Come un trauma emotivo può innescare l’insorgere del cancro

trauma-emotivoChe la malattia abbia radici ben più profonde di ciò che siamo portati a credere è un’ipotesi sempre più diffusa tra gli studiosi.

Oggi la medicina moderna tende ad approcciarsi a qualsiasi disturbo in maniera sintomatica, considerando l’individuo come una macchina, composta da diversi pezzi assemblati e indipendenti l’uno dall’altro. Se duole il ginocchio, si interviene su questo. Se si rileva un cancro al seno, si lavora essenzialmente sull’area colpita, senza tenere presente niente altro. La verità è che c’è molto di più di questo e, allo stesso tempo, ciascuno di noi è un essere molto più complesso – e perfetto – di quel che pensa. In quest’ottica, anche la malattia acquisisce un valore molto più profondo e dal significato simbolico. Capisaldi di questo pensiero sono i testi della scuola tedesca, formata da nomi eminenti come quello di Rüdiger Dahlke o di Thorwald Dethlefsen.

Sempre dalla Germania arrivano anche gli studi del controverso dottor Ryke Geerd Hamer, il quale ha saputo andare oltre, dimostrando scientificamente, non solo in modo empirico, le sue tesi rivoluzionarie. Hamer, laureato in teologia, fisica e medicina, si è specializzato in psichiatria, neurologia e medicina interna con una tesi sui tumori cerebrali. A segnare la sua storia un evento estremamente drammatico: la morte violenta del figlio diciannovenne Dirk. A seguito di questa tragedia, Hamer viene colpito da cancro ai testicoli e la moglie di cancro al seno. Due circostanze che non gli impediscono, comunque, di continuare a lavorare e, solo successivamente di scoprire come non ci fosse alcuna casualità, sia nell’insorgere della malattia che nelle aree colpite. Nel reparto di ginecologia dove opera a Monaco di Baviera, sono all’epoca ricoverati circa 200 pazienti affetti da cancro, ciascuno dei quali aveva subito un grave trauma emotivo nei mesi che avevano preceduto l’esplicitarsi della malattia. La sua ricerca continua poi in una clinica di Colonia, dove la metà dei degenti affetti da cancro ai polmoni non aveva mai fumato ma, nel periodo precedente alla comparsa della malattia, aveva subito un trauma grave. La differenza rispetto a prima stava nel tipo di trauma subito. Tutte queste evidenze, stimolarono il dottor Hamer ad approfondire i suoi studi, che lo portarono a fondare la Nuova Medicina Germanica.

Questa nuova medicina presenta un uomo nuovo, consapevole del fatto che il senso maligno o benigno della malattia non esistono. Ma soprattutto, un uomo che sa quanto la natura sia perfetta e sa anche che nulla, compresa la malattia, è mai frutto del caso o di quella che siamo soliti considerare come una sfortuna o maledizione. La Nuova Medicina Germanica sostiene che la malattia sia una fase necessaria e utile per comprendere e superare uno squilibrio subito dall’individuo, per crescere, migliorare ed evolvere nella sua vita. Il tutto gira intorno al cardine delle 5 Leggi Biologiche, che mettono finalmente in connessione Psiche, Cervello e Organo, collegando precisamente il conflitto biologico e la malattia. Questo capovolgimento porta inevitabilmente a vedere la malattia come strettamente correlata al vissuto di ogni individuo.

Prima Legge Biologica

Ogni Shock biologico estremamente grave, acuto, drammatico, inaspettato e vissuto in isolamento, genera un Programma Speciale, Biologico e Sensato, che si verifica contemporaneamente sui 3 livelli: Psiche-Cervello-Organo e decorre in modo sincrono sugli stessi”. Secondo Hamer, la Natura avrebbe studiato per noi dei programmi di sopravvivenza: di fronte ad una sollecitazione ambientale, ho una modifica a livello organico, per potermi adattare al cambiamento. In sostanza, uno shock attiva dei programmi, ovvero ciò che normalmente definiamo malattie.

Seconda Legge Biologica.

La malattia ha un processo bifasico. Hamer osserva che durante il corso di ogni giornata ci troviamo in uno stato di normotonia, con fasi alterne in cui siamo più attivi e altre in cui siamo più rilassati. Non appena si verifica un evento inaspettato, questo equilibrio viene scosso ed entriamo in uno stato di simpaticotonia, durante la quale ci troviamo in uno stato di conflittualità attiva. E’ un momento, questo, di accelerazione, nel quale non ci sono sintomi manifesti, ma avviene l’aumento delle funzioni, che devono consentire di risolvere il conflitto in un tempo utile. Una volta risolto il conflitto, si attua la fase di vagotonia, durante la quale si verifica la riparazione. Qui si manifestano i sintomi: dolore, gonfiore, febbre, stanchezza e tutto quello che normalmente identifichiamo con la malattia. Sintomi che hanno a loro volta un senso biologico, perché ci costringono a rallentare per consentire alla riparazione di avere luogo.

