VIA SUBITO I METALLI PESANTI DALL’ORGANISMO

metals-heavyll nostro ambiente è impregnato a nostra insaputa di metalli pesanti. Arsenico, piombo, nickel, alluminio, mercurio, cadmio e molti altri.

Purtroppo non c’è via di scampo; ogni giorno, ovunque, siamo assaliti letteralmente dai metalli pesanti. Ciò avviene attraverso farmaci, prodotti per l’igiene personale, cosmetici, prodotti chimici industriali e anche alcuni prodotti per la salute commercializzati in maniera fraudolenta.

Due statistiche interessanti contribuiscono a far comprendere l’entità del problema:

  1. Nelle ossa degli scheletri di persone morte negli ultimi cinquanta anni il livello di piombo presente, rispetto a quello contenuto negli scheletri di persone morte nell’era preindustriale, è superiore di 500 volte.
  2. Se si prelevasse un’otturazione dei denti a base di amalgama, che molti di noi hanno in bocca, e la si gettasse in un lago, vi sarebbe, per eccesso di mercurio, un divieto di pesca, nuoto ed immersione nel lago in base alla legislazione di molti Stati.

I metalli, una volta depositati sui tessuti, possono a lungo termine causare seri problemi di salute:

  • il ferro depositato nel tessuto cardiaco può causare malattie cardiache
  • il mercurio nel cervello può causare disturbi dello spettro autistico
  • il piombo nelle ossa può interferire con la produzione di globuli rossi e bianchi
  • l’alluminio presente nel tessuto cerebrale può causare Alzheimer o demenza clinica

Le cellule del cervello, data la loro importanza, godono di una particolare protezione, costituita dalla barriera ematoencefalica, che trattiene molti veleni e sostanze nocive. La protezione non è però assoluta: le molecole di mercurio sono talmente piccole che a quanto pare riescono ad attraversare la barriera; esiste un’antica espressione popolare inglese mad as a hatter (matto come un cappellaio) che deriva dal fatto che, secoli fa, chi confezionava cappelli veniva a contatto con notevoli quantità di mercurio e dopo un po’ spesso dava segni di squilibrio mentale. Vi sono poi delle sostanze che indeboliscono e rendono la barriera più facilmente attraversabile, come ad esempio l’acido citrico (di cui sono ad esempio ricche le bibite).

I sintomi dell’intossicazione da metalli pesanti, a livello clinico, sono generalmente molto vaghi: stanchezza, astenia, cefalea, depressione, nausea, disturbi intestinali, dolori addominali. Spesso questi sintomi vengono classificati e trattati con i farmaci consueti. Ci sono stati casi di depressioni refrattarie a trattamenti farmacologici causate da un accumulo di metalli pesanti; oppure casi di gastrite trattati per anni con antiacidi, che spesso contengono alluminio.

Assodato questo, che cosa si può fare?

Il primo passo consiste nell’eseguire un test, che permetta di conoscere il livello di metalli pesanti nell’organismo. L’esame del sangue, da solo, non è in grado di determinate con precisione questi risultati. Questo perché molti metalli passano velocemente dal sangue ai tessuti, facendo perdere le loro tracce.

E’ possibile misurare i livelli dei vari metalli pesanti da un test del capello. I capelli sono uno specchio dello stato dell’organismo e i metalli pesanti si accumulano in essi. Un livello “normale” di qualsiasi metallo pesante nell’organismo umano dovrebbe essere 0,00, dopodiché vi sono livelli “accettabili” e livelli tossici.

Una volta scoperto il livello di avvelenamento, è bene procedere con un trattamento adeguato alla riduzione dei metalli pesanti.

Se si accerta la presenza di livelli tossici di metalli pesanti, il modo migliore per eliminarli consiste nell’effettuare cicli di Terapia Chelante per via endovenosa. “Chelante” deriva dal Greco “cheles” (chele del granchio): un agente chelante “intrappola” la molecola del metallo pesante, il quale viene eliminato dal corpo per via renale. L’agente chelante maggiormente utilizzato è l’EDTA, che ha un nome chimico lunghissimo, ma si tratta di 4 molecole di aceto.

La buona notizia è che l’EDTA si lega ai metalli pesanti e permette al corpo di eliminarli facilmente; quella cattiva è che l’EDTA si lega anche ai minerali benefici come lo zinco e il calcio, stimolandone l’espulsione dal corpo.

Esistono dei metodi molto più blandi, costituiti dall’assunzione di agenti naturali con effetto chelante leggero: clorella, acido ascorbico (Vitamina C), aglio, spirulina, tè verde, pectina.

Queste sostanze, però, probabilmente non elimineranno i metalli inorganici depositati nel tessuto cerebrale.

Fortunatamente, l’essere umano è dotato di una sostanza endogena deputata all’eliminazione delle sostanze tossiche, grazie alla sua proprietà chelante: il glutatione. I livelli di glutatione prodotti dal nostro organismo calano drasticamente dall’età adulta in poi, perciò la naturale eliminazione dei metalli pesanti diventa più complicata con il passare del tempo. In commercio esistono preparati per iniezioni a base di glutatione, che però viene spesso male assorbito, con il risultato di avere un effetto blando. La soluzione ideale sarebbe quella di permettere al nostro organismo di produrre di nuovo lui stesso livelli standard di glutatione. Questo non è stato possibile finché LifeWave non ha messo a punto un metodo sicuro, efficace e semplice da utilizzare, per innalzare i livelli endogeni di glutatione nel nostro corpo. Con l’applicazione di un dispositivo Y-Age Glutathione oggi è possibile stimolare l’eliminazione di metalli pesanti in modo sicuro ed efficace, senza terapie invasive e senza il rischio di eliminare anche i metalli utili al corretto funzionamento del nostro organismo. Questo avviene poiché i dispositivi non sono trans-dermici e NON contengono Glutatione. Essi, una volta attivati a contatto con il calore del nostro corpo, gli inviano l’istruzione di produrre una quantità più elevata di glutatione, che a sua volta comincerà a lavorare sull’organismo con tutti i benefici del caso.

Oltre a cercare di eliminare i metalli accumulati, è di vitale importanza evitare di continuare ad avvelenarsi. Non possiamo purtroppo cambiare l’aria che respiriamo e i veleni dell’ambiente circostante. Vale però la pena effettuare un minimo sforzo per cercare di controllare l’ ambiente di casa e le sostanze che ingeriamo o che sono a contatto immediato con il nostro corpo. Sono da scegliere con cure i materiali (vernici, rivestimenti ecc.) usati in casa, e soprattutto la qualità dell’acqua. Molte tubature, soprattutto se vecchie, rilasciano nell’acqua quantità notevoli di metalli pesanti, finendo dentro l’acqua che beviamo o usiamo per cucinare o assorbita dalla pelle quando si fa il bagno o la doccia. E’ quindi consigliabile applicare ai rubinetti del bagno dei filtri che trattengano cloro e metalli.

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Articolo di generazionebio.com
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