SIAMO TUTTI POTENZIALI VITTIME DI UN’EPIDEMIA DI PAURA

scared-diseaseSe si cercasse di analizzare qual è l’emozione più diffusa nella società di oggi, si individuerebbe senza dubbio la paura.

Tutte le persone hanno paura, di qualsiasi cosa. Della polizia, di perdere il posto di lavoro, di perdere la casa, di restare senza soldi e non poter mantenere il tenore di vita a cui sono abituate. Temono i politici, il governo, persino il vicino di casa.

Veniamo allenati sin da piccoli a provare paura e ad agire di conseguenza. Temiamo l’ira degli insegnanti, perciò facciamo i compiti. Temiamo il sacerdote perché se non diciamo abbastanza preghiere potremmo finire all’inferno. Temiamo i bambini più grandi che possono trasformarsi in bulli e quindi attraversiamo la strada per evitarli. Più avanti nella vita, abbiamo paura della multa e allacciamo la cintura di sicurezza. Abbiamo paura di perdere la casa perciò facciamo un lavoro che non ci dà alcuna soddisfazione personale, oltre al denaro appena sufficiente per sopravvivere.

Tutti abbiamo paura e con questo semplice esperimento lo possiamo provare. Facciamo un elenco di tutti gli obblighi previsti per i prossimi 30 giorni nel lavoro, in ambito sociale e finanziario; poi disegniamo una stellina accanto a quelli che ci causano preoccupazione di qualsiasi genere. La maggior parte di noi scoprirà di avere paure immediate nei confronti di un elevato numero di cose.

Oggi la vita quotidiana può riservare molte paure. Scoppierà la terza guerra mondiale? L’economia crollerà? I poli si invertiranno? Una tempesta solare metterà fuori uso la rete elettrica? Finiranno gli approvvigionamenti alimentari? Il clima continuerà ad essere anomalo?

Molti di questi timori sono volutamente rafforzati dalla cosiddetta cultura pop. La televisione è la fonte più grande di paura, poiché genera una sensazione di inadeguatezza. Le ore trascorse davanti alla tv sono in costante aumento, tante ore alla settimana quante si potrebbero spendere frequentando un corso universitario. E, proprio come i colleghi studenti, veniamo istruiti e addestrati dalla televisione. Edward Bernays aveva non a caso inventato l’espressione di “programmazione televisiva”, dotata di una logica cristallina. La televisione è stata inventata per programmare le persone a diventare consumatori felici. Queste persone vengono spinte ad acquistare spazzatura da una forza esterna che sfrutta il senso di inadeguatezza. Ogni volta che guardiamo uno spot che mostra un bell’uomo con accanto un bambino sul sedile di un’automobile nuova, proviamo il senso di inadeguatezza per non avere anche noi quella stessa automobile. Questo sentimento apre le porte alla paura, soprattutto quando non ci viene offerto niente che abbia il valore reale di sostituire quel determinato desiderio.

La paura è lo strumento dei poteri forti. La paura è la più bassa vibrazione da cui l’uomo può essere influenzato o che egli stesso può trasmettere. Ci impedisce di proiettarci verso obiettivi elevati e ci espone a una possibile manipolazione. I manipolatori favoriscono la paura verso qualunque cosa ed è un processo che ha preso piede ufficialmente in tutto il mondo dopo l’attentato dell’11 settembre. La paura ha portato ad accettare l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq; la paura ha portato a essere sospettosi persino nei confronti del proprio vicino, nei confronti di chi la pensa diversamente. La paura è quella che impedisce di aprire la bocca e rifiutare fermamente ciò che non è giusto per noi.

Questo meccanismo è noto ai poteri forti, che lo sfrutta consapevolmente.

Come fare a superare questa paura che si è instillata in noi? Basta guardare alla realtà di ciò che ci fa più paura e farsi delle domande razionali. C’è bisogno di temere Al Qaeda fino al punto di temere qualunque musulmano? C’è bisogno di temere una persona che parla agitata al cellulare fino al punto di ritenere che sia il caso di chiamare la polizia? C’è bisogno di temere una nonnina di 83 anni che prende l’aereo per salutare i nipoti fino al punto di umiliarla mentre sale sul velivolo? C’è bisogno di temere un bambino di 4 anni che urla di terrore? O un uomo d’affari? La verità è che qualsiasi sensazione di disagio quando si sta con degli sconosciuti, qualsiasi senso di inadeguatezza e di sospetto è generato dalla paura.

Liberiamoci dalla paura. Cerchiamo di essere gentili con gli altri. Aiutiamoci reciprocamente. Queste sono le attività che lasciano sempre meno spazio alla paura e permettono di riprendere il controllo della propria vita. Si può iniziare per gradi. Magari in famiglia. Poi continuare con i collaboratori di lavoro, fino a comportarsi così con gli sconosciuti. In contemporanea la paura si allontanerà, lasciando spazio al desiderio di vivere bene scegliendo per la propria vita e convivendo pacificamente con tutti.

In Medicina Tradizionale Cinese il sentimento della Paura è associata al rene, spinge il Qi verso il basso e colpisce l’apparato digerente. Ecco perché si dice “me la sono fatta addosso dalla paura”. La paura porta con sé insonnia, ansie irrazionali, sudorazione spontanea. Se non viene risolta, la paura può andare ad intaccare fegato e cuore, provocando sia problemi di salute che senso di tristezza e rabbia. Andare a rafforzare il Meridiano del Rene può fornire un enorme contributo per combattere e sconfiggere la paura, per ritrovare quella sensazione di serenità dimenticata e tornare a vivere con gioia.

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Articolo di generazionebio.com
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