Come evitare le abbuffate delle feste grazie alla PNL

christ-tableQuando visualizziamo cosa dirà la nostra bilancia il 2 gennaio, che numero vorremmo vedere? Il peso attuale con 10 o 15 kg aggiuntivi?

Non è proprio il caso di correre quel rischio.

Il problema è che molti di noi soccombono al desiderio immediato di gratificazione temporanea, anche se a pensarci bene la maggior parte delle tentazioni natalizie non sono davvero così buone come sembrano.

Come si può resistere al desiderio improvviso di cedere al cibo spazzatura?

Mike Bundrant, esperto in PNL, ha modellato una piccola strategia che tornerà molto utile per non correre il rischio di impallidire davanti al verdetto della bilancia.

Si tratta di un metodo molto semplice, che permetterà di non provare quella sensazione insopportabile di essersi persi qualcosa che si desiderava davvero.

Di fronte alla scelta di mangiare del cibo spazzatura, molti di noi cadono in tentazione semplicemente guardando il piatto, immaginando quanto sarà buono e lo mangiano. In pratica, prima ancora di averne la certezza, i nostri sentimenti ci intrappolano.

Quando questo accade, è come se il cibo ci colpisse fisicamente. Poi, subito dopo, iniziamo a pentirci della nostra decisione e magari ci sentiamo sconfitti per non aver saputo resistere alla prova. Tutto questo non va bene, perché è come se ci auto-sabotassimo.

I praticanti di PNL hanno però scoperto che si può gestire quel corto circuito.

Seguire questi 5 semplici suggerimenti aiuterà ad evitare le abbuffate e gli alimenti nocivi in questo periodo di festa.

  1. Osservate il cibo che vi sta tentando. E’ lì davanti. Ora si tratta di capire che mangiarlo o meno dipende dalla vostra scelta.
  2. Immaginate di mangiarlo. Il vostro cervello inconsciamente lo sta già facendo, quindi basta procedere e immaginare di avere in bocca un pezzo di quel cibo delizioso e di masticarlo lentamente. A questo punto vi sarà venuta l’acquolina in bocca, ma non cedete.
  3. Immaginate di inghiottire il cibo, di sentirlo scendere nello stomaco e poi nell’intestino, dove siederà per le ore successive. Immaginatevi nel pieno del processo di digestione di questo piatto. Come sarà? Come vi sentirete? Come starà il vostro corpo in generale? Quale sarà il vostro livello di energia?
  4. Fatevi questa domanda: “Voglio davvero provare come questo cibo mi farà sentire?”
  5. E’ il momento di fare una scelta. Se la risposta è “Sì, voglio sentirmi in questo modo”, consapevoli del fatto che sarete appesantiti, doloranti e senza energia, date subito un morso. Se invece la risposta è “Dannazione, no che non voglio sentirmi in quel modo!”, allora sarà facilissimo rinunciare a mangiarlo!

L’idea è quella di provare determinate sensazioni prima che sia troppo tardi. Se prendiamo decisioni solo in base alle papille gustative, ci si prepara a sentirsi male nelle ore successive. Perché non risparmiarsi quell’orribile sensazione di appesantimento?

Chi non è abituato ad auto-sabotarsi, non vorrà stare male, non esagererà con i cibi sbagliati e sceglierà di non abbuffarsi.

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Articolo di generazionebio.com
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