Quando si parla di Quaresima, si tende ad associare il periodo con la tradizione religiosa ma, al di là, dell’aspetto confessionale, i 40 giorni che seguono il Carnevale e precedono la Pasqua rappresentano un periodo di grande spessore spirituale e simbolico. In questo tempo una buona pratica di introspezione può stimolare un enorme rinnovamento interiore e la riscoperta della propria essenza.
La Quaresima viene vissuta con sfumature differenti a seconda della cultura, ma in generale può essere affrontata da tutti come un’occasione per rallentare, per tendere l’orecchio verso l’ascolto di se stessi e magari lasciare andare tutto ciò che non è più funzionale alla nostra crescita.
Un’opportunità di rinnovamento e purificazione
I giorni di Quaresima rappresentano una transizione, una sorta di rito di passaggio durante il quale liberarsi da pesi superflui e ritrovare la leggerezza della vita. È come se questo periodo arrivasse per invitarci a riflettere su cosa appesantisce la nostra vita e quali abitudini o pensieri sia meglio archiviare.
Ecco perché è importante ritagliarsi del tempo ogni giorno da dedicare al silenzio interiore e all’osservazione di sé. Con la consapevolezza che la Quaresima non rappresenta una privazione, ma l’opportunità per rinunciare a qualcosa che continuiamo a trascinare con noi, ma che non è più utile e giungere così a prestare attenzione a ciò che è veramente essenziale. La rinuncia non sempre è un sacrificio: spesso permette di liberarsi da qualcosa che fortemente ci limita.
Il significato simbolico del numero 40
La Quaresima ha non a caso la durata di 40 giorni: questo numero ricorre spesso nei miti e nella tradizione spirituale di varie culture.
Basti pensare ai 40 giorni e notti di diluvio per purificare la Terra; ai 40 anni di cammino nel deserto per arrivare alla terra promessa; ai 40 giorni di isolamento per i mistici e gli iniziati di diverse tradizioni spirituali.
Il numero 40 simboleggia dunque il tempo necessario per la trasformazione, un viaggio per conquistare una consapevolezza nuova. Del resto, persino la rigenerazione cellulare nel nostro corpo impiega circa quaranta giorni per completare il suo ciclo.
Questo numero rappresenta allora il sottile confine tra il vecchio e il nuovo: tra chi eravamo e chi possiamo diventare (o tornare a essere).
Per questo motivo, la Quaresima può essere interpretata e vissuta come un cammino di trasformazione interiore, per lasciarsi alle spalle il passato e rinascere.
Come affrontare la Quaresima in chiave personale
Non bisogna praticare per forza un culto religioso per cogliere il valore profondo di questo periodo. Ognuno, sfruttando questa energia, può scegliere di viverlo a modo proprio. Ecco qualche suggerimento:
- Praticare il distacco: ridurre tutto ciò che è superfluo. Non solo materialmente, ma anche emotivamente.
- Praticare l’introspezione: attraverso la meditazione, la scrittura riflessiva o la pratica del silenzio, dedicarsi all’ascolto interiore.
- Coltivare la gratitudine: non perdere mai l’occasione per riconoscere tutto ciò che si ha di buono e valorizzarlo.
- Rinnovamento e depurazione: attuare un’alimentazione consapevole permette di favorire il proprio benessere fisico ed emotivo, eliminando le tossine
Più che un momento di sacrificio e di privazione, la Quaresima arriva come un’occasione preziosa per fare spazio dentro di sé e per prepararsi ad accogliere nuove energie. È uno sprone a guardarsi dentro, a fare il punto della situazione per proseguire il proprio cammino, alla fine, in modo più responsabile.
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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Freepik
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