8 schemi emotivi che possono disturbare la pace interiore

schemi-emotiviAd un certo punto della vita, capita di vivere dei momenti difficili dal punto di vista emotivo, specialmente in un periodo di evoluzione. A volte il tutto si traduce in piccole fastidiose abitudini, come soffermarsi troppo a lungo su un problema, arrabbiarsi facilmente, avere costantemente pensieri negativi. Altre volte, le cose si fanno più complicate.

Bisogna sapere che sperimentare pensieri ed emozioni negative è naturale, in quanto esseri umani. Essere oppressi dalla negatività per un periodo molto esteso, però, può avere un impatto devastante su noi stessi e sugli altri. Specialmente quando questo si trasforma in atteggiamenti auto-distruttivi che, pur ormai accettati come normali dalla nostra società, comportano dei danni non indifferenti sulla salute e sul benessere in generale.

Ecco di seguito 8 esempi di comportamenti autolesionisti e i consigli per riprendere il controllo sulla nostra vita, vincerli e ritrovare la nostra pace interiore.

Non riuscire a perdonare gli altri

Quando siamo pieni di risentimento verso gli altri, di solito è perché qualcuno ci ha feriti o ha tradito la nostra fiducia. Chi non ha mai provato nulla del genere, non può sapere quanto ci si senta male e quanti pensieri negativi tutto ciò porti nella mente.

Proprio per questo il perdono è essenziale per se stessi.

Se guardiamo una situazione da un punto di vista più obiettivo, possiamo renderci conto che chi ci ha feriti non ha avuto la forza e la saggezza per comportarsi meglio. Perciò è possibile perdonarli, specialmente per non continuare a farci del male, cosa che ci porta a mancare di rispetto a noi stessi, come hanno fatto gli altri.

Sentirsi facilmente frustrati per cose banali

Sentirsi facilmente frustrati, indica generalmente che siamo arrabbiati o tristi. Potremmo essere aggrappati alla rabbia e alla delusione per qualcosa che appartiene al nostro passato e che non abbiamo ancora lasciato andare. In qualche modo, non abbiamo trovato soddisfazione nel corso della nostra vita.

Essendo però la vita molto breve, è dolorosamente autodistruttivo essere costantemente irritati. E’ un’esperienza stressante, specialmente se si pensa che realmente lo stress uccide.

Essere sempre irritati è una manifestazione di emozioni irrisolte, che finiscono per influenzare anche le persone che ci circondano. Se riusciamo a tornare in modo pieno e onesto al presente, siamo in grado improvvisamente di affrontare meglio tutto ciò che accade, di positivo e di negativo.

Tristezza e depressione

La vita non può essere sempre rose e fiori. Si possono sperimentare montagne russe di alti e bassi emotivi, causati dalle esperienze che viviamo. Alcune di queste sono più difficili di altre e possono essere emotivamente più impegnative da elaborare. Per questo, a volte succede di sentirsi tristi. La cosa diventa grave se la tristezza è una costante, oppure siamo facili prede di questa emozione.

La mancanza di autostima e la negatività che si sperimentano in questi frangenti può portare alla depressione. Ciò viene rappresentato da uno squilibrio chimico, motivo per cui esistono dei farmaci che aiutano a riallineare questo problema temporaneamente. La depressione deriva però anche da come affrontiamo il nostro passato e il nostro presente, dalla nostra impossibilità ad accettare ciò che è. I farmaci non possono aiutare a fare questo: ecco perché da soli non sono efficaci e non portano ad una soluzione concreta.

Tendenza all’ansia

Preoccuparsi è uno degli stati disfunzionali più comuni nella nostra epoca. Si tratta nella maggioranza dei casi di un atteggiamento appreso. I nostri genitori e una società consumata dalla paura ci hanno insegnato a preoccuparci per il nostro futuro, per i nostri figli, per la salute, ecc.

L’aspetto più irrazionale della preoccupazione è che se analizzassimo tutte le volte che ci siamo preoccupati per qualcosa e quelle in cui davvero le cose sono andate storte, ci renderemmo conto che questo stato d’animo è inutile. Passare così tanto tempo in preda all’ansia è semplicemente un auto-abuso, specialmente se si tiene conto del fatto che la coppia mente/corpo non sa distinguere l’ansia per il futuro o quella per il presente e risponde ad essa di conseguenza.

Inoltre, quando siamo in ansia per il nostro futuro, finiamo per creare noi stessi ciò che eravamo preoccupati che capitasse. Ogni volta che viviamo in uno stato ansioso negativo, inviamo delle vibrazioni negative e attraiamo le medesime vibrazioni. La cosa ha un impatto su di noi, ma anche su chi ci circonda.

