Generazione Naturopatia:IN PERICOLO SENZA LE API

beesVi piace il miele ma la vostra lista della spesa comprende anche mele, carote, limoni o anguria? Cattive notizie!

Senza api, questi alimenti potrebbero essere molto più difficili da reperire, in base a una nuova indagine lanciata da Whole Foods Market.

E’ ormai dal 2004 che le api stanno vivendo un periodo difficile. Gli apicoltori britannici hanno dichiarato che più di un terzo delle colonie è morto in Inghilterra lo scorso inverno, e anche negli Stati Uniti la situazione è simile. Ma cosa sta succedendo? Le api domestiche impollinano moltissime delle piante che mangiamo. Mele, arance, avocado, pomodori, spinaci, lattuga, zucchine e cetrioli, dipendono dalle api per la loro sopravvivenza, ma anche indispensabili piante da foraggio come l’erba medica e il trifoglio rosso. Si stima che un terzo di tutto il cibo che mangiamo si basa sulle api per la sua produzione. Una sola colonia di api può impollinare 300 milioni di fiori ogni giorno e settanta delle cento specie di colture alimentari dell’uomo, che corrispondono al 90% del nutrimento mondiale, dipendono dall’impollinazione delle api.

Parassiti, virus e insetticidi stanno distruggendo questi preziosi animali. Secondo i ricercatori le enormi quantità emesse di inquinanti e la distruzione dell’habitat naturale da parte degli uomini stanno indebolendo la catena alimentare e contribuendo a sterminare le api. Un altro motivo sembra essere l’emissione delle onde dei telefoni cellulari che può interferire con i sistemi interni di orientamento delle api e si stima possa essere una delle cause della loro morte, dato che impedirebbe un ritorno alle loro arnie.

Una soluzione fondamentale sarebbe quella di evitare l’uso dei pesticidi chimici. L’Europa ha istituito un divieto temporaneo di una classe di pesticidi ritenuti dannosi per le api, e ricercatori della Washington State University hanno proposto una banca del seme dell’ ape per cercare di allevare colonie più resistenti, ma gli insetti continuano a morire in numeri da record.

Se vi capita di osservare (da lontano!) operai che spruzzano sostanze per tenere lontani i parassiti dalle piante, noterete che la maggior parte delle volte indossano una tuta che li protegge interamente. Come mai? Forse perchè i preparati che vengono spruzzati nn sono cosi naturali come vorrebbero farci credere! I ricercatori di “Greenpeace” hanno dichiarato che i biologi che stanno studiando il caso della moria delle api hanno trovato tracce di 150 diversi pesticidi chimici nel polline delle stesse.

bees-compareRex Weyler di Greenpeace da libreidee.org:

Eppure le soluzioni esistono: a salvare le api basterebbe il buonsenso. Lo dicono gli scienziati, l’Europa e la stessa “Greenpeace”, nel rapporto “Bees in Decline”. Primo: proibire i sette pesticidi più pericolosi. Poi: proteggere la salute degli impollinatori preservando l’ambiente in cui vivono. E infine: ripristinare l’agricoltura biologica, che si sta rivelando la nuova tendenza verso il futuro e si stima che porterà ad una stabilizzazione della produzione di alimenti per l’uomo e alla protezione delle api e del loro habitat. Il Bhutan è il primo paese al mondo ad avere una politica agricola biologica al 100%. Il Messico ha proibito il granturco geneticamente modificato per proteggere le specie native. Lo scorso gennaio otto paesi europei hanno proibito le colture Ogm e l’Ungheria ha bruciato più di mille acri di granturco contaminato da varietà manipolate.

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Articolo di Raffaella De Dea per generazionebio.com

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Raffaella De Dea

Raffaella De Dea

Raffaella De Dea è laureata in Lettere Moderne e parallelamente ha seguito un percorso in discipline olistiche. Ha conseguito il diploma di Naturopata – Heilpraktiker, ha ampliato le sue conoscenze seguendo corsi di Kinesiologia, MTC, Psych-K, Cristalloterapia e “Pensiero Positivo secondo Louise Hay“. Negli ultimi anni ha approfondito alcune tecniche legate all’informazione cellulare, come Cromopuntura e Nutripuntura.

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