COME INTRODURRE A SCUOLA UN PROGRAMMA DI MEDITAZIONE

meditation-qtSi chiama QT – Quiet Time – ed è un programma che è stato introdotto presso la Visitacion Valley Middle School di San Francisco, grazie all’organizzazione no profit CWAE. Si tratta di un protocollo che prevede, per due volte al giorno, un momento di meditazione e di silenzio. Lo scopo è quello di alleggerire il carico di stress a cui oggi sia studenti che insegnanti sono sottoposti. La situazione appare più marcata nelle zone più povere e periferiche delle città, dove esiste per i ragazzi una certa percentuale di rischio. Queste condizioni possono mettere a repentaglio l’apprendimento, ma anche generare un impatto negativo sulla salute fisica ed emotiva dei ragazzi.

Per creare un ambiente educativo efficace, è necessario ricorrere a strategie che riducano lo stress e stimolino gli studenti ad essere più rilassati, sani e felici.

Le attività che si svolgono durante il QT devono essere quindi calmanti, piacevoli e favorire la concentrazione dei ragazzi. In generale, si raccomanda di far praticare meditazione, lettura silenziosa o disegno o pittura libera. Non deve essere un momento dedicato allo svolgimento dei compiti e il patto è che nella classe regni il silenzio, non si sussurri, né si interagisca l’un l’altro.

Un programma da cui trarre ispirazione per introdurre in ogni scuola uno spazio di questo tipo, che però va organizzato in ogni minimo dettaglio. Anzitutto, ogni studente dovrebbe restare seduto al suo posto, il più comodamente possibile, e nulla dovrebbe essere appoggiato sul banco. A meno che non si scelga di sfruttare questo momento per leggere o disegnare. Non devono esserci libri, quaderni, astucci, penne e tanto meno il cellulare. Nessuno deve parlare. Questa impostazione iniziale e queste regole favoriscono la riuscita del protocollo e stimolano gli studenti a chiudere gli occhi e ad ottimizzare ogni sessione.

Questo momento di quiete dovrebbe durare in media 15 minuti e l’idea è che l’insegnante delimiti il tempo ricorrendo a una campanella.

  1. La prima campanella suona all’inizio della meditazione
  2. La seconda campanella suona al minuto 12, per comunicare che mancano 3 minuti alla fine della meditazione
  3. La terza campanella suona dopo 15 minuti, al termine del momento di silenzio.

Prima di arrivare a inserire il protocollo, occorre però chiarire agli studenti una serie di cose importanti. Ad esempio, è bene comunicare che la meditazione non ha nulla a che vedere con la religione. Questo aiuta la classe a fare una scelta informata e decidere con cognizione di causa se partecipare o meno all’iniziativa. Può essere utile anche presentare la proposta ai genitori, allo scopo di informarli su cosa significa meditare e quali vantaggi possa apportare ai risultati scolastici. In alcuni casi, si potrà anche stilare un modulo dove i genitori danno il loro consenso alla partecipazione del figlio a questi momenti di quiete.

Un’altra idea, suggerita dal sovrintendente scolastico dell’istituto di San Francisco dove si pratica questo programma, è quella di iniziare con qualche volontario. Appena i volontari sperimenteranno i benefici della meditazione, ne parleranno con i compagni e sosterranno la causa, invitando anche gli altri a partecipare.

Una volta che il programma è avviato, è importante che sia l’insegnante che i ragazzi lo portino avanti con costanza e regolarità. Quando si riesce ad avere tutti gli studenti presenti a questo momento di quiete, si noteranno subito risultati in termini di comportamento, umore, predisposizione verso le altre attività scolastiche, aspettative e risultati didattici.

E’ possibile che inizialmente ai ragazzi appaia strano dover chiudere gli occhi per 15 minuti. Alcuni potranno sperimentare una sensazione di tensione e di pericolo, non potendo tenere tutto sotto controllo. E’ perciò importante sottolineare come la scuola sia uno spazio sicuro, dove tutti partecipano a questa attività e ciascuno può lasciarsi andare liberamente, senza alcuna paura. Inizialmente alcuni studenti non riusciranno a stare completamente tranquilli: non ci sono abituati e la predisposizione ad un momento di quiete di questo tipo necessita di essere acquisita nel tempo. E’ necessario spiegare ai ragazzi che in questi momenti è importante rispettare gli altri e non disturbarli per nessun motivo.

Mediamente, gli studenti iniziano subito a sentirsi più concentrati, meno stressati. Ottengono migliori risultati a scuola ma anche nelle loro attività parallele alla scuola. Si sentiranno più sicuri di se stessi. Ci vorrà un po’ di tempo per raggiungere questo obiettivo, ma con la costanza sarà possibile farlo.

Naturalmente, il docente che desidera insegnare agli altri a meditare, deve saperlo fare in prima persona.

I risultati che si possono ottenere includendo a scuola un protocollo di meditazione sono dimostrati dall’esperienza “Equilibrio e Movimento” che ha coinvolto gli studenti del Liceo Classico Stellini di Udine.

Qui di seguito un video della NBCNews illustra come è stato introdotto il programma presso la Visitacion Valley Middle School:

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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Monica Vadi

Monica Vadi

Terapista e docente base in Cromopuntura secondo Peter Mandel, si è diplomata presso l'Internationales Mandel Institut Für Esogetische Medizin. E' abilitata alla lettura della foto D.E.P.T. (Diagnosi Energetica Dei Punti Terminali) e si è specializzata come Holistic Health Coach / metodo Well Aging Quantico. Vive e lavora a Torino dove riceve su appuntamento. Per fissare una consulenza: [email protected] / +39 392 7650931

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