Terza Legge Biologica

Hamer condusse studi di embriologia e filogenesi, materia poco frequentate in ambito medico, che lo portarono a trovare una connotazione più specifica del concetto di conflitto. Si parla qui di conflitto biologico e non psicologico. Per conflitto biologico si fa riferimento alla finalità evolutiva implicita dei tessuti embrionali, che si sviluppa negli organi ad essi collegati. L’anatomia delle strutture animali e vegetali è ripartita nei 3 foglietti embrionali: endoderma, mesoderma ed ectoderma. Hamer si accorge che ciascuno di essi è collegato ad una specifica sezione del cervello e che tutti i tessuti e gli organi del corpo sono ricollegabili ad una di queste. Perciò, ogni malattia, a seconda del collegamento di un organo a un determinato foglietto embrionale, presenta una ben precisa fisiologia: quella e soltanto quella.

Quarta Legge Biologica

Hamer scopre che durante la fase del conflitto attivo, i batteri iniziano a proliferare, in preparazione alla fase di risoluzione, quando si attiveranno a supporto dell’organismo per portare a termine la riparazione. Questi demoliscono la proliferazione cellulare avvenuta nella fase attiva e suturano i tessuti dopo la necrosi della fase attiva. I batteri sono quindi nostri alleati.

Quinta Legge Biologica

Rappresenta la quintessenza, che nella filosofia aristotelica e nel Medio Evo indicava l’etere come il quinto elemento costitutivo dell’Universo, dopo Fuoco, Terra, Aria e Acqua. Questa legge è quella che spalanca la porta ad una meravigliosa visione della Natura, dove nulla è lasciato al caso, dove non c’è nulla di maligno, dove tutto ha un senso e dove lo scopo deve essere quello di prendere la vita come un gioco, perseguendo i propri obiettivi ma restando consapevoli dei propri limiti per evitare i conflitti. In sintesi, questa legge ci spiega che “Ogni cosiddetta malattia è da riconsiderarsi, secondo il punto di vista della filogenesi, come una parte di un Programma Biologico e Sensato della Natura”.

Queste leggi valgono per qualsiasi “malattia”, compresa quella in assoluto più temuta oggi, il Cancro. Conoscere queste leggi ci porta a comprendere il processo consequenziale e preciso che sta dietro le quinte di un malessere e permette di eliminare la paura che sfocia spesso nella rassegnazione. Hamer rifiuta il concetto secondo il quale la Natura creerebbe qualcosa di maligno o benigno e all’idea di espiazione e di sofferenza correlata all’immagine di “malattia”. Grazie alle sue scoperte, abbiamo oggi lo strumento per comprendere i nostri conflitti, gestirli e superarli, riconoscendo la sacralità della Natura e la sua forza propulsiva all’evoluzione, che consente alla specie intera di migliorare costantemente.

Una scoperta unica, quella di Hamer, non brevettabile e non vendibile. Capace di rivoluzionare l’approccio alla vita di tutta l’umanità e per questo rinnegata e ostacolata dalla scienza ufficiale. Eppure, il medico tedesco non ha voluto lasciare nulla di intentato, nel corso dei suoi studi, cercando in ogni modo di far riconoscere come valide le sue scoperte. Nel 1981 furono depositate alla facoltà di medicina e chirurgia di Tubingen una tesi con le sue ricerche e 200 cartelle cliniche, con la descrizione dettagliata di almeno 70 casi. L’Università, senza alcuna spiegazione, rifiutò di fare qualsiasi verifica e le cartelle cliniche scomparvero misteriosamente. Solo nel 1989 Hamer ottenne il riconoscimento delle sue scoperte, grazie al prof. Birkmayer, titolare della cattedra di oncologia dell’Università di Vienna. Nel 1998 anche la facoltà della St. Elizabeth University di Bratislava e quella di Trnava in Slovacchia verificarono le 5 Leggi, confermandole. Questo non è però stato sufficiente per evitare ad Hamer di essere radiato dall’albo dei medici, e di essere incarcerato. Oggi il dottor Hamer ha trovato asilo politico in Norvegia, dove non può proseguire ed approfondire i suoi studi, a causa della mancanza di fondi. E’ certo, però, che quello che ci ha regalato è già da considerarsi un patrimonio dell’Umanità, destinato, nonostante il costante e palese boicottaggio, a diffondersi sempre di più, facendo dimenticare quel senso di inesorabile condanna che coglie il “malato”, cambiando finalmente il paradigma con cui egli accoglie la malattia, che non rappresenta altro se non un’opportunità per fare un passo in avanti nella vita. Come? Di sicuro seguendo l’iter che porta al riconoscimento del conflitto che ha fatto da detonatore e, con l’aiuto e il sostegno di un terapeuta, affrontarlo allo scopo di risolverlo e guarire.

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Articolo di generazionebio.com
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