Nonostante si pensi di essere già molto evoluti, noi uomini osserviamo e trattiamo noi stessi in maniera ancora molto frammentata.
Da un lato, c’è chi non va oltre la materia e vede il corpo umano come una macchina. Ogni sintomo non sarebbe altro che un guasto, dietro al quale non si celerebbe alcun significato profondo. Questa visione considera quindi la malattia come un evento meccanico e casuale, niente più di un colpo di sfortuna o la conseguenza di una cattiva genetica. Questa visione non tiene conto in alcun modo della complessità dell’essere umano e risulta assai riduttiva.
Dall’altro lato, c’è chi ha iniziato ad ampliare gli orizzonti, a tenere in considerazione anche il corpo energetico e a parlare di blocchi nel flusso dell’energia, di meridiani, chakra e campi sottili. Si tratta senza dubbio di un passo in avanti fondamentale: riconoscere che la salute non è solo una questione fisica, ma ha anche un legame saldo con l’armonia energetica. Tuttavia, anche questa prospettiva, per quanto più raffinata, è incompleta.
Il pezzo che manca: l’informazione
Esiste, infatti, un livello ancora più profondo, e troppo spesso ignorato: il campo dell’informazione. Questo è lo spazio dove tutto ha origine. Se è vero che un disturbo fisico scaturisce da un blocco energetico, è altrettanto vero che anche quest’ultimo deve avere una sua causa. Questa causa è una distorsione informazionale che ha luogo ancora più a monte. Prima che il flusso energetico si arresti e che il corpo lo manifesti attraverso un sintomo, qualcosa nell’informazione – vale a dire nei codici invisibili che strutturano la realtà – si è alterato.
È questo il livello da cui bisogna partire per arrivare a un benessere duraturo.
L’informazione è il principio organizzativo, l’idea originaria, il disegno che precede ogni manifestazione. L’energia è il movimento che dà vita a quell’informazione. La materia è il risultato finale, la concretizzazione. In termini moderni, potremmo riscrivere l’antica trinità corpo-anima-spirito come materia-energia-informazione.
L’illusione delle tecniche che coccolano
Molte delle tecniche che oggi sono diventate popolari nel mondo olistico e del benessere si concentrano esclusivamente sull’aspetto energetico, e in parte, emozionale. Sono certamente approcci che fanno stare meglio, che inducono rilassamento e portano sollievo. Sono carezze all’anima di cui a volte abbiamo grande bisogno. Ma non bastano.
Se si vuole accedere a una guarigione vera – profonda, stabile, trasformativa – è necessario lavorare sul campo dell’informazione. È lì che si nascondono il conflitto originario, la credenza distorta o la memoria che continua a condizionarci e a fare sintomo. Se non si agisce su quel piano, tutto il resto darà un sollievo temporaneo e non risolutivo.
Cambiare strategia e punto di vista
Alla luce di tutto questo, è necessario cambiare paradigma e orientarsi verso una nuova medicina, che consideri l’essere umano non solo come un corpo da curare, non solo come un campo energetico da riequilibrare, ma come un sistema complesso dove l’informazione è il nucleo generativo.
L’informazione crea l’energia. L’energia plasma la materia. Se non si cambia l’informazione, qualsiasi altra azione rimarrà superficiale.
Questa visione ci chiama a esplorare uno strato più profondo, che riveli le origini recondite del nostro malessere. Senza più accontentarci di tecniche che smorzano temporaneamente il sintomo, ma ricercando il messaggio che questo sta cercando di esprimere e andando a riscriverne il codice sorgente.
Le tecniche a cui mi rifaccio nei miei percorsi nascono proprio da questo intento: lavorare sul livello dell’informazione. Attraverso strumenti che accedono agli strati più sottili dell’essere, accompagno le persone a sciogliere le memorie inconsce, le convinzioni radicate o quei programmi che inducono il blocco energetico. Solo partendo da lì il cambiamento si rende possibile, reale e duraturo. In caso contrario, finché permane l’informazione che genera il blocco, se ci si limita a scioglierlo in superficie, questo prima o poi si ripresenterà, magari in una forma diversa, ma condividendo la medesima origine.
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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Freepik
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