Giudicare negativamente gli altri

Ognuno di noi esprime dei giudizi, ogni giorno. E’ naturale per gli esseri umani valutare il loro ambiente, specialmente le persone che ne fanno parte. Il problema è che spesso non abbiamo tutte le informazioni che servono per dare un giudizio globale e giusto, quindi è importante riconoscere questa cosa, prima di fare qualunque ipotesi su qualcuno o qualcosa.

Quando giudichiamo negativamente gli altri, di solito lo facciamo attraverso il confronto con noi stessi. Ad esempio “Non posso credere che non la pensino/si comportino come farei io!”. In alcuni casi, diamo giudizi sul carattere di una persona: “Sono terribili, hanno urlato in faccia ai bambini, io non lo farei mai”.

Formulare dei giudizi realistici significa abbracciare una situazioni o una persona nella loro totalità, riconoscendo l’umanità negli altri, anche quando non si comportano in un modo che condividiamo.

Il giudizio diventa patologico quando non facciamo altro che concentrarci sui lati negativi di situazioni e persone, al fine di sentirci superiori. Oppure quando siamo eccessivi nel giudicare noi stessi, giustificando inconsciamente la presunta superiorità degli altri.

Valutare e giudicare sono cose complicate. La verità è che il modo in cui lo facciamo è spesso fonte di disturbi emotivi e discordia in tutta la società. Per superare tutto questo, dovremmo sempre trarre il meglio da ogni situazione, contestualizzando la nostra esperienza in un quadro più ampio.

Essere gelosi

E’ proprio vero che la gelosia è una maledizione. L’invidia ha la capacità di portare a gravi disfunzioni mentali. La gelosia è una forma di delirio, basata sul concetto che la vincita di qualcuno corrisponde in qualche modo alla nostra perdita. Possiamo essere gelosi di qualcuno che ci sembra più forte, che ha delle relazioni particolari, dei soldi altrui o del lavoro di un’altra persona. Talvolta può essere una reazione emotiva naturale, ma se è una costante, si diventa intrinsecamente autolesionisti.

Ogni volta che proviamo gelosia, poniamo i nostri obiettivi in un luogo che non ci appartiene. Siamo noi gli unici a poter correggere il tiro. Dovremmo semmai porre la nostra attenzione su quelle aree dove abbiamo bisogno di evolvere nella nostra vita, non sugli altri.

Sentirsi colpevoli

Il senso di colpa per qualcosa che ancora è in corso, o che riguarda un errore del passato, è uno stato d’animo estremamente negativo. Per sciogliere il senso di colpa, bisogna imparare dai nostri errori, anziché sprofondare nella vergogna e nel rammarico.

Tutti commettiamo errori, chi più chi meno. Se ci sentiamo sempre colpevoli, non siamo in grado di evolvere. Il senso di colpa è utile solo per comprendere che abbiamo fatto qualcosa che va oltre la nostra coscienza, ma deve essere uno stato d’animo temporaneo, che ci porti a realizzare qualcosa di migliore e di costruttivo.

L’obiettivo è quello di accettare ciò che abbiamo fatto, imparare da esso, dimostrare il nostro rimorso attraverso delle azioni correttive e fare in modo di non ripetere quell’errore.

Imparare a perdonare noi stessi è la chiave per andare avanti con la nostra vita.

Sentirsi sempre offesi

Offendersi di tanto in tanto è naturale, ma alcune persone sembrano assuefatte all’offesa.

Anche quando la sensazione è giustificata dalla realtà, perché continuare a soffrire a causa di qualcosa che altri hanno detto o fatto? Non si tratta di un riflesso loro, anziché nostro? Di sicuro.

Basta dire ad una persona che è stata scortese con noi. Possiamo scegliere: o ci offendiamo, oppure ci rendiamo conto che ciò che una persona ha detto o fatto è il riflesso di una sua mancanza di empatia.

Se investiamo ogni nostro sentimento nei comportamenti degli altri, finiremo per soffrire: ci saranno sempre persone capaci di ferirci. Inoltre, non bisogna mai dare la colpa agli altri per come ci sentiamo. Questo ci rende deboli. Siamo noi ad avere il potere sulla nostra vita. Se i prendiamo la responsabilità di come pensiamo, di come ci sentiamo e ci comportiamo, ci rafforziamo e diventiamo finalmente persone libere, liberandoci da schemi emotivi che altri non feriscono se non noi stessi.

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Articolo di generazionebio.com
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