C’è una forma diffusa di stanchezza che non si dissolve dormendo e che nemmeno si placa con il riposo. Molte persone lamentano grande spossatezza, ma non ne comprendono le cause. Tutto ciò non ha a che vedere con il troppo lavoro e neanche con l’esaurimento emotivo legata alle vicende del quotidiano. È una cosa diversa. Una fatica che sembra provenire dalle più remote profondità del nostro essere.
Da una prospettiva metafisica, questa stanchezza potrebbe essere il risultato di un fenomeno collettivo sempre più frequente: il salto da una linea temporale all’altra, dove la nostra coscienza si sposta, sia a livello individuale che collettivo, su nuove frequenze e in diverse realtà. È logico pensare che ogni volta che questo accade, il nostro intero sistema debba in qualche modo ricalibrarsi.
In che modo il corpo esprime questo riadattamento
1. Nausea improvvisa e senza causa apparente
Molte persone lamentano una leggera nausea che arriva all’improvviso, anche in momenti di apparente calma; una nausea che poi, così come è venuta, svanisce. Alcuni la descrivono come un movimento interiore, un flusso energetico intenso che attraversa il corpo.
Da un punto di vista energetico, la nausea può si può codificare come una reazione al cambiamento di vibrazione. Quando la coscienza si riallinea a una nuova linea temporale – cioè a una diversa possibilità evolutiva della nostra vita – il corpo può risentirne. È un fenomeno del tutto naturale: la realtà cambia le sue coordinate e il corpo cerca un nuovo equilibrio.
2. I déjà vu: memorie di vite non vissute che si affacciano
Il déjà vu è una delle esperienze più affascinanti e misteriose della mente umana. Quella strana sensazione di “aver già vissuto” un momento può manifestarsi anche più volte, come a voler attirare in qualche modo l’attenzione.
La scienza afferma che il déjà vu sia la conseguenza di piccoli disallineamenti tra i sistemi di memoria del cervello. Una visione più simbolica e spirituale interpreta invece questi momenti come dei veri e propri “punti di contatto” tra linee temporali differenti, in cui la coscienza si allinea per un secondo con una versione alternativa della realtà. È come se un’altra possibile vita, un’altra decisione, un altro sé si affacciassero alla nostra esperienza attuale, per ricordarci che il tempo non è lineare ma multidimensionale.
3. Il tempo si deforma: troppo veloce o quasi statico
Un’altra esperienza molto diffusa è quella di vivere una percezione alterata del tempo: ci si sveglia e in un attimo è già sera; oppure, al contrario ci si ritrova a vivere esperienze di minuti, che in realtà sembrano ore. Quindi, è come se il tempo fosse a volte dilatato e altre volte contratto, senza una spiegazione logica.
Questa percezione può indicare che si stanno attraversando dei portali temporali interiori. Ogni volta che il nostro sistema percettivo si espande – sotto la spinta di una meditazione profonda, di un progressivo risveglio della coscienza, oppure di traumi e trasformazioni importanti – il tempo cessa di essere una linea retta e si trasforma in una sorta di campo. In questa nuova modalità, possiamo chiaramente percepire che il tempo è un’illusione, o addirittura che stiamo vivendo più dimensioni simultaneamente.
Cosa sta accadendo veramente: il nostro sistema operativo si sta aggiornando
Secondo alcune teorie quantistiche, quella che usiamo chiamare realtà sarebbe in verità un sistema energetico informativo, molto simile a un grande programma informatico. Ogni tanto, questo sistema si aggiorna. E così come un computer ha bisogno di un riavvio per installare una nuova versione, anche il nostro sistema necessita di tempo per integrare nuovi codici evolutivi.
Questo significa che, in un contesto del genere, la stanchezza più che un segnale di cedimento, indicherebbe un adattamento. Sotto la superficie vengono smantellati vecchi schemi di sopravvivenza, antiche paure, memorie ancestrali, per installare qualcosa di nuovo. Avendo noi una mente logica, ogni volta che questo accade siamo portati a cercare una spiegazione razionale. Non trovandola, andiamo in confusione.
I campi di interferenza della matrice
Molti descrivono la nostra realtà come una Matrice: una sottile rete fatta di credenze collettive, condizionamenti e automatismi. Questa struttura cerca continuamente di riportarci a uno stato di controllo e prevedibilità, facendoci credere che i nostri sintomi siano solo stress o esaurimento. Se invece iniziassimo a interpretarli come un invito alla trasformazione, forse avremmo tra le mani la chiave per evadere da questa Matrice, riconoscendo che la nostra stanchezza ha un senso più profondo, che il disagio è un portale e non un ostacolo, che ogni sintomo può essere un messaggio evolutivo.
Come rimanere centrati durante questi salti temporali?
- Ascolto profondo del corpo: invece di resistere ai segnali, proviamo ad accoglierli come guide.
- Meno contenuti, più silenzio: in un mondo iperstimolato, il silenzio è un balsamo che permette all’anima di parlare.
- Intenzione e presenza: scegliere consapevolmente di abitare questa nuova linea temporale, con fiducia, anche se non tutto è chiaro.
Forse siamo stanchi perché stiamo cambiando a un ritmo velocissimo. Forse i malessere inspiegabili che sentiamo non sono un problema da risolvere, ma una soglia da attraversare. Forse, dentro questa fatica collettiva, si nasconde una buona notizia: stiamo diventando altro.
Stiamo diventando chi siamo davvero.
(In caso di disturbi persistenti o preoccupanti, è sempre consigliato consultare un professionista della salute).
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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Freepik
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