Ora legale: le origini e perché nuoce alla salute

spring-forwardSiamo nel periodo dell’anno in cui occorre spostare gli orologi in avanti. Questo ci farà perdere una preziosa ora di sonno. Per molti, il cambio di orario associato all’ora legale significa anche trascorrere diversi giorni o addirittura settimane con una sensazione di smarrimento generale.

Come riportato da Prevent Disease, uno studio ha combinato i sondaggi sottoposti a 55.000 persone residenti in Europa Centrale con i dati raccolti per otto settimane sulla base delle abitudini di sonno e veglia di 50 individui, nel periodo di passaggio tra l’ora solare e quella legale. I ricercatori hanno scoperto che le persone non adeguano mai pienamente i loro ritmi circadiani a questo cambiamento. Lo spostamento in avanti di un’ora risulta più difficile per i nottambuli, quelle persone inclini ad alzarsi e andare a dormire tardi.

Del resto ogni tanto il dibattito a proposito di un’eventuale abolizione dell’ora legale torna alla ribalta e per un’ottima ragione. L’ora legale ha lo scopo di dare accesso a più ore di luce, riducendo così i costi energetici e promuovendo le attività all’aperto. Per questo, per quasi un secolo i paesi di tutto il mondo hanno scelto di spostare l’orologio in avanti in primavera e indietro in autunno.

Ma vale davvero la pena? Non sembra che ci sia una buona ragione per sostenere l’ora legale, motivo per cui diversi paesi hanno scelto di non adottarla. Le aree che non dispongono dell’ora legale sono il nord del Brasile, la zona di Saskatchewen in Canada, grandi porzioni dell’Australia, Porto Rico, le Isole Vergini, le Hawai, Samoa, le Isole Marianne del Nord e lo stato dell’Arizona in Usa.

L’ora legale fa male alla salute

La ricerca si è espressa molto chiaramente sugli effetti che queste ingerenze sul tempo hanno sulla salute. Spostare l’orologio non fa bene e addirittura in questo periodo si registrano picchi di attacchi di cuore e di suicidi. Gli effetti negativi sulla salute della perdita di un’ora di sonno si prolungano per giorni e settimane e sottolineano l’importanza di un buon riposo notturno per un corretto funzionamento mentale e fisico. Ad esempio è già riconosciuto il fenomeno cardiaco del lunedì: i disturbi legati al cuore si verificano maggiormente di lunedì, rispetto a ogni altro giorno della settimana e i cambiamenti di sonno associati alla transizione dal fine settimana al ritorno al lavoro giocano un ruolo significativo.

Quando a tutto ciò si aggiunge l’ora legale, il rischio tende a diventare ancor più evidente. Uno studio del 2012 ha rilevato un aumento del 10% degli attacchi di cuore il lunedì e martedì successivi al passaggio all’ora legale. Gli attacchi di cuore diminuiscono del 10% il lunedì e martedì successivi al ritorno all’ora solare.

Inoltre, secondo l’autore dello studio Martin Young, gli individui che vengono deprivati del sonno pesano di più e vedono aumentare il rischio di sviluppare diabete o malattie cardiache. La privazione del sonno può anche alterare altri processi del corpo, tra cui la risposta infiammatoria che può contribuire ad un attacco di cuore.

Uno studio precedente aveva già rilevato un aumento del 5% di attacchi di cuore nei primi tre giorni della settimana dopo il passaggio all’ora legale e una diminuzione del rischio quando gli orologi venivano riportati all’ora solare, in autunno.

Il Kazakistan ha abolito l’ora legale nel 2005, citando complicazioni di salute come ragione di questa decisione. Lo stesso ha fatto la Russia nel 2011 con il presidente Dmitry Medvedev, che ha annullato l’ora legale a causa dello stress e dei disturbi provocati all’orologio biologico.

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L’ora legale riduce la produttività e fa aumentare gli incidenti

Gli studi mostrano come l’ora legale provochi un contraccolpo economico, causato dalla perdita di produttività. Se si considera che questo capita una volta all’anno, l’effetto cumulativo di questa perdita diventa significativo.

Secondo Till Roenneberg, cronobiologa tedesca, il nostro orologio biologico circadiano (impostato sull’equilibrio della luce del sole e delle tenebre notturne) non si adatta all’acquisizione di un’ora solare extra alla fine della giornata, durante l’ora legale. Per questo qualcuno si sente addirittura peggio per tutto il periodo in cui questa è in vigore.

