Quanti hanno la percezione sempre più chiara che il tempo stia accelerando? Tutto sembra scorrere inesorabilmente veloce e più cerchiamo di afferrarlo, più il tempo ci sfugge tra le dita, trasformandosi in una sorta di nemico.
Le nostre giornate diventano una corsa contro le lancette dell’orologio e ci troviamo intrappolati dentro una routine frenetica. Il tutto ad un prezzo carissimo, perché, come conseguenza, ci stiamo dimenticando di vivere.
Il tempo è un tiranno
Il tempo a disposizione ogni giorno sembra una risorsa sempre più rara. Ci troviamo a dividerlo tra lavoro, impegni familiari, doveri sociali, scadenze. Per accorgerci, a fine giornata, di avere fatto solo la metà di ciò che avevamo in programma e, soprattutto, di non avere dedicato nemmeno un secondo a noi stessi. Questo sistema dove il costo della vita diventa sempre più alto e gli introiti non vanno di pari passo, ci sta fagocitando e ci spinge a fare sempre di più, a procedere in modo frettoloso senza mai domandarci dove stiamo andando.
Le relazioni umane e la superficialità
Questa corsa sfrenata sta compromettendo anche le relazioni umane. I rapporti con gli altri sono sempre più superficiali, mancano di profondità e difficilmente nutrono davvero l’anima. Le conversazioni sono sempre più distratte, i messaggi veloci. Tutto si riduce a interazioni fugaci, dove tutto si spoglia e non vi sono più né empatia, né cuore.
Stiamo, insomma, dimenticando il valore della connessione con gli altri e cosa significhi essere ascoltati e ascoltare.
I molteplici e illusori percorsi spirituali
Alla ricerca di una via d’uscita da questo tunnel distruttivo, poi, sempre più persone si affidano a percorsi che promettono una crescita interiore, o di trovare risposte alle domande dell’esistenza. Negli ultimi anni, però, se da una parte è aumentata l’offerta, dall’altra è diminuita drasticamente la qualità di questi percorsi. La maggior parte di essi non è altro che un belletto, un incantesimo perpetrato da maghi neri del marketing, che illudono di offrire un rifugio dalle amarezza della vita. Allora ci raccontiamo di fare cose importanti, di essere su un cammino di elevazione. Ne andiamo fieri, perché sembra molto cool e lo sbandieriamo anche senza ritegno, andando a gonfiare così il nostro ego già distorto, perché ci sentiamo superiori. Ma, in realtà, spesso non stiamo facendo altro che regalare la nostra energia residua a delle eggregore che ci manipolano. Siamo noi stessi ad alimentare queste entità con la nostra attenzione, facendoci ingabbiare in un circolo vizioso di dipendenza spirituale ed emotiva, che ci porta ancora più lontani dalla nostra essenza.
La dispersione di energia vitale
La conseguenza è che giorno dopo giorno ci lasciamo spegnere. L’energia vitale che un tempo ci animava e che ci guidava verso esperienze autentiche di vita quotidiana, si indebolisce sempre più. Le nostre azioni sono sempre più meccaniche e distaccate dalla realtà. Nonostante si predichi costantemente il culto della presenza e dell’attenzione focalizzata, la passione genuina per la vita si è spenta; il fuoco che ci dovrebbe muovere è in molti casi diventato una flebile fiammella in ogni momento a rischio di estinguersi.
Dov’è finita la gioia di vivere che un tempo ci animava? Dove abbiamo smarrito la piacevolezza delle piccole cose?
Recuperare il tempo per vivere
Esiste una via d’uscita a tutto ciò? Sì e si chiama assunzione di responsabilità.
Assumersi la responsabilità di dare un senso alla propria vita, smettendo di lasciarsela scorrere addosso passivamente e tornando a riabbracciare la qualità. Trovando il tempo per respirare, riflettere ed essere. Per riscoprire e alimentare relazioni autentiche che ravvivino il nostro fuoco interiore.
Non lasciamoci sottrarre la vita da eggregore che ci vogliono inerti e sottomessi, più simili ad automi che ad esseri mossi da un’anima e guidati da uno spirito.
Fermiamoci e assaporiamo ogni momento, filtranodo tutto attraverso gli occhi del cuore.
Distinguendo tra ciò che nutre davvero lo spirito e ciò che lo inganna, costringendoci a sprecare qualcosa di così prezioso come l’esistenza che abbiamo scelto di abbracciare.
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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
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Immagine di Freepik
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