Il mondo in cui viviamo sembra mostrare in modo sempre più chiaro la perdita di una connessione profonda con l’amore autentico e con quel nutrimento indispensabile alla realizzazione e alla crescita di ogni essere umano. Un’assenza particolarmente evidente nella relazione con i più piccoli.
Oggi vengono al mondo bambini con straordinarie potenzialità, che manifestano doti fino a un tempo fa nemmeno immaginabili. Anziché essere coltivati e accolti, però, questi doni spesso vengono incompresi e ignorati, se non addirittura considerati come deficit.
Esplorare le dinamiche che stanno impoverendo il nostro tessuto sociale è il primo passo necessario per risvegliare le persone – in particolare i genitori – a un approccio amorevole e genuino.
I bambini di oggi e il loro potenziale incompreso
I bambini che oggi vengono alla luce portano con sé un grado di sensibilità, di intelligenza e di intuizione che va oltre la comprensione comune. Vengono definiti “bambini speciali” ma con un’accezione negativa, ponendo l’attenzione alle loro peculiarità come se fossero dei limiti, quando si tratta invece di un potenziale così elevato da risultare quasi destabilizzante per chi non ha i mezzi per interpretarlo.
Rispetto a quello delle generazioni che li hanno preceduti, questi bambini hanno uno sviluppo precoce, che viene invece letto come un difetto. Per questa ragione, molti bimbi finiscono per essere etichettati come problematici in ambiente scolastico e clinico, invece di essere accolti per quello che sono.
Prima di ogni altra figura sono proprio i genitori che faticano a soddisfare il loro enorme bisogno di essere capiti, visti, ascoltati e guidati in modo amorevole. La conseguenza è che questi bambini si trovano spesso a sentire frustrazione, insoddisfazione e rabbia.
Il vuoto parentale
Molti genitori non sono sufficientemente attrezzati per ascoltare, capire e guidare questi bimbi; non perché non li amino, ma perché non hanno gli strumenti adeguati per farlo. Non avendo essi stessi un modello positivo a cui rifarsi e da riproporre, fanno fatica a coltivare con i bambini una relazione amorevole.
È allora che, disarmati e con senso di inadeguatezza che li sovrasta, finiscono per delegare il ruolo educativo a figure esterne, che tendono, però, a suggerire soluzioni standardizzate. Questa mancanza di empatia fa sì che il bisogno di amore e di comprensione dei bambini sia ancora una volta tradito.
Tutto ciò provoca delle ferite profonde, che possono manifestarsi con disagi fisici, ma soprattutto con comportamenti estremi, che celano uno stratagemma inconscio per attirare l’attenzione e supplicare amore.
L’inconsistenza delle soluzioni omologate
Che si tratti di un problema fisico o di un atteggiamento estremo, quando un bambino manifesta un’apparente difficoltà, normalmente si interviene cercando di reprimerne o correggerne la manifestazione. Le reali cause non vengono minimamente considerate; il quadro generale non si valuta e si va perpetrando un’aberrazione, dove i grandi assenti continuano ad essere l’amore e l’empatia.
Purtroppo, molti esperti anche assai titolati, anziché risolvere, ricorrono e metodi che tendono ad aumentare la distanza tra genitori e figli, ostacolando una comunicazione autentica e incrementando la sofferenza emozionale dei più piccoli.
Tornare all’amore autentico
L’unica strada per colmare questo vuoto relazionale non può che essere il risveglio di quell’amore autentico, che dovrebbe sempre caratterizzare l’approccio di un adulto nei confronti di un bambino. Un amore che non dovrebbe basarsi né sulla superficialità, né su un eccesso di indulgenza, ma su un sentimento che esprime se stesso nell’ascolto, nella presenza e in una guida consapevole.
Gli adulti e in particolare i genitori dovrebbero riscoprire quella capacità innata di prestare attenzione e accogliere i bisogni profondi del bambino. Questo dovrebbe partire necessariamente da una profonda autoanalisi, che permetta prima di tutto di superare i propri blocchi emotivi. Solo così sarà possibile riscoprire il valore di una connessione autentica nelle relazioni con l’universo dell’infanzia.
I bambini necessitano di presenza, di accompagnamento, di un amore incondizionato che ne colga e supporti il potenziale, che ne rispetti l’individualità e che offra loro un saldo punto di riferimento.
Oggi, molti adulti in generale, ma soprattutto alcuni genitori e professionisti che si occupano della cura del bambino, sono rimasti intrappolati dentro a una gabbia di ignoranza emotiva e relazionale. È indispensabile un risveglio collettivo, che metta in primo piano l’amore. Solo così sarà possibile modificare il destino delle nuove generazioni ed evitare che diventino degli automi.
È ora di dire basta agli approcci meccanici. È tempo di riabbracciare l’umanità e di tornare a valorizzare il potenziale dei bambini di oggi, per dare vita a un futuro fondato sulla stima autentica dei bisogni del singolo individuo.
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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Freepik
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