Il cibo può influenzare l’attivazione dei geni nel DNA

dna-foodTutti sono ormai convinti che noi siamo anche ciò che mangiamo, ma per qualche motivo la maggior parte della popolazione mondiale sembra fare finta di niente. Eppure la scienza reale e degli esperimenti molto semplici sono riusciti dimostrare in modo definitivo ciò che i naturopati sostengono da secoli: ciò che si mangia può modificare moltissimo l’individuo, sino a toccare il DNA. Come si è visto, la nostra dieta può infatti influenzare quali geni si attiveranno o verranno soppressi. In pratica, è possibile determinare se i geni associati a condizioni come obesità, diabete di tipo 2 o malattie cardiache siano iperattivi o funzioni all’interno di precisi parametri.

E’ normale ignorare che la nostra dieta influenza la nostra salute, quando i cibi che si trovano in commercio sono tutti così gustosi. I medici generici non prendono ancora abbastanza in considerazione il cibo quando trattano i loro pazienti. Questo va di conseguenza a peggiorare il fenomeno. In questo contesto, i nuovi studi che mettono in rilievo l’importanza del cibo e il suo legame con il DNA rappresentano un passo in avanti significativo.

I nutrienti che il corpo umano riceve quando è nell’utero, così come quelli con cui si nutre dopo la nascita, influenzano sempre i nostri geni. L’opinione prevalente è che siano proprio i nostri geni a determinare come i nutrienti vengano ripartiti per essere poi riassorbiti dalle cellule. Gli scienziati hanno pensato che tutte le informazioni tranne il genoma puro si cancellino non appena si forma un nuovo embrione. Tuttavia, nel 2013, quando è stato completamente mappato il DNA, un sacco di variabili risultavano ancora mancanti. Questo era chiaro perché il genoma stesso non poteva spiegare tutti i processi fisiologici di cui siamo attualmente a conoscenza.

Più gli studi proseguivano e più cose si era in grado di osservare. Fino ad ora, il campo dell’epigenetica è stato associato con i cambiamenti che il nostro DNA subisce a seguito di forze esterne, come la nostra dieta o l’ambiente in cui viviamo. La separazione dei campi era necessaria, perché gli scienziati hanno pensato che il genoma stesso non cambiasse, ma che si trasformasse solo ciò che lo circonda. Oggi, le prove dimostrano che le caratteristiche di prodotti chimici ed enzimi possono influenzare irrevocabilmente il nostro corpo e il suo sviluppo.

Ad esempio, nei topi, il rischio di malattie croniche e radicali differenze di peso e del metabolismo sono fortemente influenzati dalla dieta della madre durante la gravidanza. Uno studio condotto nel 2006 ha concluso che, anche se la madre è obesa e ha una maggiore probabilità di sviluppare alcune malattie, come diabete e cancro, la maggior parte dei suoi figli nascono sani, a condizione che la sua alimentazione durante la gestazione sia adeguata. Per questa ragione, non veniva ereditata nessuna predisposizione alle malattie del corpo o alla costituzione come risultato del suo DNA, quanto piuttosto delle abitudini alimentari durante la gravidanza. Negli esseri umani, una dieta ben bilanciata ha un impatto fondamentale sulla nostra predisposizione genetica a determinate malattie.

Recenti studi hanno dimostrato che una dieta non bilanciata ha un effetto domino sulla salute dell’intero organismo. Al fine di mantenerci liberi dalla malattia, è quindi doveroso assumere una quantità equilibrata di carboidrati, proteine e grassi. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia. Quando una di queste categorie domina sull’altra, le sostanze nutritive che assorbiamo dal cibo diventano quelle prevalenti nel nostro DNA. Ad esempio, quando una dieta è per il 60% basata su carboidrati, i geni associati alle malattie cardiovascolari e il diabete iniziano ad accelerare i loro processi.

A volte, la trasformazione che si verifica a seguito delle abitudini alimentari è sorprendente. Il Dr. Markus Raiser, biochimico presso l’Università di Cambridge, indica che quasi tutti i geni di una cellula sono direttamente influenzati dalle sostanze nutritive a cui hanno accesso. Basta che un paio di sostanze vadano disperse e il profilo metabolico normale si altera in maniera significativa. Anche se i ricercatori non hanno ancora esattamente individuato quale cibo faccia che cosa, i nutrizionisti esperti hanno elaborato alcune ipotesi, in base alla quantità di nutrienti che ogni alimento ha.

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Articolo di generazionebio.com
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