di vittime della nostra ereditarietà. Ci sono dei casi di cancro in famiglia e siamo portati a rassegnarci al fatto che, per un fattore genetico, ci toccherà la medesima sorte. Lo stesso vale per l’Alzheimer, per il diabete o per qualunque malattia. Bruce Lipton afferma che ciò è totalmente falso, perché i geni in realtà non controllano nulla. E’ l’ambiente semmai che controlla i geni e, ancora più importante, la nostra percezione dell’ambiente circostante. Il modo in cui vediamo il mondo e ciò che pensiamo del mondo influenzano la nostra genetica. E’ stato dimostrato che solo l’1% delle malattie dipende da un fattore genetico. Il 99% ha una relazione con il modo in cui noi stessi viviamo nel mondo: questo è ciò che altera o influenza la nostra attività genetica. Tutto ciò che sappiamo, tutto ciò in cui crediamo può modificare costantemente la nostra realtà e lo afferma l’Epigenetica. Proprio per questo, anziché sentirci vittime come abbiamo fatto fino ad ora, dovremmo sentirci i padroni della nostra genetica, capaci di modificarla, cambiando il nostro atteggiamento verso il mondo.

Altro punto importante dell’analisi di Bruce Lipton riguarda il nostro modo di vivere incentrato sulla paura anziché sull’amore, cosa che influenza moltissimo la nostra biologia. Tutto parte dalla teoria dell’evoluzione di Darwin, secondo cui la vita sarebbe una lotta per la sopravvivenza. Questo ci porta a ritenere, erroneamente, che dobbiamo essere i più in forma e di conseguenza vincere sugli altri, nel tentativo di superare questa battaglia. Questo ci porta a non occuparci più degli altri, ma solo di noi stessi. Si crea una competizione tra le persone, che sfocia poi nella guerra e nella violenza. Vale lo stesso se pensiamo al nostro atteggiamento verso la natura, che vediamo come qualcosa di separato da noi stessi. Questo suscita la paura che la natura possa sconfiggerci e, per questa ragione, cerchiamo il dominio su di essa, facciamo in modo di controllarla. Inoltre, la teoria dell’evoluzione di Darwin ci parla di mutazioni casuali e accidentali che, ad esempio, possono verificarsi con l’incontro dei geni dei genitori, i quali possono dare vita a una eredità genetica alterata e quindi cambiare le caratteristiche dell’organismo. Il fatto che queste vengano considerate casuali e accidentali, fa sì che la realtà venga vista anch’essa attraverso il filtro del caso. Secondo Bruce Lipton le cose non stanno così: la natura coltiva gli organismi in evoluzione, che nel corso di questo processo si adattano ad un ambiente specifico, aiutandoli a mantenere l’equilibrio. Questo porta anche alla consapevolezza che nessuno di noi è qui per una coincidenza, ma per un’intenzione ben precisa della natura di farci contribuire all’armonia e all’equilibrio dell’intero universo. Comprendere tutto questo è fondamentale per portare a compimento la nostra missione. Non è un caso che, essendoci allontanati da questa idea, stiamo per affrontare il rischio della nostra stessa estinzione. Stiamo distruggendo l’ambiente, senza sapere che in realtà ci troviamo qui proprio per preservarlo. Se distruggiamo l’ambiente, distruggiamo noi stessi, perché l’ambiente siamo noi!

beatles-ashramLo cantavano i Beatles. “All you need is love”: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è amore. E’ indispensabile comprendere che l’amore è una vibrazione, non è qualcosa di materiale. E’ un sentimento, un’armonia. L’amore si contrappone alla paura. Se l’amore è armonia, musica, qualcosa che si irradia in maniera magnifica, la paura è rumore, disarmonia, un blocco della vibrazione. Imparare di nuovo a collaborare, a condividere, a riportare tutto in equilibrio e armonia non può che giovare al pianeta, all’ambiente, a noi stessi come comunità di esseri umani. Quando tutto è in armonia, tutto sprigiona amore. E’ sicuramente questo il messaggio principale che i Beatles hanno cercato di diffondere, da questo ashram, attraverso la loro canzone. Quando una persona vive nell’amore, chi le è accanto lo percepisce.

La tecnologia moderna, specialmente il web, può essere utilizzata per amplificare l’amore, il rispetto, la bellezza. Abbiamo tra le mani uno strumento potente, che può raggiungere il mondo intero contemporaneamente. Si tratta di vibrazioni, di risonanza. La vibrazione più debole finisce per allinearsi con quella più potente. Se impariamo a diffondere parole, gesti e pensieri d’amore, anche chi non lo fa finirà per allinearsi a questa nuova vibrazione.

In poche parole: alziamo il volume dell’amore! Insieme possiamo farcela.

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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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