Età anagrafica ed età biologica: non si invecchia tutti allo stesso modo

Ti capita di sentirti più giovane della tua età effettiva? Potrebbe esserci un motivo legittimo a determinare questa sensazione, secondo una ricerca.

Nell’ambito di uno studio, alcuni scienziati hanno scoperto che l’invecchiamento biologico può variare notevolmente tra persone coetanee.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences negli Stati Uniti.

La nostra età biologica potrebbe non corrispondere a quella biologica. Quest’ultima è molto più eloquente rispetto all’età cronologica. Il tempo prende il suo tributo da ogni persona in maniera differente.

Questa interessante ricerca ha reclutato quasi 1000 partecipanti, nati tra il 1972 e il 1973, per studiare gli effetti dell’invecchiamento. E’ stato misurato un totale di 18 marcatori biologici, compresi pressione sanguigna, funzione cerebrale, colesterolo, riflessi, funzione epatica e lunghezza dei telomeri (le estremità dei filamenti di DNA).

I test sono stati somministrati in tempi diversi, quando i partecipanti avevano un’età compresa tra 26 e 38 anni. Sono anche state scattate fotografie ad ogni partecipante, ogni anno, che sono poi state valutate in base all’apparenza.

Secondo i risultati dello studio, molti individui sono invecchiati in base alla loro età cronologica, ovvero invecchiano ogni 12 mesi per ogni anno. Un piccolo gruppo è invecchiato ad un ritmo molto più veloce, invece, pari a tre anni per ogni anno. Alcuni non invecchiavano affatto, mentre una parte addirittura era più giovane rispetto all’età cronologica.

Sorprendentemente, alcuni individui di 30 anni si mostravano biologicamente come sessantenni, mostrando che l’invecchiamento non procede a ritmo regolare per tutta la popolazione. Inoltre, coloro che biologicamente sono stati classificati tra i più anziani sembravano più vecchi agli occhi degli studenti reclutati per valutare l’età dei partecipanti.

Questi individui hanno ottenuto i peggiori risultati nei test che misuravano le funzioni cognitive e la forza fisica. Essi hanno anche dichiarato di avere una salute peggiore rispetto a coloro che erano biologicamente più giovani.

I ricercatori ritengono che la maggior parte di questi cambiamenti sono stimolati dall’ambiente, piuttosto che dalla genetica e suggeriscono così che l’invecchiamento sia un fattore controllabile.

Un giorno gli scienziati si augurano di utilizzare questo genere di informazioni per monitorare le persone che stanno mostrando segni di invecchiamento precoce. In questa maniera, si possono suggerire cambiamenti nello stile di vita nella fase iniziale del processo, per poterlo rallentare.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che alcuni fattori come fumo e assunzione in eccesso di zucchero stimolano un invecchiamento precoce e che fare esercizio fisico regolare può far tornare indietro l’orologio biologico di ben 9 anni.

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Articolo di generazionebio.com
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