CELLULARE A 7 ANNI? UNA CONDANNA A MORTE

baby-phone-matrix1Il dato è estremamente preoccupante: in Italia il 20% dei bambini possiede un cellulare personale.

La notizia viene diffusa con un certo allarme dalla S.I.P. la Società Italiana di Pediatria, che mette in guardia sulla diffusione selvaggia dei telefonini tra i bambini.

Solo di recente stanno affiorando notizie un po’ più concrete legate alle conseguenze che a lungo termine può comportare l’utilizzo del cellulare. Le onde elettromagnetiche infatti, attraverso le quali passa la trasmissione di segnali a distanza, possono essere estremamente nocive per il nostro corpo. E’ passato più di un anno da quando l’Oms le ha etichettate come potenzialmente cancerogene.

Eppure, nonostante i dati allarmanti stiano emergendo solo negli ultimi mesi, esistono prove certe che i governi conoscessero da molti anni l’entità dei danni potenziali provocati dalle radiazioni a microonde dei cellulari. I primi sintomi di malattia da microonde sono stati documentati nel 1932. Sembra che esistano 13 ricerche con nomi in codice segreti sulle radiazioni a microonde utilizzate in ambito militare da Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna. I risultati di queste ricerche mostrano danni ai polmoni e alle cellule cerebrali. I bambini, inoltre, vengono dichiarati più esposti e sensibili, poiché le loro cellule hanno dimensioni simili a quelle delle microonde: esporre i propri figli a queste radiazioni significa trasformarli in antenne.

I bambini non sono piccoli adulti. I loro sistemi non sono ancora pienamente formati. La loro barriera ematoencefalica, che circonda il cervello proteggendolo dalle tossine, impiega alcuni anni per essere completata. Le radiazioni creano dei buchi su questa barriera, che si trasformano in vere e proprie falle: possono dare vita anche a problemi psichiatrici. Anche il sistema immunitario, che impiega 18 anni per svilupparsi, può subire dei danni gravi a causa delle radiazioni.

Nel corso degli ultimi anni sono arrivate molte accuse da militari americani in congedo, che sostengono l’esistenza di documenti drammatici che confermano che nel 1971 i pericoli erano noti. Consultando questo documento che risale al 1976 si leggono alcuni dei sintomi riscontrati dall’esposizione alle radiazioni: mancanza di concentrazione, disturbi mestruali, emicrania, irritabilità. Sintomi che sono stati taciuti a favore del profitto industriale.

Quello che sorprende è che l’Oms, nonostante la presenza di questi dati allarmanti, abbia iniziato a condurre degli studi, a renderli noti e a fornire dei dati solo nel 2009.

Anche il feto è a rischio e le donne in gravidanza non dovrebbero esporsi alle radiazioni. Queste danno infatti alla testa del feto un numero non quantificabile di scosse elettriche, che possono già da subito creare danni alla barriera cerebrale e comportare gravi disturbi più tardi nella vita.

Non esiste un livello sicuro noto di radiazioni per un bambino. Per questa ragione, i nostri figli non dovrebbero mai – o solo in casi rari – utilizzare un telefono cellulare per una chiamata. Oltre ai pericoli che si corrono durante una chiamata, con il rischio di sviluppare un cancro al cervello davvero molto alto, non bisogna sottovalutare i possibili danni che derivano dal tenere in tasca il cellulare: le microonde hanno conseguenze anche sugli spermatozoi. Un bambino che non rispetta le regole di tenere il cellulare a una distanza di sicurezza dal corpo durante la telefonata o lo tenga in tasca è maggiormente soggetto a questi pericoli.

In commercio esistono cellulari pensati apposta per i piccoli, allegri e colorati ma con funzioni ridotte. Queste caratteristiche non li rendono certo meno pericolosi. Occorre chiedersi se davvero un bambino sotto i dieci anni non possa fare a meno di un oggetto del genere. Il cellulare può oltre che i rischi fisici comportare implicazioni di carattere psico-sociale, perché può essere davvero diseducativo. A 7 anni è raro che il bimbo si ritrovi da solo e necessiti di essere controllato o di inviare chiamate d’emergenza. Non è forse eccessivo dotarlo di uno strumento così potente che può rendersi così pericoloso per la sua salute generale?

Pensateci: ne ha davvero bisogno?

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Articolo di generazionebio.com
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