Come l’esperienza di nascita influenza il resto della nostra vita

Embryo-Alex-Greys

Comprendere la matrice perinatale e come questa può influenzare la nostra vita è molto importante. Proprio come un seme contiene il modello per la vita della pianta, la storia della creazione di un essere umano ha una profonda influenza sulla sua vita.

Secondo il padre della Psicologia Transpersonale, Stanislav Grof, tutti noi siamo molto più influenzati dalla nostra esperienza di nascita di quanto possiamo immaginare. La prospettiva di Grof è supportata dai maggiori leader nel campo della psicologia prenatale e perinatale. Esistono una matrice biologica di impronte emozionali e dei modelli che spesso sono riconducibili al modo in cui siamo venuti a questo mondo. Questa matrice e la sua comprensione può rivelare molte cose di noi e fornire un quadro utile a rilasciare vecchi schemi, per ottenere la guarigione e la crescita personale.

La guarigione è un percorso personale in cui siamo impegnati come individui, ma i modelli che dobbiamo guarire sono spesso intergenerazionali e risalgono a ben prima che noi nascessimo. A livello biologico, sorprende sapere che l’uovo che si è poi trasformato in noi è stato letteralmente portato da nostra nonna, perché nostra madre ha sviluppato le sue uova mentre lei stessa era un feto nel grembo di sua madre.

Meccanismi di adattamento, di stress e modelli di sistema famigliare lasciano così delle impronte su di noi, ancora prima di venire generati. La cosa bella è che avvicinarsi alla guarigione da questo punto di vista permette di guarire tutta la nostra rete di relazioni che si muove avanti e indietro nel tempo.

Secondo le più moderne ricerche, la più importante di queste impronte si verifica mentre ci troviamo nel grembo materno e durante i nostri primi anni di vita. La matrice perinatale di base, così definita da Grof, si divide in 4 fasi distinte e questi intervalli specifici hanno delle influenze a lungo termine sulla nostra esperienza emozionale e sulla realtà quotidiana. Per comprendere la logica che sta dietro a questa ricerca, occorre guardare a quello che Grof definisce il sistema di esperienza condensata. Un esempio di questo concetto si ha quando durante una conversazione qualcuno racconta una storia divertente e tutti gli altri cominciano a ridere. Questo li porta a ricordare le loro storie divertenti. Quando facciamo la stessa cosa per ogni genere di ricordo emotivamente importante (felice, triste, puroso, traumatico, ecc.), riportiamo in superficie facilmente dei ricordi di tutte quelle volte che abbiamo avuto esperienze affini che hanno suscitato le stesse sensazioni. La ricerca si basa sulla premessa che i nostri sentimenti e le storie associate a queste esperienze siano strettamente raggruppati nella nostra psiche. Grof ha così iniziato ad indagare sull’esperienza primaria, ovvero sulla prima volta che abbiamo provato quei sentimenti: identificare queste esperienze fornisce una storia per i modelli emotivi e psicologici che si vengono a creare.

Il nostro cervello emotivo si sviluppa molto tempo prima rispetto a quello razionale. Così, molti di questi modelli hanno radici che risalgono a quando ci trovavamo nel grembo materno e alla nostra esperienza di nascita. Identificando queste principali quattro fasi, Grof ha identificato anche le correlazioni archetipiche per ciascuna di queste fasi e i modelli che si relazionano alla nostra vita emotiva.

Prima Fase – L’UNIVERSO AMNIOTICO
E’ la fase in cui il feto galleggi all’interno del grembo materno in uno stato privo di tempo. A seconda delle salute emotiva e fisica della madre, l’ambiente in cui vive e la dieta che segue, questa esperienza può essere piacevole o spiacevole.

Le esperienze positive in questa fase sono associate al senso di unità, al mistero, alla trascendenza. Le esperienze negative di questa fase sono correlate ad un senso di sradicamento e di disimpegno dalla vita.

Seconda Fase – L’OPPRESSIONE COSMICA
E’ la fase in cui l’utero inizia a chiudersi, a comprimere e a spingere il feto verso il canale del parto. Dal momento in cui non galleggiamo più, per la prima volta notiamo il trascorrere del tempo e il contrasto tra spazio e compressione: è l’inizio della dualità. Avvengono dei cambiamenti ormonali che includono una riduzione di ossigeno e la pressione delle contrazioni contro la cervice.

Le esperienze positive in questa fase sono associate con l’entusiasmo verso nuove prospettive e con l’integrazione di nuove informazioni
Le esperienze negative in questa fase sono correlate ad un senso di crisi incombente, alla paura, alla resistenza verso nuovi sviluppi nella vita

Terza Fase – LA LOTTA TRA MORTE E RINASCITA
E’ la fase in cui dobbiamo effettivamente entrare nel canale del parto. L’aumento dello stress e la compressione sono associate alla lotta per raggiungere la luce al fondo del tunnel.

Un’esperienza positiva in questa fase stimola a seguire il flusso della vita, a prendere la cose così come vengono. Questo aiuta ad impegnarsi nelle cose con il massimo dell’efficienza.
Un’esperienza negativa in questa fase porta a sentirsi schiacciati dalle circostanze della vita, ad essere sopraffatti dalla competizione per rispondere alle esigenze quotidiane.

Quarta Fase – ESPERIENZA DELLA MORTE-RINASCITA
E’ la fase in cui si emerge dal canale del parto e ci si affaccia al mondo. Il bambino sopravvive al canale del parto, il processo di nascita si completa e la vita ha inizio. Questa fase è associata alla gioia, alla semplicità e soprattutto alla libertà.

Ciascuna di queste fasi rappresenta letteralmente la storia della nostra creazione e quindi non sorprende sapere quanto possano influenzarci durante tutta la durata della nostra vita. Tuttavia, qualunque cosa capiti, non è una condanna, perché il nostro rapporto con questi ricordi, una volta reso cosciente, può rafforzarsi.

Spesso queste informazioni creano una risonanza e portano a domandarsi come fare per guarire da questi ricordi registrati nel subconscio. Anzitutto, occorre accettare che qualcosa di negativo possa essersi verificato, perché anche queste esperienze contribuiscono alla nostra formazione e alla nostra evoluzione. Nessuno è una vittima. Dopodiché, tra le varie possibilità che si prospettano, è utile sapere che la Medicina Esogetica rappresenta senza dubbio un’ottimo approccio per sciogliere i nodi di queste esperienze negative, attraverso delle terapie appositamente studiate e applicate da anni. Sono state infatti messe a punto numerose combinazioni di colori da applicare su punti specifici della cute, che si sono dimostrati efficaci nel liberare l’individuo da questi ricordi spiacevoli, riportandolo sul suo percorso di vita, sciogliendo l’informazione dissonante in cui era, spesso a sua insaputa, intrappolato e contribuendo alla sua crescita.

Photo by Alex Grey

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Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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