L’utilizzo degli oli essenziali negli ultimi anni ha registrato un enorme incremento, non più come semplice essenza da diffondere negli ambienti, ma anche come rimedio terapeutico da assumere in diversi modi. Va però detto che gli oli essenziali accompagnano l’uomo da millenni, non solo come rimedi naturali e profumi, ma anche come strumenti spirituali e rituali. Non è casuale che nelle Sacre Scritture si contino oltre 600 riferimenti a oli aromatici o alle piante da cui venivano estratti. Quasi sempre vengono citati come incensi, unguenti, aromi, profumi e soavi fragranze.
Già nei Salmi, nei Proverbi, in Isaia e nella Lettera agli Ebrei si parla di olio di gioia e di olio di letizia, capaci di rallegrare il cuore. Sembra che almeno 33 oli specifici trovino spazio nel testo biblico e che il termine incenso compaia ben 68 volte.
La tradizione, tra i tanti, ne riconosce dodici come più importanti e sacri, dal grande valore simbolico e terapeutico.
1. Incenso (Frankincense)
Definito il re degli oli, era considerato un incenso sacro, usato non solo come medicina, ma addirittura come moneta di scambio. Era talmente prezioso da essere donato dai Magi a Gesù bambino: si ipotizza che all’epoca incenso e mirra valessero persino più dell’oro.
Simbolo: preghiera, connessione con il divino, elevazione dello spirito
Il fumo dell’incenso che sale al cielo rappresenta l’anima che si innalza a Dio, la purificazione e la trascendenza.
2. Mirra
La mirra compare come unguento, incenso, ingrediente per l’imbalsamazione e trattamento di bellezza. Viene citata ben 156 volte. La regina Ester, ad esempio, la utilizzò come cura per la pelle. Il suo impiego più ricorrente resta però nella composizione dell’olio sacro per le unzioni.
Simbolo: sacrificio, purificazione, rinascita.
Usata nei riti funebri, la mirra richiama la vita che si rinnova attraverso la morte, e diventa anche simbolo di bellezza interiore e consacrazione.
3. Cannella
Altro emento fondamentale dell’olio d’unzione, l’olio essenziale di cannella serviva a purificare l’aria, contrastare muffe e come rimedio naturale. Nei Proverbi viene menzionata anche come fragranza intima e profumo personale.
Simbolo: vitalità, prosperità, calore spirituale.
La cannella, con il suo aroma intenso, richiama l’energia vitale e la forza dell’amore, oltre a essere segno di abbondanza e di intimità.
4. Cedro
Il re Salomone lo utilizzò per erigere il Tempio; la croce di Cristo, inoltre, probabilmente fu costruita in legno di cedro o cipresso. Simbolo di saggezza, il cedro era impiegato nei riti di purificazione e nel trattamento di malattie cutanee, compresa la lebbra.
Simbolo: stabilità, protezione, forza.
Albero possente, rappresenta la saggezza divina, la fermezza della fede e la protezione contro le impurità.
5. Nardo
Molto costoso e dal profumo pregiato, veniva usato come unguento medicinale. Nel Vangelo di Giovanni si evince che venne impiegato per ungere Gesù poco prima della Passione.
Simbolo: devozione, amore puro, umiltà.
Usato per ungere Gesù, il nardo diventa simbolo di offerta sacra, di dedizione sincera e di preparazione al mistero della Pasqua.
6. Issopo
Pianta legata alla purificazione rituale, viene citata nell’Esodo proprio come strumento di purificazione di persone e case. Durante la crocifissione, un ramo di issopo venne usato per offrire a Gesù del vino acido.
Simbolo: purificazione, liberazione, guarigione interiore.
Nella Bibbia è legato alla purificazione dei peccati e delle case: richiama la capacità di lasciar andare ciò che è impuro.
7. Cassia
Erba affine alla cannella, è uno dei quattro ingredienti principali dell’olio sacro descritto nell’Esodo. Probabilmente portata dagli Israeliti durante la fuga dall’Egitto, veniva combinata con mirra e aloe per profumare le vesti.
Simbolo: consacrazione, obbedienza, sottomissione a Dio.
Parte dell’olio sacro, la cassia indica il mettersi al servizio, l’accettazione della guida divina e il rispetto della legge spirituale.
8. Sandalo
Nella Bibbia viene associato agli oli della gioia. Secondo il Vangelo di Giovanni, Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea usarono sandalo e mirra per la sepoltura di Gesù. La quantità di essenze impiegata in quell’occasione oggi avrebbe un valore stimato altissimo.
Simbolo: gioia, immortalità, dignità spirituale.
Usato nei riti di sepoltura, rappresenta la continuità della vita oltre la morte e la serenità nel lasciarsi abbracciare da Dio.
9. Cipresso
Simbolo di forza, stabilità e prosperità, era considerato un legno pregiato per costruzioni, scambi commerciali e strumenti. L’Arca di Noè, secondo Genesi, fu realizzata in legno di cipresso.
Simbolo: speranza, eternità, resurrezione.
Albero sempreverde, rimanda alla vita che non finisce, alla protezione e al rinnovamento.
10. Galbano
Ingrediente dell’incenso sacro del Tempio, aveva un odore sgradevole se usato da solo, ma mescolato con altre fragranze generava un profumo armonioso. Era associato all’equilibrio emotivo.
Simbolo: armonia, equilibrio, trasformazione.
Avendo da solo un odore sgradevole, ma creando invece se mescolato agli altri oli un profumo meraviglioso, richiama la bellezza che nasce dall’unione degli opposti.
11. Rosa di Sharon
Citata nel Cantico dei Cantici, non è in realtà una rosa, ma probabilmente una varietà simile a hibiscus o tulipano. Alcuni interpreti vedono nella Rosa di Sharon un simbolo di Cristo stesso.
Simbolo: amore divino, bellezza spirituale, Cristo stesso.
Viene interpretata come immagine di Gesù, manifestazione della grazia e della delicatezza di Dio che fiorisce anche in terre aride.
12. Calamo
Conosciuto anche come canna dolce, potrebbe corrispondere oggi alla citronella o lemongrass. Nell’antichità era utilizzato per profumi, incensi e soprattutto nell’olio sacro dei sacerdoti.
Simbolo: rettitudine, integrità, sincerità.
Rappresenta la capacità di rialzarsi e restare dritti davanti alle prove, incarnando onestà e purezza di cuore.
Queste dodici essenze esprimono una tradizione millenaria che intreccia salute, spiritualità e simbolismo. Ognuna di esse porta con sé un’eredità di significati che oggi più che mai sarebbe utile riscoprire e integrare nella nostra vita.
Per chi desidera approfondire, Karin Opitz-Kreher, esperta di oli essenziali, e Johannes Huber, terapeuta di medicine complementari, hanno redatto l’affascinante libro Gli Oli della Bibbia, dove viene illustrato come usare gli oli della Bibbia nei rituali, come profumi, nell’aromaterapia e per rafforzare la vitalità: un viaggio profumato alla scoperta degli oli antichi, per ripristinare l’armonia ad ogni livello e connettersi con il piano spirituale.
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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
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