DIABETE: SE LA SOLUZIONE FOSSE IL CHIROPRATICO?

chiropLa possibilità che la cura chiropratica sia d’aiuto nelle persone che soffrono di diabete fa parte di un’ampia area di costante ricerca.

Circa un uomo su tre e due donne su cinque nati nel 2000 soffriranno in futuro di diabete.

La ricerca mette in evidenza che la cura chiropratica potrebbe apportare un valido contributo al protocollo di benessere che supporta le persone con una diagnosi di diabete. Il diabete è la quinta malattia mortale negli Stati Uniti e rappresenta una crescente epidemia a livello mondiale.

Per una persona normale è difficile riconoscere come possa esistere una connessione tra il diabete e la chiropratica. Cosa può avere a che fare la schiena con lo zucchero nel sangue? Ebbene, spesso un elettricista capisce al volo di cosa si tratta. Un’interferenza con la corrente che fluisce attraverso i cavi può compromettere la funzionalità e addirittura scatenare un incendio!

Se l’innervazione dalla parte superiore del collo o dalla parte centrale della schiena (le due aree che riforniscono il pancreas) viene disturbata, la funzionalità pancreatica ne risente; può trattarsi della capacità di produrre gli enzimi per digerire le proteine, i grassi e i carboidrati, o forse della produzione di insulina, o addirittura di entrambe le cose. Gli zuccheri nel sangue e la digestione si sbilanciano e possono conseguire o il diabete o l’ipoglicemia.

Alcuni studi rivelano una correlazione tra lo zucchero nel sangue e il nervo dorsale.

In particolare, uno studio pubblicato sul Journal of Vertebral Subluxation Research ha illustrato gli effetti positivi della chiropratica quando viene utilizzata come parte integrante di un trattamento attuato su un adulto diagnosticato di diabete. Naturalmente, insieme alla cura chiropratica, il paziente ha ricevuto una guida su come fare esercizio fisico e nutrirsi correttamente.

Dopo un mese, i livelli di glucosio presenti nel sangue e nelle urine del paziente si sono normalizzati e stabilizzati. Tanto che non è stata resa necessaria la terapia a base di insulina, visti i risultati.

In questo momento a guidare questo genere di ricerca c’è il Canada. Il National Post ha titolato: “RIVOLUZIONE PER IL DIABETE: una scoperta che ha stupito anche chi ha condotto la ricerca, gli scienziati di una clinica di Toronto sostengono di avere la prova che il sistema nervoso può scatenare il diabete, aprendo uno spiraglio per una potenziale nuova cura di una malattia che affligge milioni di canadesi”.

Un altro recente caso è relativo a uno studio pubblicato sull’edizione del Novembre 2011 del Journal of Pediatric, Maternal & Family Health che documenta la storia di una bimba di 4 anni che ha ottenuto risultati incredibili nella stabilizzazione dei livelli di zucchero nel sangue grazie ai trattamenti chiropratici. Alla paziente era stata diagnosticata una sub-lussazione spinale nella regione cervicale superiore. Per la durata di 2 mesi, la bimba si è sottoposta a 24 trattamenti chiropratici, durante i quali si è osservato un calo di emoglobina A1C dal 7,2 al 6,5%. E’ diminuita inoltre l’insulina utilizzata, da 15 unità a 11 al giorno.

Questi risultati sono notevoli, perché la letteratura afferma che il trattamento medico intensivo del diabete di tipo I spesso non è in grado di ridurre i livelli di A1C sotto il 7%. La cura chiropratica è efficace perché ottimizza la connessione neurale in tutto il corpo. Questa connessione avanzata corpo-cervello è necessaria per coordinare l’immunità e la funzione ormonale in tutto il corpo.

Il nostro organismo presenta correlazioni sorprendenti, difficili da comprendere e da intuire. Ad esempio il sistema linfatico che si occupa dell’espulsione delle sostanze tossiche può non funzionare correttamente e causare l’indebolimento di alcuni muscoli, causando dolore. L’intervento del chiropratico su quella che è l’ultima manifestazione di un silente squilibrio, permette al flusso di energia di rimettersi in moto e di ripristinare tutto il sistema. Una torsione alla dura madre, un disallineamento della prima vertebra cervicale (in stretta correlazione con il fegato), uno squilibrio occipitale (che si manifesta con i tessuti molli ai lati dell’occipite, fenomeno più marcato dopo un pasto particolarmente ricco di grassi) possono scatenare dei meccanismi che mandano in corto circuito l’organismo in tutte le sue funzioni.

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Articolo di generazionebio.com
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