La conseguenza è che la maggior parte della popolazione diminuisce drasticamente la sua produttività, riducendo di conseguenza la qualità della vita, aumentando il rischio di malattia e si sente semplicemente stanca.

Alcuni dati mostrano anche un aumento del numero e della gravità degli infortuni sul lavoro il lunedì che segue la messa in atto dell’ora legale. Questo vale per gli incidenti stradali, che aumentano dell’8% il lunedì che segue il passaggio all’ora legale, come aumentano quelli correlati all’alcol nel fine settimana successivo.

Con l’ora legale si risparmia davvero energia?

La nascita dell’ora legale si basa sull’idea che questa possa permettere di risparmiare risorse preziose. Benjamin Franklin sembra sia stata la prima persona a suggerire questo concetto, alzandosi una mattina a Parigi e vedendo che il sole era già alto.

Alzarsi presto e andare e letto prima, utilizzando meno petrolio per le lampade, avrebbe fatto risparmiare un sacco di soldi, pensò. L’idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willett, che trovò terreno fertile in un quadro economico tragico causato in Inghilterra dalla prima guerra mondiale; per questo nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra adottò l’ora legale, imitata poi da svariati altri paesi, compresa l’Italia. Durante il secondo conflitto mondiale, anche gli Stati Uniti inaugurarono l’ora legale come strategia per risparmiare risorse in tempo di guerra.

Oggi però i tempi sono cambiati. Nella migliore delle ipotesi, il passaggio all’ora legale permette di risparmiare una manciata di euro ogni anno sulla bolletta elettrica. Nel peggiore dei casi, si finisce per pagare molto di più. Qualcuno sostiene che l’ora legale sia una manna per i fornitori di barbecue e attrezzature sportive e ricreative, oltre che per l’industria del petrolio che aumenta il consumo di benzina ogni volta che si passa all’orario estivo.

L’ora legale potrebbe gonfiare ogni anno la bolletta

Secondo il National Bureau of Standards, oggi l’ora legale non ha praticamente alcun effetto sul consumo di energia. Sono stati fatti dei raffronti tra i paesi che l’adottano e quelli che non lo fanno, scoprendo che non cambia nulla. La riduzione dei costi per l’illuminazione nel pomeriggio è più che compensata dai costi di utilizzo dei condizionatori nei pomeriggi caldi e del riscaldamento nelle mattine fredde. Anche perché a oggi l’ampia diffusione delle lampade a basso consumo contribuisce a risultati come questo.

Photo by jdurham

 Cosa fare per abituarsi all’ora legale?

Poco o nulla si può fare se non, a questo punto, impegnarsi seriamente per ottenere la massima qualità del sonno e dormire più a lungo ogni volta che si può, allo scopo di preservare la salute. Dormire bene è fondamentale per il nostro benessere: una grave deprivazione può portare a:

  • deterioramento cognitivo e della memoria
  • infortuni sul lavoro
  • incidenti in auto

Una deprivazione cronica del sonno è associata ad un aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, della coagulazione del sangue e dei livelli di proteina C-reattiva, il marker infiammatorio associato a diversi problemi di salute.

Come proteggersi nel periodo in cui è in vigore l’ora legale?

Oltre a cercare di dormire 8-9 ore su base regolare, ci sono altre cose che si possono fare per mitigare gli effetti del cambio di orario. Questi suggerimenti per risincronizzarsi dopo il cambio di orario arrivano dalla University of Alabama.

  • Svegliarsi 30 minuti prima il sabato e la domenica, per ridurre al minimo l’impatto del risveglio anticipato il lunedì
  • Uscire presto la mattina, alla luce del sole
  • Fare esercizio fisico al mattino, durante il fine settimana
  • Impostare l’orologio in avanti già dal venerdì sera, regalandosi un giorno in più per regolarsi durante il fine settimana

A questi suggerimenti si aggiungono:

  • Utilizzare nei giorni precedenti al cambio d’orario mento oggetti elettronici, che sono noti per ritardare l’ora del riposo a causa della luce che emettono
  • Prestare attenzione alla dieta, assicurandosi di consumare cibi freschi, integrali, biologici e minime quantità di alimenti industriali; mantenere basso anche il consumo di zuccheri
  • Dormire in completa oscurità, in una camera da letto priva di campi elettromagnetici
  • Ottimizzare i livelli di vitamina D
  • Gestire lo stress con qualsiasi tecnica di rilassamento

*fonte mercola.com

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Articolo in lingua italiana a cura di generazionebio.com. E’ possibile riproporlo non a scopi commerciali e integralmente solo citando la fonte e con un link cliccabile che punti all’articolo originale in italiano.

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