LAVARE BENE FRUTTA E VERDURA NON BASTA

pesticidi-sistemiciNei sistemi tradizionali di produzione alimentare, non tutti i pesticidi rimangono sulla parte esterna di una pianta.

I pesticidi sistemici sono sostanze chimiche che vengono in realtà assorbite dalla pianta quando vengono applicati ai semi, al terreno e sulle foglie. Le sostanze chimiche circolano quindi attraverso i tessuti della pianta, uccidendo gli insetti. L’uso di questi pesticidi è in costante aumento nel corso degli ultimi anni. A differenza degli insetticidi tradizionali, i residui degli antiparassitari sistemici non si possono lavare o staccare, perché si trovano ormai dentro i tessuti della pianta, non all’esterno.

I quattro principali antiparassitari sistemici utilizzati nelle colture alimentari fanno parte della famiglia delle nitroguandidine/neonicotinoidi, un gruppo di sostanze chimiche che sono state collegate a una misteriosa malattia che ha provocato il collasso e la morte di milioni di api.

  • Imidacloprid: può essere applicato a molte verdure – tra cui pomodori e verdure a foglia verde – fino al giorno del raccolto.
  • Thiamethoxam: è stato approvato come trattamento nelle piantagioni di mais ed è un prodotto che viene applicato al suolo nella coltura della maggior parte delle verdure e delle piante da frutto.
  • Clotianidin: è usato come trattamento dei semi di colza, di cereali, mais e barbabietole da zucchero, oltre che nel trattamento del terreno di coltivazione delle patate.
  • Dinotefuran: può essere applicato al terreno o spruzzato su verdure a foglia verde, su patate e colture della famiglia dei cetrioli.

Quando negli Stati Uniti il Pesticide Action Network ha visionato i risultati dei test sui residui di antiparassitari condotti dal Dipartimento di Agricoltura dal 1999 al 2007, molti campioni contenevano residui di tali antiparassitari sistemici. Ad esempio, il 74% della lattuga fresca, coltivata in maniera convenzionale e il 70% dei broccoli hanno mostrato residui di imidacloprid; il clotianidin è stato trovato nelle patate e il thiamethoxam su fragole e peperoni dolci.

Alcune indagini sono al momento in corso, per chiarire la situazione e fissare dei limiti, ma risultati concreti sono ben lontani dal traguardo. Va anche detto che, con il mercato globale di oggi, i pericoli sono ancora più elevati, considerato che la legislazione di un paese può non essere la stessa di provenienza dei prodotti distribuiti sui banchi del supermercato.

La situazione è grave, perché sembra che un pesticida come la nitroguanidina possa persistere nel terreno per più di un anno, creando uno scenario ad alto rischio e oltremodo inquietante. Dopo una o due applicazioni, le piante cresciute nel terreno trattato possono produrre polline tossico, influenzando anche la qualità del nettare per almeno due stagioni consecutive. L’intera area diventerà quindi tossica per i lombrichi, per i coleotteri, per gli insetti predatori e moltissime altre specie della catena naturale.

Non esistono ancora prove scientifiche concrete che sostengano che il cibo trattato con neonicotinoidi danneggi gli esseri umani. Ma davvero vogliamo continuare a mangiare zucche impregnate di quel veleno che è capace di uccidere ogni scarabeo che provi a posarsi su un cetriolo?

E quando l’attenzione si sposta ai fiori, piuttosto che ai prodotti commestibili, si può forse giustificare la morte di milioni di api e altri insetti per crescere delle rose perfette?

E’ tempo di imparare la lezione e iniziare a premere affinché la situazione cambi. Quando permettiamo che un pesticida prodotto dall’uomo venga immesso all’interno della catena alimentare, non possiamo essere certi di ciò che avverrà in seguito. Questa contaminazione, ancora più pericolosa di quella precedente, non può che spingerci ulteriormente verso la via del biologico. Perché di fronte a queste nuove notizie, non possiamo nemmeno più garantirci di metterci al sicuro lavando bene la frutta e la verdura. E’ veramente un rischio che vogliamo correre quello di assumere i pesticidi inseme a quelli che dovrebbero essere i migliori nutrienti per la nostra salute?

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Articolo di generazionebio.com
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