CIBO BIOLOGICO: E’ TERRORISMO MEDIATICO

organic-foodLa notizia ha fatto il giro del mondo, guadagnandosi i titoli di quotidiani e notiziari: secondo uno studio condotto all’Università di Stanford, non ci sarebbero differenze tra il cibo da coltivazione biologica e quello tradizionale.

In Italia abbiamo letto a caratteri cubitali “Crolla il mito del biologico”, “Gli alimenti bio non sono più sani”, “Il cibo biologico non vale quello che costa” sia sugli organi di stampa mainstream che su quelli più alternativi, caduti nel tranello di questo vero e proprio attacco terroristico mediatico. Da qui si è scatenata la massa di detrattori che ha colto l’occasione per sottolineare quanto il biologico sia sempre stato solo un mito e come ricorrere agli OGM sia l’unico modo di salvare e nutrire il nostro pianeta.

L’unico pregio riconosciuto al cibo biologico, secondo lo studio in questione, è quello di essere più gustoso. Che, anche se si trattasse di uno studio indipendente e veritiero, non sarebbe caratteristica da poco. Va anche detto detto che numerosi studi precedenti hanno confermato quanto i cibi di derivazione biologica siano molto meno contaminati dai pesticidi rispetto a quelli da coltivazione tradizionale. Altra caratteristica da non sottovalutare per chi ha rispetto della propria salute. I pesticidi sono tossine che il nostro corpo assorbe e accumula attraverso l’alimentazione, e che causano numerosi squilibri e disturbi cronici. Maggiore è la quantità di queste tossine, maggiore sarà la probabilità di sviluppare una malattia.

Riguardi lo studio dell’Università di Stanford, i media si sono dimenticati di specificare che nessuna nuova analisi di laboratorio è stata effettuata e che si tratta di una revisione di studi precedenti. La revisione è stata pubblicata sulla rivista Annals of Internet Medicine ed è disponibile online.
Le conclusioni riportate sono che:

  • l’esposizione ai pesticidi chimici è risultata molto più bassa nei prodotti biologici del 30%
  • l’esposizione ai super-batteri della carne (resistenti agli antibiotici) è risultata più bassa nei prodotti biologici del 33%

I media hanno quindi mentito, diffondendo una notizia sostanzialmente falsa e sostenendo che il cibo biologico non è diverso dal tradizionale.

Ma c’è molto di più.

Attraverso approfondite ricerche è stato possibile constatare che uno dei principali co-autori della revisione, il dottor Ingram Olkin, ha alle spalle una lunga storia come propagandista in sostegno della grande azienda del tabacco. Si è inoltre scoperto che la Stanford University ha profondi legami finanziari con Cargill, forte sostenitore dei cibi geneticamente modificati.

E’ noto come in passato Big Tobacco abbia cercato di mettere a tacere tutte quelle prove a sostegno della pericolosità del fumo; oggi l’industria biotech sta tentando disperatamente di imporre i cibi OGM, usando le stesse tattiche e gli stessi giocatori. Un documento del 1976 mostra i legami finanziari tra Ingram Olkin e la Big Tobacco. Il cosiddetto progetto di ricerca era stato proposto proprio da Olkin, che un tempo era anche Presidente del Dipartimento di Statistica a Stanford. A suo tempo Olkin aveva elaborato un algoritmo in grado di mentire con le statistiche: scegliendo delle funzioni matematiche convenienti, il risultato può non essere conforme alla realtà. Questo algoritmo ha rappresentato la chiave per Big Tobacco per attaccare chi diffondeva notizie relative alla pericolosità delle sigarette e rivendicarne la loro totale innocuità per la salute. Questo genere di propaganda serve solo ad ingannare e confondere i consumatori utilizzando prove scientifiche false e pre-fabbricate. La scienza corrotta procura questi dati per darli in pasto ai media affinché li diffondano e radichino bugie nella testa delle masse.

Tutto molto simile a ciò che sta capitando in questi giorni e questo fa pensare che lo studio di Stanford sia una frode. Stanford, in fondo, è l’università che che negli Stati Uniti riceve più donazioni segrete di qualsiasi altra. Nulla vieta di pensare che molte di queste donazioni provengano da aziende ricche che cercano di far sentire la propria influenza sulle ricerche condotte. Una delle donazioni note è proprio quella di Cargill, pari a 5 milioni di dollari, per ampliare il Centro sulla Sicurezza Alimentare e l’Ambiente di Stanford. Casualità?

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Articolo di generazionebio.com
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