FARE LA SPESA: MAI ANDARCI A STOMACO VUOTO

shopping-empty-stomachAl supermercato sei fedele alla lista della spesa o cedi alla tentazione del cibo spazzatura?

C’è un semplice trucco che può aiutare in questi casi: consumare uno spuntino prima di recarsi al negozio. Evitare di fare la spesa a stomaco vuoto è infatti un ottimo consiglio, poiché i ricercatori hanno dimostrato che fare shopping quando si ha fame può influenzare gli acquisti.

Nell’ambito di uno studio diviso in due parti pubblicato sul Journal of American Medical Association è stato chiesto ai partecipanti di fare un acquisto in un negozio di alimentari simulato, scegliendo tra cibi salutari come verdure e frutta o cibi spazzatura. La metà del gruppo aveva ricevuto uno spuntino prima di fare la spesa e, se da una parte entrambi i gruppi hanno acquistato una quantità simile di prodotti, coloro che non avevano mangiato hanno scelto alimenti ad alto contenuto calorico.

La seconda parte dello studio ha coinvolto degli acquirenti in un negozio di alimentari reale e anche in questo caso coloro che facevano la spesa affamati hanno acquistato cibi più calorici.

Perciò, sembra appurato che fare la spesa a stomaco vuoto possa rendere più difficile evitare i cibi preconfezionati allineati sugli scaffali. Del resto, tutte le diete prevedono come linea guida quella di non andare mai al supermercato quando si è affamati.

Del resto è risaputo che i supermercati facciano di tutto per convincerci a comprare ciò che vogliono loro, ovvero quei prodotti che alimentano i loro profitti e che non necessariamente corrispondono agli stessi che fanno bene alla salute. La verità è che spesso occorre prepararsi mentalmente prima di entrare nel negozio, impegnandosi ad acquistare solo ciò che è necessario. In caso contrario, è probabile che si soccomba alle trappole psicologiche tese apposta per noi e progettate per influenzare le nostre scelte alimentari. Anche perché i trucchi di marketing sono veramente insidiosi, lungo le corsie dei negozi. Colori brillanti, campioni di prodotti, cibi esposti in posizioni strategiche: questo e altro ancora è ciò che viene studiato a tavolino per farci acquistare il superfluo.

Sembra addirittura che alcuni supermercati nascondano team di persone che, dietro le quinte, osservano attraverso dei monitor il comportamento degli acquirenti per valutarne la reazione e studiare nuove strategie di vendita.

Se siete quindi affamati, è meglio quindi consumare un buon frullato fresco prima di uscire. Essere poi consapevoli dei dettagli che sono stati progettati ad hoc per spingerci ad acquistare una bibita piuttosto che un pacco di patatine è utile per essere meno vulnerabili e manipolabili.

E’ stato dimostrato che gli acquirenti sono maggiormente spinti ad acquistare quei prodotti che vengono presentati in edizione o in numero limitati. Questo innesca subito il meccanismo subconscio che spinge ad accumulare, prima che il prodotto termini.

Sulle etichette dei prezzi difficilmente viene apposto il segno “€” in bella vista, poiché la nostra mente lo assocerebbe subito all’idea di spendere e ci aiuterebbe a limitarci.

I carrelli sono volutamente diventati sempre più grandi, negli anni, per spingerci a riempirli, così come la pavimentazione è progettata appositamente per rallentarli in maniera da diminuire la velocità con cui ci muoviamo tra le corsie, rendendoci più facilmente vittime delle trappole tese.

Tutte queste tattiche possono essere veramente efficaci, unite spesso anche alla diffusione di profumi particolari che stuzzichino l’appetito.

Esiste anche un’enorme correlazione tra gli spot pubblicitari, dove le aziende investono un budget molto elevato, e la collocazione di determinati prodotti all’interno del supermercato. I bambini, ad esempio, vengono bombardati dalla pubblicità riguardo cibi spazzatura e, una volta al supermercato, troveranno in bella vista, ad altezza bambino, proprio quei prodotti esposti in aree di rilievo. Perciò è scontato che i più piccoli desiderino più il pacco di biscotti con il loro personaggio preferito dei cartoni animati piuttosto che un frutto salutare e biologico.

I produttori ci innescano in maniera da farci rispondere emotivamente ai loro prodotti industriali, in maniera da farci sentire bene se acquistiamo biscotti, patatine e cereali zuccherati, pur sapendo che non ci faranno bene.

Visto che i produttori di frutta e verdura biologica non hanno budget sufficienti da investire in poderose campagne pubblicitarie, non si può far altro che affidarsi all’intelligenza e al pensiero razionale di ciascuno per l’acquisto di alimenti freschi e nutrienti.

Portare sempre con sé la lista della spesa, dunque, leggere sempre attentamente le etichette e dove possibile preferire i negozi di prodotti naturali o le aziende agricole locali, piuttosto che le catene convenzionali.

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Articolo di generazionebio.com
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