3 motivi per non acquistare più il latte vegetale e iniziare ad autoprodurlo

Mentre si diffonde sempre di più la consapevolezza in merito ai possibili rischi che comporta un abuso di latte vaccino, è naturale che sempre più consumatori facciano ricadere la scelta sulle alternative vegetali.

Questo dovrebbe garantire un maggior controllo dell’assunzione attraverso il cibo di residui di antibiotici e ormoni, utilizzati negli allevamenti massivi. L’alternativa potrebbe essere il consumo di latte biologico, ma sempre più persone soffrono di intolleranza al lattosio e, per risolvere i disturbi gastrointestinali conseguenti, iniziano a cercare qualcosa di differente.

Ecco allora che hanno iniziato a comparire, anche sugli scaffali dei supermercati convenzionali, numerose varianti di latte vegetale. Purtroppo, come per tutti i prodotti di lavorazione industriale, anche il latte vegetale confezionato ha il suo lato oscuro. Se si desidera godere appieno dei benefici degli ingredienti naturali di cui il latte vegetale dovrebbe essere costituito, è necessario imparare a leggere bene l’etichetta. Oppure, si può smettere di acquistarlo e prepararlo facilmente a casa.

I motivi sono svariati. Prendiamo come esempio il latte di mandorla: quello che si acquista al supermercato, spesso ad un costo non proprio popolare, contiene un basso quantitativo di mandorle. Ad esempio, un’analisi effettuata sul latte prodotto da un famoso marchio europeo, ha rivelato che le mandorle rappresentano il 2% della bevanda totale! E questo quantitativo sembra essersi rivelato uno standard del settore.

In alcuni casi, poi, il latte di mandorla contiene addensanti, per farlo apparire meno annacquato. L’additivo primario a cui si ricorre in questo processo di ispessimento è la carragenina, un estratto dalle alghe rosse molto usato dall’industria alimentare. Nonostante sia ufficialmente considerata una sostanza sicura, alcune ricerche hanno dimostrato che può causare infiammazione gastrointestinale e che potrebbe favorire lo sviluppo del cancro. Naturalmente per affermare qualcosa di certo è necessario approfondire la ricerca, ma aldilà del risultato, la carragenina è nel migliore dei casi un ingrediente che aggiunge poco valore al prodotto, oltre a coprirne la consistenza originale.

Infine, il latte di mandorla industriale non viene prodotto da mandorle germogliate, nemmeno quello più costose. Le mandorle contengono degli inibitori enzimatici naturali, che servono a conservare il seme anche una volta che cade dall’albero, e aspetta l’acqua per germogliare e crescere. Questi inibitori enzimatici permettono alla mandorla di sopravvivere per un periodo di tempo, fino a quando non riceveranno l’acqua, che permetterà di rilasciare questi enzimi e di rendere la mandorla più “viva”. Lasciare le mandorle in ammollo per 8 ore aiuta a liberare questi enzimi e le fa letteralmente germogliare, rendendole molto più digeribili.

Ci sono ottime ragioni, quindi, per scegliere di preparare il latte vegetale in casa. Sarà sufficiente un buon frullatore, un colino, ingredienti biologici e tanta voglia di consumare un prodotto sano e genuino. Ecco alcune facili e veloci ricette.

Latte di Mandorla

Ingredienti
1 tazza di mandorle lasciate in ammollo per 4-8 ore
4 tazze di acqua
1 pizzico di sale marino
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
½ baccello di vaniglia (opzionale)
3 cucchiai di miele biologico o 3 datteri morbidi, snocciolati

Procedura
In un frullatore, prima a media e poi ad alta velocità, mescolare le mandorle, l’acqua e il sale marino. Con un colino isolare la polpa e versare di nuovo il liquido nel frullatore, insieme all’estratto di vaniglia, al baccello (se si sceglie di usarlo) e il dolcificante prescelto.

Latte di avena

Un’ottima scelta per cucinare o per fare colazione con i cereali la mattina, grazie al suo sapore delicato.

Ingredienti
4 o 5 tazze di acqua fredda
1 banana a fettine
2 tazze di avena cucinata
1 pizzico di sale (opzionale)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (opzionale)
dolcificante bio a piacere (opzionale)

Procedura
Introdurre tutti gli ingredienti in un frullatore e mescolare da 2 a 3 minuti. Isolare la polpa con un colino e riporre il liquido ottenuto in frigorifero. Spesso capita che si addensi: in tal caso sarà sufficiente aggiungere un po’ di acqua.

Latte di cocco

Ottimo per cucinare e per i dolci, è consigliato anche per la preparazione di prodotti cosmetici fatti in casa.

Ingredienti
4 tazze di acqua
1,5/2 tazze di cocco grattugiato, non dolcificato

Procedura
Riscaldare l’acqua, senza portarla ad ebollizione. Deve essere calda, ma non bollente. Mettere il cocco nel frullatore e aggiungere l’acqua (se non ci sta tutta, si può aggiungere un po’ per volta, o dividere la preparazione in due tempi). Frullare alla velocità massima per alcuni minuti, fino ad ottenere una miscela densa e cremosa. Passare in un colino o attraverso un tessuto a trama sottile, così da eliminare ogni pezzo di cocco. Nel caso in cui nel frullatore non ci fosse stata tutta l’acqua in una volta sola, rimettere tutto il cocco che è stato colato nel frullatore, aggiungere l’acqua rimanente e frullare di nuovo. Ripetere poi l’operazione con il colino per ottenere la bevanda.

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Articolo di generazionebio.com
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