Il nervo vago, le emozioni e il ritrovamento della salute

vagus-nerveOggi si parla spesso di traumi. Chi non conosce bene il significato del termine, pensa che il trauma abbia a che fare con qualcosa che è accaduto tanto tempo fa. Così, si ritiene – erroneamente – che il passato sia passato e che l’unica cosa che conta sia ciò che accade nel presente. Ciò che molti non sanno è che il residuo che lascia quel trauma di un evento passato è la sensazione fisica, più che quella emotiva, che permane e che rende il tutto intollerabile.

In questo meccanismo, viene coinvolto il rapporto che lega il nervo vago alle nostre emozioni.

Vago deriva dal latino “vagus” che significa vagante, errante. Questo nervo ci permette di respirare e ha un impatto su tutti gli organi del nostro corpo.

Il nervo vago è un nervo craniale che innerva il diaframma. Ma non solo, perché esso innerva anche gran parte dei nostri visceri e dei nostri organi interni, ad eccezione delle ghiandole surrenali. Il nervo fornisce le fibre parasimpatiche a questi organi ed è più legato alle attività di riposo, piuttosto che a quella di attacco e fuga.

Attraverso il nervo vago è possibile alleviare diverse infiammazioni nel nostro organismo. Se il tono del nervo vago è ridotto, possono essere presenti elevati livelli infiammatori nel corpo. Al contrario, un elevato tono vagale può aumentare la nostra felicità. Sappiamo bene come la nostra salute emotiva possa influenzare quella fisica.

Il cuore, l’intestino e il cervello comunicano intimamente tra loro attraverso il nervo vago, rendendo la sua azione davvero critica nell’ambito dell’espressione e della gestione delle emozioni, sia negli esseri umani che negli animali. Così, quando la mente è particolarmente sollecitata, influisce immediatamente sulle viscere, le quali reagiscono con forza al nostro stato emotivo.

Quando capita di avere una sensazione persistente di ansia e di tristezza, queste accendono a lungo termine delle sensazioni fisiche, che diventano intollerabili e ci spingono a fare di tutto affinché scompaiano. Questa è l’origine di ciò che accade nella patologia umana. Le persone assumono farmaci per guarire, per alleviare quelle sensazioni orribili a livello fisico.

Se queste sensazioni durano abbastanza a lungo, tutto il cervello inizia a lottare contro le nostre emozioni e ciò che accade nel lungo raggio è che le persone traumatizzate, che hanno di continuo sensazione di ansia e di tristezza, di petto stretto e visceri attorcigliati, impareranno a spegnere queste sensazioni nel corpo. A lungo andare, spegnendo la loro esistenza fisica stessa.

Ecco perché le persone traumatizzate hanno spesso grandi problemi di consapevolezza, e se intraprendono un percorso di guarigione finiscono per peggiorare il loro stato di turbamento e agitazione. Questo avviene perché finalmente entrano in contatto con il loro mondo interiore e la prima tentazione è quella di scappare. Se non vengono dati loro gli strumenti adatti ad affrontare queste sensazioni così intense che si scatenano, può essere difficile continuare il lavoro. Questo succede quando queste persone si avvicinano alla meditazione, allo yoga o a qualsiasi altra pratica di guarigione e ampliamento della consapevolezza.

E’ possibile lavorare delicatamente sul nervo vago anche in autonomia, per tonificarlo e quindi apportare modifiche positive al nostro corpo fisico e a quello emotivo. Prima di tutto, è utile imparare a respirare lentamente attraverso il diaframma. Un’altra strategia utile è quella di cantare una canzone. Lavare il viso con acqua fredda è altrettanto favorevole. Una volta che si impara a meditare, ci si allena a concentrarsi sull’amore e sulla gentilezza. Inoltre, è fondamentale mantenere una buona salute intestinale attraverso l’alimentazione. Queste semplici strategie sono le chiavi per sbloccare il potere del nervo vago di stimolare una guarigione a livello profondo.

Attraverso alcune tecniche di rieducazione somatica, come il massaggio, la cromopuntura o l’agopuntura, è possibile però aiutare le persone a riabilitare i tessuti e gli organi che hanno perso la loro mobilità a causa di anni di fuga dalle sensazioni fisiche descritte. Approcci come questi permettono all’individuo di imparare a rimanere presente con le sue sensazioni e di lavorare al fine di riportare il suo stato di salute in equilibrio, sbloccando e rilasciando i ristagni persistenti.

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Articolo di generazionebio.com
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