FACEBOOK E SOCIAL NETWORK: CHE STRESS!

fb-notify1Sono stati condotti di recente due studi separati che hanno concluso come Facebook stia rendendo le persone infelici.

Il primo studio, condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Canterbury in Nuova Zelanda, ha cercato di determinare come le persone si sentano dopo avere svolto le varie attività della giornata. Il ricercatore Carsten Grimm ha usato una tecnica nota come indagine campione, mandando messaggi di testo ai partecipanti, chiedendo cosa stessero facendo in quel momento e di dare un voto a quell’attività in termini di piacere, impegno, importanza e felicità.

Trascorrere del tempo su Facebook è l’attività che ha ricevuto i voti peggiori in termini di importanza e di piacere. Anzi, è stata definita un’attività di poca importanza e capace di rendere infelici.

Sebbene la ricerca non abbia determinato la ragione per cui le persone si sentissero così su Facebook, studi precedenti hanno indicato che molti utenti cadono in depressione vedendo le vite dei loro amici apparentemente più felici della loro. Questo può essere un effetto collaterale del fatto che gli utenti di Facebook sono più propensi a pubblicare le loro esperienze felici, piuttosto che quelle sgradevoli.

Un altro studio condotto dai ricercatori della Business School di Edimburgo ha scoperto che le persone che hanno mostrato livelli più elevati di stress sono quelle con un numero più elevato di amicizie virtuali. I ricercatori hanno intervistato più di 300 persone – per lo più studenti dall’età media di 21 anni – a proposito del loro utilizzo di Facebook – scoprendo che lo stress maggiore è causato dalla presenza all’interno della lista degli amici di genitori o datori di lavoro.

“Facebook all’inizio era come una grande festa per tutti gli amici, dove ballare, bere e flirtare – ha dichiarato l’autore dello studio Ben Marder – ma ora con mamma e papà la festa si è trasformata in qualcosa che procura ansia e che può minare la socialità”. Il 55% dei genitori ora controlla le pagine dei figli e più della metà delle imprese dichiara di avere negato il lavoro ad alcuni cittadini a causa del contenuto delle pagine Facebook.

Non si tratta solo dello stress procurato da quale post pubblicare e quale cancellare; purtroppo ora Facebook sta iniziando anche a regolare il comportamento offline degli utenti, che non si comportano più naturalmente per paura o per smania di comparire in atteggiamenti specifici su immagini o video pubblicati sul social network.

Anche se le impostazioni sulla privacy permettono agli utenti di limitare la visibilità dei post, solo un terzo di essi usufruisce di questa funzionalità. Almeno questo è ciò che ha rivelato lo studio.

Poi c’è il problema della cancellazione delle amicizie. Secondo un altro studio condotto dalla University of Colorado di Denver, eliminare una persona dalla propria lista può comportare problemi anche offline. Si tratta di un vero e proprio fenomeno, se si considera che nel 2009 il New Oxford Dictionary americano ha introdotto il nuovo termine “unfriend”.

In un sondaggio condotto su 582 utenti, il 40% ha dichiarato che eviterebbe nella vita reale chiunque li cancellasse da Facebook. A dare questa risposta è stata una maggioranza di donne. Il punto è che ormai risulta difficile distinguere tra realtà e mondo virtuale e spesso le persone ostracizzate online sperimentano disturbi emotivi e psicologici dell’emarginazione nella vita reale.

Molti utenti stanno iniziando ad ammettere che avviare un profilo è molto divertente inizialmente, ma può trasformarsi presto in un fastidio. Persino un episodio della serie tv “I Simpson” si è occupato del fenomeno, mostrando Bart e Lisa sotto stress perché obbligati a rispondere ai numerosi messaggi istantanei provenienti dalle fonti più disparate.

Va anche aggiunto che l’aspetto narcisistico di Facebook sta stancando sempre più persone e stimolando l’abbandono temporaneo se non permanente della piattaforma. Per questa ragione molti analisti hanno previsto il collasso di Facebook in tempi piuttosto brevi, perché sempre più persone stanno tornando sui loro passi e rendendosi conto che conta molto di più avere un paio di buoni amici piuttosto che una moltitudine di conoscenze virtuali. Naturalmente questo vale per i profili personali, poiché per le imprese il discorso è diverso. Queste non condividono nulla della vita reale, ma si trovano con una vetrina gratuita a disposizione: una manna dal cielo.

Forse la chiave sta anche stavolta nell’equilibrio, nell’adottare cioè un atteggiamento nuovo: non preoccuparsi di ciò che gli altri pensano o dicono potrà rendere la navigazione su Facebook produttiva ma senza stress.

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Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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