LA PUBERTA’ PRIMA DEI DIECI ANNI E’ NORMALE?

teen-age-1Atlanta Carson quando ha scattato la foto del suo primo giorno di scuola in terza elementare nascondeva qualcosa dietro il suo sorriso.

Atlanta stava già vivendo i primi sintomi della sindrome premestruale, con mal di testa e crampi. La madre Emma racconta della sera in cui, a soli 8 anni, mentre le stava facendo il bagno, ha notato i primi peli pubici; pochi mesi dopo, la bambina ha avuto il suo primo ciclo mestruale. Un’età in cui non si è emotivamente pronte, in cui la vista del sangue spaventa e atterrisce.

Molti studi in tutto il mondo stanno mostrando come l’età della maturazione delle ragazzine stia diminuendo sempre di più. Un numero sempre maggiore di bambine, quindi, si affaccia alla pubertà davvero troppo presto e, di conseguenza, la soglia considerata di pubertà precoce si è abbassata e viene diagnosticata solo quando la crescita del seno e dei peli pubici si verifica a 6 anni.

Cosa sta causando questo inquietante fenomeno? I medici non sono in grado di spiegarlo con precisione, ma la teoria più consolidata è che l’esposizione a sostanze chimiche ambientali, a cibi industriali morti e a numerose materie plastiche stimoli la simulazione di ormoni che innescano la maturazione precoce. Altri sostengono che la migliore nutrizione abbia causato un aumento di peso nelle ragazzine, causando il verificarsi del fenomeno, altri pensano sia colpa dell’esposizione alla luce artificiale della TV e del computer.

Ogni dieci anni, secondo alcuni ricercatori tedeschi, l’età media di insorgenza della pubertà scende di 4 o 5 mesi. Nelle ragazze, lo sviluppo del seno è il primo segno dell’adolescenza. Una ricerca statunitense rivela che questo accadrebbe intorno ai sette anni per il 10% delle ragazze bianche e per il 23% delle ragazze di colore, il 15% delle ispaniche e il 2% delle orientali. 15 anni fa la percentuale, in tutti i casi, era dimezzata. Un altro studio pubblicato questo mese rivela che la pubertà precoce stia influenzando anche i maschi e i genitori stanno avendo diverse difficoltà nel gestire questo cambiamento inatteso.

L’arrivo della pubertà colpisce in maniera più profonda le ragazze, che vivono trasformazioni fisiche più evidenti; inoltre devono affrontare il disagio della tensione premestruale, il mal di testa, l’acne. Prima questi fenomeni sopraggiungono, meno la bambina è pronta a capire ciò che sta accadendo al suo corpo.

Atlanta si è trasformata da un giorno all’altro da bambina loquace a bambina emotiva e nervosa. E’ stata la prima della sua classe a sviluppare l’acne e oggi, a 12 anni, indossa già il suo reggiseno di terza taglia. A quattro anni dalla sua prima mestruazione è diventata timida e introversa.

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Il periodo dell’infanzia è quindi destinato a terminare in fretta, oggi, generando una serie di problemi secondari da non trascurare. Anzitutto, un recente studio pubblicato sulla rivista Ostetrician & Gynaecologist ha rivelato che l’inizio precoce della pubertà mette le ragazzine a rischio maggiore di abuso sessuale. Inoltre, i primi sintomi, come la stanchezza, la sindrome premestruale, gli sbalzi d’umore e l’anemia non vengono riconosciuti e capiti dalla scuola, quando si presentano così presto. Il rischio che le ragazze diventino vittime di bullismo cresce.

La pubertà precoce prepara il terreno per problemi emotivi e comportamentali ed è associata alla perdita di autostima, depressione, disturbi alimentari, abuso di alcol, perdita precoce della verginità, aumento del rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Ci sono anche molte prove sull’aumentato rischio di cadere vittime di diabete, malattie cardiovascolari e cancro. Un altro rischio cui si va incontro è che insieme alla comparsa precoce della pubertà, si possa verificare qualche anno dopo quella della menopausa precoce, mettendo a repentaglio la fertilità delle ragazze. Data la gravità della situazione, in molti casi si interviene con delle iniezioni mensili che sopprimono l’attività ormonale, spostando in avanti nel tempo il sopraggiungere del menarca. Può questa essere considerata l’unica soluzione? Forse è piuttosto il caso di lavorare sulla consapevolezza e fare una corretta prevenzione a tempo debito.

Una delle possibili cause del fenomeno che merita più attenzione è l’esposizione alle sostanze chimiche nell’ambiente. Queste imitano gli estrogeni e si liberano facilmente contaminando tutto ciò con cui entrano in contatto, inclusi cibi e bevande. Diversi studi sugli animali hanno dimostrato come l’esposizione ad alcune sostanze chimiche ambientali provochi una maturazione precoce del corpo. Particolare preoccupazione è costituita dai distruttori endocrini, dei composti che si comportano come ormoni steroidei e possono alterare la pubertà. Naturalmente, per ragioni etiche, i ricercatori non possono effettuare studi che provino l’influenza diretta di queste sostanze chimiche sui bambini, perciò optano per esperimenti cosiddetti naturali. Nel 1972 sono stati nutriti in Michigan dei bovini con grano contaminato accidentalmente con un ritardante di fiamma, una sostanza chimica capace di imitare gli estrogeni. Le figlie nate dalle donne che hanno mangiato la carne di quei bovini e ne hanno bevuto il latte hanno avuto le mestruazioni molto prima dei loro coetanei.

