Contemplare il sole: l’antica pratica che stimola la pineale

sun-gazingSta tornando a far parlare di sé un protocollo di guarigione, certamente insolito, che risale a migliaia di anni fa. I sostenitori di questa pratica affermano che, seguendola, sia possibile migliorare la qualità del sonno, aumentare i livelli di energia, migliorare la vista, riequilibrare il sistema endocrino e persino decalcificare la ghiandola pineale.

Questa tecnica è nota come Sun Gazing = Contemplazione del Sole e le fonti narrano che sia nata oltre 2000 anni fa in India. Nell’Antico Egitto e tra le popolazioni Azteche, la contemplazione del sole era considerata una pratica spirituale ed esoterica, seguita sia dai grandi sacerdoti che dagli sciamani. Per praticarla, occorre per degli intervalli di pochissimi secondi ogni giorno, in orari specifici, fissare il sole, allo scopo di assorbire la forza dell’energia universale che muove tutta la nostra vita. La luce del sole, infatti, è in grado di infondere energia all’interno di tutte le cellule del nostro corpo.

I momenti migliori per praticare la contemplazione del sole sono all’alba e al tramonto, quando l’indice UV è più basso.

Gli effetti benefici sembrano essere incredibili, a seconda dello stato di salute individuale della persona, con risultati che vanno dalla riduzione del dolore ad un miglioramento della lucidità mentale, da una vera e propria guarigione fisica fino all’espansione della coscienza. Questo succede grazie al modo in cui l’energia del sole stimola la ghiandola pineale a decalcificarsi, stimolando di conseguenza il riequilibrio dello stato di salute generale.

Oggi sono molti i fattori che contribuiscono alla calcificazione della ghiandola pineale, a cominciare dalle sostanze chimiche.

LA GHIANDOLA PINEALE

Alcuni la considerano la sede dell’anima, la parte materiale del terzo occhio. Questa piccola ghiandola, fondamentale per il nostro sistema endocrino, è situata in profondità all’interno del cervello ed è responsabile della produzione di melatonina, un derivato della serotonina, che regola il ritmo sonno-veglia del corpo, conosciuto anche come ritmo circadiano. Un sonno rigenerante è fondamentale per la salute e, per ottenerlo, occorre che alla base ci sia una ghiandola pineale perfettamente funzionante.

Sono molte le persone che, spesso senza nemmeno saperlo, hanno la ghiandola pineale calcificata, a causa della costante esposizione a fluoro, additivi alimentari, zucchero raffinato, radiazioni e molte altre sostane chimiche velenose. Le più pericolose sostanze che contribuiscono alla calcificazione dell’epifisi sono:

  • alogenuri come bromuro, fluoro e cloro
  • calcio sintetico derivato da alimenti lavorati industrialmente e da integratori
  • alimentari di bassa qualità
  • acqua del rubinetto che, oltre al cloro, contiene spesso residui di farmaci
  • mercurio che si trova nel pesce
  • pesticidi con cui vengono coltivati i vegetali
  • deodoranti ricchi di sostante chimiche e profumi sintetici
  • alcol

Per decalcificare la ghiandola pineale può essere efficace cambiare alimentazione, intraprendere uno stile di vita più sano e privo di sostanze chimiche, praticare la meditazione e ricorrere ad un’integrazione alimentare mirata, consigliata rigorosamente da un professionista della salute. Il fai da te è sempre sconsigliato, anche quando si tratta di rimedi naturali.

Un’altra possibilità è rappresentata dalla contemplazione del sole. Esiste un protocollo di 9 mesi, suddiviso in 3 fasi di 3 mesi ciascuna, con tutti i passi da seguire per ottenere, durante i primi tempi, un miglioramento dell’umore e un aumento dell’equilibrio fisico e mentale; nella seconda fase il miglioramento di molte condizioni fisiche, nella terza fase un aumento dell’energia e della chiarezza del pensiero, oltre che il miglioramento della salute in generale.

ATTENZIONE!!
Questo articolo ha un puro scopo informativo e per scelta non riportiamo il protocollo citato. Non consigliamo a nessuno di ricorrere a questa tecnica con leggerezza, senza avere prima approfondito accuratamente come praticarla in maniera innocua. Fissare per lunghi periodi la luce diretta del sole può avere anche dei pericolosi effetti collaterali e può provocare danni irreversibili agli occhi! Occorre quindi sempre accertarsi di non esporsi nei periodi della giornata in cui l’indice UV risulti elevato! Ci sono giornate in cui le radiazioni solari non sono totalmente sicure nemmeno all’alba e al tramonto. Per questo motivo si consiglia, prima di correre qualsiasi rischio ed esporsi, di informarsi attraverso i canali dei servizi regionali online che offrono un monitoraggio costante dell’indice UV quotidiano.

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Articolo di generazionebio.com
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