I PESTICIDI RADDOPPIANO IL RISCHIO DI ADHD

kid-yellingMolte persone pensano che frutta e verdura biologica siano troppo costose da acquistare per i pasti familiari. Coloro che hanno un bambino iperattivo dovrebbero ripensarci.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, infatti, circa 4,5 milioni di bambini dai 5 ai 17 anni negli Stati Uniti sono stati diagnosticati con la cosiddetta ADHD. Tra il 1997 e il 2006 sembra che questo tasso sia aumentato del 3%. E’ possibile che il problema possa dipendere da qualcosa che si trova nell’aria o nel cibo che mangiano i bambini? Un nuovo studio suggerisce che questa possa rappresentare una possibilità concreta.

Apparso sulla rivista Pediatrics nel 2010, uno studio condotto da alcuni ricercatori di Harvard ha rivelato che un’esposizione anche relativamente bassa ai comuni pesticidi può raddoppiare i rischi di ADHD nei bambini. I ricercatori hanno prelevato i campioni di urina di 1139 bambini di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, in tutti gli Stati Uniti. La ricerca era indirizzata verso l’eventuale presenza dei tipici segni di esposizione ai vari pesticidi organofosfati, utilizzati nelle coltivazioni massive di frutta e verdura. Il 94% dei bambini mostrava questi segni. Contemporaneamente, un colloquio svolto con le madri dei bambini o con un loro tutore, ha rivelato che circa un bambino su 10 soddisfaceva i criteri di ADHD. “Si tratta di una relazione molto forte che, se confermata, è molto preoccupante” ha detto il ricercatore Marc Weisskopf della Harvard School of Public Health, che ha lavorato allo studio.

I risultati di questa ricerca non sorprendono. Gli organofosfati, originariamente progettati per condurre una guerra chimica, sono noti per la loro tossicità e i pesticidi sono destinati all’uccisione dei parassiti. Questo potrebbe avere un effetto tossico sul sistema nervoso degli esseri umani, specialmente sui bambini che sono più sensibili, visto che il loro sistema nervoso è ancora in evoluzione. La maggior parte dei bambini non mangia frutta e verdura biologica, ma consuma ciò che deriva dalle colture massive. Queste ultime, secondo un rapporto del 2008 del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti, presentano livelli elevati di pesticidi.

L’esposizione ai pesticidi è stata anche collegata ai problemi di apprendimento e di comportamento dei bambini, secondo studi precedenti svolti su una popolazione ad alto rischio, come i figli dei lavoratori agricoli.

La soluzione è quindi ovvia e scontata. Le persone dovrebbero comprare, dove possibile, frutta e verdura biologica, specialmente quei prodotti maggiormente contaminati come pesche, fragole, mele, mirtilli, ciliegie, nettarine, uva, sedano, peperoni, spinaci, cavolo, patate. I prodotti che invece sembrano presentare livelli relativamente bassi di residui antiparassitari sono: cipolle, avocado, ananas, piselli, asparagi, kiwi, melanzane, anguria, pompelmo, patate dolci, melone.

Inoltre, lavare e pelare frutta e verdura e variare la dieta contribuisce alla riduzione della potenziale esposizione ai pesticidi. Le indagini nazionali hanno inoltre dimostrato che la frutta e gli ortaggi provenienti dai mercati degli agricoltori contengono meno pesticidi, anche quelli non organici.

Conoscere queste informazioni può essere importante, per scoprire se una dieta sbagliata stia contribuendo o meno ad accentuare i problemi del bambino. Sono molti i casi in cui l’introduzione di alimenti biologici nella dieta di un bambino è stata in grado di migliorare i disturbi del comportamento e dell’apprendimento, senza ricorrere necessariamente a farmaci o a trattamenti psicologici, oppure come integrazione ad essi. La quantità di pesticidi che troviamo nell’ambiente circostante, nel cibo e nelle bibite, che spesso i bimbi consumano a dismisura e senza controllo, sono enormi.

Proprio per questa ragione può essere molto utile depurare l’organismo del bambino dall’intossicazione da pesticidi o per alleviare intolleranze o allergie che possono essere la causa dello scatenarsi di un disturbo simile.

La diagnosi di ADHD coincide con un momento delicato all’interno dell’equilibrio della famiglia, anche per una serie di problematiche sociali con cui ci si scontra, probabilmente per una mancanza di informazioni concrete sulla questione. Sull’argomento è in circolazione “La Sindrome dei Monelli”, un documentario nato dall’incontro con centinaia di genitori, insegnanti, esperti che racconta l’avventura di Julia, una bambina “iperattiva e disattenta”, della sua famiglia e della ricerca instancabile di modi e strumenti per aiutarla a vivere una vita “normale” e serena. Regia di Alberto Coletta, produzione di Thomas Torelli, musiche originali di Simone Bresciani.

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Articolo di generazionebio.com
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