Questo è un caso estremo, ma tutti siamo parte di esperimenti simili, poiché le sostanze chimiche sono ovunque, intorno a noi. Il bisfenolo A (BPA) è un petrolchimico che agisce come estrogeno sintetico ed è onnipresente poichè si trova in tutte le materie prime plastiche: barattoli di latta, otturazioni dentali, scontrini, involucri del cibo.

Ci sono poi gli ftalati, un gruppo di sostanze chimiche industriali utilizzate per il PVC. Si tratta di una delle sostanze pervasive responsabili dell’alterazione del sistema endocrino e si trova negli imballaggi degli alimenti, nelle tende della doccia, nei detersivi, nei giocattoli, nei prodotti di bellezza come smalti, spray, shampo, deodoranti e profumi.

Altre sostanze che si possono associare alla pubertà precoce sono il PCB e il DDE, un prodotto di degradazione del pesticida DDT, che interferiscono con gli ormoni sessuali. Poi c’è l’acido perfluoroottanico, che si trova nelle pentole antiaderenti ed è altrettanto pericoloso in questo senso. I parabeni che si trovano nei detersivi, nelle creme solari e negli additivi alimentari sono anche capaci di influenzare lo sviluppo riproduttivo e la crescita. Molte ricerche hanno anche confermato l’esistenza di una classe di sostanze che imitano gli estrogeni: i metalli. Molti di questi sono contenuti nei vaccini: alluminio, antimonio, bario, cadmio, cromo, cobalto, rame, piombo, mercurio, nichel.

Questo significa che evitare i distruttori ormonali è cruciale per i bambini. Se le ragazzine possono mostrare segni evidenti di esposizione a sostanze ormonali artificiali attraverso la pubertà precoce, è bene intervenire prima che il fenomeno si trasformi in una reale insidia per la sua salute.

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Perciò occorre acquistare e consumare cibi biologici, comprese le carni, per ridurre l’esposizione agli ormoni aggiunti, ai pesticidi e ai fertilizzanti. Evitare il latte e i prodotti caseari che contengono l’ormone della crescita bovina. Preferire verdure fresche e crude. Evitare i cibi trasformati e preconfezionati che sono fonte importante di BPA e ftalati. Conservare il cibo e le bevande nel vetro anziché nella plastica ed evitare di utilizzare la pellicola trasparente che contiene BPA. Per i neonati utilizzare biberon in vetro e bicchieri BPA-free. Assicurarsi che i giocattoli non contengano BPA e fare attenzione anche a ciucci, anelli per la dentizione e tutto ciò che il bimbo può mettere in bocca e succhiare. Usare solo prodotti naturali per la pulizia della casa, per evitare ftalati. Passare a prodotti naturali per la cura della persona, come shampoo, dentifricio, antitraspiranti e cosmetici. Evitare ammorbidenti e profumi sintetici e sostituire le pentole antiaderenti con quelle a rivestimento in ceramica o con pirofile in vetro o terracotta. Sostituire la tenda della doccia con una in tessuto.

Le ragazze che vivono vicino all’equatore entrano in pubertà più tardi rispetto a quelle che vivono nelle regioni settentrionali. Questo indica un collegamento chiaro con l’esposizione al sole, perciò una relazione con la vitamina D. Uno studio ha confermato difatti come le ragazze che presentano livelli bassi di vitamina D si affaccino alla pubertà molto prima delle altre. Quindi è bene evitare di tenere i bambini totalmente lontani dal sole o completamente schermati con le creme solari chimiche ad alta protezione. Basterebbe non esagerare con l’esposizione.

Prima si entra in pubertà, più a lungo si è esposti a livelli elevati di ormoni estrogeni, che sono un fattore di rischio importante per il cancro al seno. Le ragazze che sono esposte a più estrogeni, inoltre, sono più a rischio obesità poiché questi ormoni in eccesso tendono ad immagazzinarsi nel tessuto adiposo. Anche lo stress ha notevoli correlazioni con lo stato di sviluppo precoce: è stato dimostrato che le figlie di genitori che si sono separati quando le bimbe avevano dai 3 agli 8 anni, sono più esposte al rischio di avere le mestruazioni molto presto rispetto alla norma.

Tutto questo significa che, con la dovuta consapevolezza e permettendo alle bambine di seguire uno stile di vita attento e sano, è possibile invertire questo fenomeno ed evitare di vedere l’infanzia strappata via troppo presto dalla loro vita. Cosa che potrebbe influire negativamente sull’equilibrio psicologico di tutta la famiglia, che non è preparata a un simile vortice di cambiamenti. Minore esposizione alle sostanze chimiche, minore stress possibile e livelli elevati di vitamina D sono la chiave.

*fonti dailymail.co.uk
mercola.com
Photo 1 by lusi, Photo 2 by Cherokee14,  Photo 3 by binababy12

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