PERCHE’ FUMARE IN AUTOMOBILE E’ PERICOLOSO

boy_car_cigaretteCi sono alcuni momenti della giornata di un fumatore che si associano in modo naturale alla sigaretta. Un giro in macchina è uno di quelli.

Una recente ricerca dimostra però come questo sia uno dei momenti meno adatti per fumare. Alla maggior parte dei fumatori interesserà poco, ma di sicuro è un’ottima informazione da diffondere.

Secondo Raw Story, fumare in auto è molto più pericoloso che all’aria aperta, perché lo spazio chiuso non può che aumentare l’esposizione ai concentrati di particelle sottili inquinanti.

I ricercatori hanno seguito i partecipanti allo studio per un periodo di tre giorni, installando un monitor elettronico all’interno della loro auto. Delle 17 persone osservate, 14 erano fumatori a cui era stato detto di comportarsi normalmente per tutto il periodo di studio, e fumare ogni volta che lo avessero desiderato, tenendo il finestrino aperto o chiuso, come di loro abitudine. In altre parole, dovevano comportarsi come se lo studio non fosse in corso.

Durante i tre giorni, è stato registrato un totale di 104 viaggi in auto, 63 dei quali senza che venisse accesa una sigaretta. Per i restanti viaggi, quelli in presenza di sigaretta, i livelli di particolato si sono rivelati davvero allarmanti: una media di 85 microgrammi per metro cubo, rispetto al limite di 25 per l’inquinamento degli ambienti interni fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Questi valori sono stati registrati nonostante il finestrino fosse aperto. Il problema di questi inquinanti è che sono così piccoli che possono nascondersi in profondità nei polmoni, causando un forte stress respiratorio. I bambini che vengono esposti a questi livelli di polveri sottili hanno una maggior probabilità di soffrire di problemi di salute e gli effetti sugli adulti non sono certo meno gravi.

Fumare in auto non solo causa danni alla salute, ma abbassa anche il valore dell’automobile. Molte persone non sopportano l’odore del fumo, perciò si riduce anche la probabilità di trovare un acquirente per l’auto quando si deciderà di cambiarla. Va inoltre detto che i fumatori hanno anche più probabilità di essere coinvolti in un incidente, provocando costi assicurativi più elevati.

Il fumo comporta comunque un costo, in qualsiasi caso. A cominciare dal prezzo, che nonostante la crisi non sta però scoraggiando a sufficienza gli acquirenti. Forse la visione di insieme potrebbe invece avere un impatto più rilevante.

Oggi un pacchetto di sigarette costa in media 5 euro. Chi fuma un pacchetto al giorno, effettua una spesa annuale pari a 1825 euro. Una cifra esorbitante, che però non rimane l’unica.

Oltre al costo delle sigarette, si rinuncia anche a intere giornate di vita. Chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno perde circa 55 giorni della propri vita. Poi vanno considerati i costi sanitari degli effetti del fumo, rappresentati da danni genetici, cancro a gola, stomaco e polmoni, malattie cardiache, ictus. Difatti i costi nascosti del fumo vanno ben aldilà di quelli di un singolo pacchetto e pochi sono in grado di realizzarli.

Il fumo causa l’aumento dei premi dell’assicurazione sulla vita, poiché diventa più elevato il rischio di morire precocemente. I costi sanitari vanno di pari passo e pesano sulla collettività: i fumatori hanno generalmente più problemi medici rispetto a chi non fuma e questo grava sulla spesa sanitaria nazionale. Aumenta anche l’uso dei farmaci, elevando di conseguenza i costi personali.

Tenuto presente tutto questo, la domanda sorge spontanea: fumare vale davvero la pena?

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Articolo di generazionebio.com
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