SIGARETTA DIGITALE: E’ LA VERA SOLUZIONE?

e-cigsNon è facile criticare le sigarette elettroniche, considerato che chi le utilizza si vanta di avere eliminato gran parte delle sostanze chimiche tossiche delle sigarette tradizionali.

Addirittura 1 utente su 3 sostiene di avere smesso completamente di fumare grazie alla sigaretta elettronica: si tratta certamente di un ottimo risultato. Ma cosa è successo al rimanente 66% degli utilizzatori?

Le sigarette elettroniche si stanno diffondendo in maniera esponenziale, tanto da giustificare la comparsa di negozi specializzati che propongono questo come prodotto principale di mercato. Di sicuro esse hanno un tasso di successo nell’aiutare i fumatori a smettere superiore ai cerotti alla nicotina, ai chewing-gum, ai farmaci, all’ipnoterapia e alle varie combinazioni di metodi. Ma l’ironia è che la sigaretta elettronica non è mai stata pensata per essere commercializzata come aiuto per smettere di fumare, dal Gruppo Ruyan di Hong Kong, che l’ha inventata. Questo dimostra ciò che l’Industria del tabacco ha rappresentato negli ultimi 50 anni: ha generato un numero così elevato di schiavi della sigaretta, che l’arrivo di questo nuovo prodotto ha generato l’illusione di una via d’uscita dal tunnel della dipendenza.

Le sigarette elettroniche sono per altro assai complicate da regolamentare: si sprofonda in una lacuna, poiché non sono prodotti del tabacco, ma sono comunque dispositivi che rilasciano nicotina. La nicotina è di fatto una droga insidiosa e potente, capace di provocare una overdose letale specialmente nei più giovani.

I benefici e la sicurezza delle sigarette elettroniche sono fuorvianti. Esistono numerose varietà di che contengono nitrosammine, lo stesso agente cancerogeno che si trova nelle sigarette reali; la maggior parte delle cartucce contiene glicole etilenico, un veleno altamente tossico che si può trovare anche nell’antigelo e può provocare la leucemia. Molte sigarette elettroniche contengono inoltre, come detto, una quantità variabile di nicotina.

Le vendite di questo prodotto stanno salendo inesorabilmente e a costi non proprio popolari.
Eppure non sono legali in tutto il mondo. Australia e Canada le hanno proibite, classificandole come un prodotto del tabacco.
Esistono al mondo fatti di cronaca poco rassicuranti, sulla loro sicurezza. Un giovane ragazzo residente in Florida ha vissuto momenti drammatici, quando la sua sigaretta elettronica gli è esplosa in faccia: la batteria al litio era sovraccarica e gli ha causato ustioni e cicatrici permanenti sul volto.

Questi prodotti contengono nicotina, che ha potenti effetti collaterali. Di per sé provoca un aumento della frequenza cardiaca, intensifica la pressione sanguigna, restringe i vasi sanguigni (stimolando ictus e attacchi cardiaci), problemi gastrointestinali, depressione, sbalzi d’umore, disturbi del sonno, mal di testa, perdita del desiderio sessuale, resistenza all’insulina e problemi alla vista.

Spezzare la dipendenza dalla nicotina non è facile. Quella fisica in verità può essere superata in 3 o 4 giorni, con una profonda disintossicazione che permette al corpo di non richiederne più. La dipendenza dai sentimenti che la nicotina genera può richiedere invece settimane per essere debellata.

Le pillole in vendita allo scopo di smettere di fumare sono tossine: bloccano i recettori della nicotina nel cervello, ma bloccano anche la dopamina naturale, così l’individuo sarà più esposto a depressione e ansia.

Quello che la maggior parte dei fumatori non capisce è che la nicotina crea un vero e proprio circolo vizioso; a lungo termine è un depressivo, serve come stimolante solo a breve termine in maniera da alleviare quello stato che ha precedentemente essa stessa generato. La soluzione effettiva deve essere tassativamente quella di smettere. Se occorre passare dall’utilizzo della sigaretta elettronica per raggiungere questo scopo, il periodo intermedio è bene che sia il più breve possibile.

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Articolo di generazionebio.com
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