SE USI IL MICROONDE IL TUO CIBO E’ IN PERICOLO

microwave-ovenOrmai sappiamo bene che quello che mangiamo ha un profondo impatto sulla salute.

Il mantra “Sei ciò che mangi” è incredibilmente reale.

Ma non è solo necessario tenere in considerazione ciò che si acquista, ma anche come lo si cucina. Consumare una maggioranza di cibi crudi è la scelta migliore per mantenersi in salute. Ma la maggior parte di noi non è in grado di concepire una dieta del genere e finisce per cucinare una certa percentuale del cibo.

Una preparazione intelligente del cibo parte anzitutto dall’alta qualità degli alimenti, che è meglio siano biologici e a Km 0, per arrivare alla loro preparazione: il che significa dire addio al forno a microonde. Questo apparecchio è molto utile per sterilizzare un canovaccio, non certo per ospitare una casseruola piena di cibo. Questo vale, naturalmente, per chi è interessato alla preparazione di cibi al 100% sani.

Purtroppo i forni a microonde sono largamente utilizzati, persino all’interno di catene di ristorazione naturale che però peccano moltissimo in questo senso, in nome della velocità di riscaldamento delle pietanze.

Quello che occorre riconoscere è che le microonde rappresentano un vero danno per il cibo e ancora peggio per noi che lo consumiamo.

Le radiazioni dei forni a microonde che vengono emanate quando sono in funzione sono molto elevate e corrispondono a 400 milliGauss: pericolosissimo, se si pensa che un’esposizione a soli 4 milliGauss è stata ricollegata al pericolo di leucemia. Inoltre, dai contenitori dove vengono riscaldati gli alimenti possono sprigionarsi tossine cancerogene, che si mescolano con il cibo.
Altro particolare di cui tenere conto è che la temperatura del cibo può alzarsi sensibilmente, causando anche ustioni o un accumulo di vapore che potrebbe fare esplodere i contenitori.

Inoltre, le verdure e tutti gli altri alimenti perdono ogni valore nutrizionale, impoverendosi anche di quelle vitamine e minerali utili per prevenire le malattie più serie. Quando vengono riscaldati a temperature così elevate, la struttura chimica degli alimenti cambia, con conseguenze ancora non note. Sono stati effettuati ancora pochi studi per determinare quali sono i cambiamenti che si verificano, ma nonostante questo si sa che sono significativi. Ne è un esempio il caso eclatante di una donna che ha subito un intervento chirurgico all’anca ed è morta perché il sangue utilizzato per la trasfusione era stato riscaldato al microonde. Il sangue viene riscaldato di routine prima di una trasfusione, ma mai con questo metodo. Il forno a microonde ha alterato il sangue e ucciso la donna.

La cottura a microonde fa vibrare le molecole del cibo a livelli che non sono compatibili con la vita. Questo tende a danneggiare i nutrienti così che perdano ogni loro utilità a livello alimentare.

Uno studio pubblicato sul Journal of Science of Food ha dimostrato come i broccoli riscaldati al microonde abbiano perso il 97% dei loro antiossidanti. In confronto, se cotti a vapore ne perdono l’11%. Uno studio sulla cottura degli asparagi ne ha dimostrato una significativa perdita di vitamina C. La cottura dell’aglio riscaldato per soli 60 secondi ha visto disattivata la sua allinasi, il principio attivo dell’aglio utile contro il cancro. Un altro studio giapponese ha dimostrato che 6 minuti di riscaldamento del latte hanno abbattuto totalmente la vitamina B12, facendolo diventare un alimento morto.

Uno studio australiano si è poi concentrato sul riscaldamento a microonde del latte materno, scoprendo che questo è in grado di distruggere degli agenti essenziali di lotta contro le malattie che sono normalmente presenti in questo alimento e che offrono protezione al bambino. Il latte materno perde lisozima, anticorpi e se riscaldato viene favorita la proliferazione di batteri patogeni. Si formano inoltre dei nuovi composti radiolitici che sono sconosciuti in natura e che sono potenzialmente dannosi.

Una delle prove più schiaccianti dei pericoli delle microonde viene dal dottor Hertel, uno scienziato svizzero che ha studiato gli effetti del cibo cotto in questo modo sull’uomo. Le sue conclusioni sono state chiare: le sostanze nutrienti nel cibo vengono alterate così tanto da favorire cambiamenti nel sangue, come aumento dei livelli di colesterolo, diminuzione dei globuli bianchi e dei globuli rossi, diminuzione dell’emoglobina. Purtroppo, dopo la pubblicazione dei dati, un’organizzazione commerciale svizzera ha imposto un bavaglio al gruppo di lavoro, impedendo di fatto di dichiarare la pericolosità delle microonde sulla salute. L’ordine è stato poi rimosso qualche anno dopo, con un risarcimento da parte delle autorità svizzere al dottor Hertel.

IL POSSIBILE EFFETTO DELLE MICROONDE SUI NOSTRI BIOFOTONI

La Biofotonica è lo studio, la ricerca e l’applicazione dei fotoni nella loro interazione con i sistemi biologici. La maggior parte del lavoro sullo studio dei biofotoni è stata condotta in Germania.

I biofotoni sono le più piccole unità fisiche di luce immagazzinate e utilizzate dagli organismi biologici – incluso l’uomo. L’energia vitale del sole trova la sua strada verso le nostre cellule attraverso il cibo che consumiamo, nella forma di biofotoni. Questi ultimi contengono delle informazioni bio-importanti e sono fondamentali per tutti i processi vitali del nostro organismo. Sono proprio questi ad essere responsabili della nostra sensazione di benessere e salute. Si guadagnano biofotoni mangiando cibi che ne sono ricchi, come le verdure fresche coltivate naturalmente e i frutti maturati al sole, che sono ricchi di energia luminosa. Più un alimento è in grado di immagazzinare luce solare, più sarà nutriente.

Sono diverse le prove che confermano che l’effetto microonde, il fenomeno per cui le microonde distruggono i biofotoni nello stesso modo in cui ne alterano la struttura chimica, rende il cibo morto.

La cosa migliore da fare quindi, per non incappare in questi pericoli, è di non acquistare un forno a microonde. Oppure, se già se ne possiede uno, di utilizzarlo davvero solo per sterilizzare strofinacci e spugne: basterà bagnarli, riscaldarli per due minuti alla temperatura massima e si eviteranno ulteriori fonti di contaminazione in cucina.

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Articolo di generazionebio.com
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