ALCUNI ALIMENTI SONO PROGETTATI PER CREARE DIPENDENZA

fast-foodNon sorprende l’idea che gli alimenti trasformati e raffinati possano essere progettati allo scopo di favorire comportamenti di dipendenza.

Questo porta a peggiorare la nostra salute e ci priva sia della serenità che dei risparmi guadagnati con fatica. Zucchero, grassi, sale e aromi artificiali sono manipolati in maniera tale da, una volta assaporati, farci entrare in un circolo vizioso. Non soltanto gli ingredienti, ma anche la consistenza, la sensazione che si prova una volta in bocca vengono continuamente studiati e sviluppati con il fine unico di provocare un’esperienza di piacere.

Sfortunatamente, la popolazione media non considera il consumo di cibo spazzatura una dipendenza. Eppure i ricercatori hanno scoperto che il cibo raffinato può in effetti colpire il cervello allo stesso modo della nicotina e di altre droghe, lasciandoci in balia di voglie e abbuffate.

Si immaginino per un attimo due pezzi di cioccolato. Entrambi hanno ingredienti identici e sono trattati nello stesso modo, ad eccezione di una differenza fondamentale: la forma. Uno è quadrato e l’altro è rotondo. L’industria alimentare scommette sul fatto che la scelta del consumatore ricadrà su quest’ultimo e inizia ad agganciare più clienti e ad aumentare il volume di vendita. Incredibilmente, la dimensione e la forma del cioccolato costituiscono un enorme business. Per tre anni le maggiori industrie del settore hanno studiato i meccanismi di rilevazione nella cavità orale e il miglioramento della fluidità una volta messo in bocca, senza tralasciare l’aroma, capace di arricchire l’esperienza sensoriale. Tutto questo ha portato a comprendere che la forma tonda è la migliore per soddisfare queste necessità e quindi il consumo aumenta, migliorando i profitti.

Questo è solo un esempio, poiché nel settore dell’alimentazione, la neuroscienza è entrata in scena da grande protagonista ormai da tempo, per contribuire a creare il cibo spazzatura più coinvolgente, ricercato e redditizio.

In particolar modo, viene considerata la cosiddetta sazietà sensoriale specifica. Gli sviluppatori dei vari marchi considerano questo fattore il vero punto di beatitudine. L’idea è quella che un alimento non soddisfi mai completamente, ma sia abbastanza piacevole da indurre le voglie. Il New York Times ha dedicato un lungo articolo all’argomento, grazie a Michael Moss, che ha spiegato la scienza straordinaria che si cela dietro il cibo spazzatura.

I prodotti di maggiore successo devono la loro diffusione e il consumo su larga scala a formule molto complesse, capaci di titillare abbastanza le papille gustative da essere seducenti, ma senza avere un sapore distinto, che è quello che serve per comunicare al cervello di smettere di mangiare.

E’ molto interessante notare che la dipendenza da nicotina presenta un’enorme similitudine.

Nora Volkow, direttore del National Institute on Drug Abuse, ritiene che ci sia una preoccupante sovrapposizione tra il comportamento delle droghe e del cibo nel cervello. Un buon esempio è rappresentato dalla ricerca condotta dal The Scripps Research Institute, che ha dimostrato che gli stessi meccanismi molecolari che guidano le persone alla tossicodipendenza si trovano anche dietro alla compulsione nel mangiare troppo, spingendo all’obesità le persone. Durante l’esperimento, durato tre anni, alcuni ratti sono stati sia con una dieta nutriente, che da una estremamente malsana. A breve, gli animali hanno completamente perso il controllo sul loro comportamento alimentare, che è il segno distintivo della dipendenza, continuando a mangiare in quantità.

Quello che avviene, nei fatti, è drammaticamente semplice. I meccanismi di ricompensa del cervello vengono così tanto sovrastimolati, che il sistema si accascia su se stesso, adattandosi alla nuova realtà di dipendenza, che sia da cocaina o da dolcetti.

Questi risultati confermano ciò che da tempo si sospettava, ovvero che il consumo eccessivo di cibi altamente piacevoli innesca una risposta di dipendenza, che diventa ancora più grave se si pensa che il tutto è studiato a tavolino dall’industria per gonfiare i profitti a scapito dei consumatori.

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Articolo di generazionebio.com
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