Quando è stata l’ultima volta che nella tua vita hai provato entusiasmo?
Entusiasmo per un’esperienza che stavi vivendo, per un lavoro che stavi portando a termine, per un viaggio che stavi per compiere.
Difficile di questi tempi lasciarsi andare a una sensazione così elevata come l’entusiasmo, che non è altro che una sorta di motivazione divina.
La parola “entusiasmo” deriva infatti dal greco enthousiasmos, che a sua volta nasce da entheos. Questo termine è composto da “en” = in e da “theos” = Dio.
Quindi, “enthousiasmos” si riferisce a uno stato dell’essere ispirato da un dio.
Ecco perché nell’antica Grecia l’entusiasmo non si limitava ad essere un sentimento di eccitazione, talvolta di impazienza – intesa come “non vedere l’ora di…” – come lo intendiamo oggi. Veniva invece percepito come uno stato divino, una condizione in cui gli individui erano pervasi dalla presenza di un dio.
In genere, questa ispirazione divina era associata in particolare alla creazione artistica e a tutto ciò che richiedeva un elevato livello di creatività e di intuito. Chi veniva descritto come in preda all’entusiasmo era in realtà percepito come un essere sotto la forte influenza di una divinità e quindi capace di intuizioni profonde e di imprese oltre l’ordinario.
Non a caso, si pensava che i poeti e i musicisti fossero ispirati dalle Muse, che li avrebbero inondati di entusiasmo divino e permesso loro di dare vita a opere di grande bellezza e profondità.
Provare entusiasmo non è sempre facile. Non è certo una condizione che si può creare artificialmente. A meno che non si impari a dare vita a una forte connessione con il Sé e con i piani superiori dell’esistenza.
Spesso siamo così impegnati a lavorare sodo in modo cervellotico, da dimenticarci di farci avvolgere dal flusso, di lasciarci andare.
Entusiasmo e ispirazione non devono per forza essere il punto di partenza per dare forma a una poesia, a un dipinto o a una canzone. La vita stessa è un’opera d’arte. Qualsiasi azione mossa da profonda ispirazione divina porta bellezza e armonia.
A volte è sufficiente lasciarsi andare e accogliere il sostegno di Crono, il dio del Tempo, che ci aiuta a portare a termine qualcosa senza procrastinare. A volte siamo sollecitati da Ade, il dio degli Inferi, che ci costringe a confrontarci con le nostre ombre per tirare fuori il meglio dalle nostre azioni.
Se impariamo ad abbandonarci a ciò che è, senza continuamente andare in opposizione, l’entusiasmo nel suo vero significato saprà avvolgerci come un caldo abbraccio. E sarà ancora più facile accoglierlo una volta riscoperta la sua connotazione mistica, ovvero come il frutto di quell’ispirazione divina che ha come solo scopo di darci forza e motivazione, permettendoci così di esprimere nel mondo il meglio di noi stessi.
Quali sono i momenti in cui provi ancora entusiasmo, nei quali senti di agire sotto la spinta di una forza superiore che ti guida verso l’espressione della migliore versione di te? Individuali e fanne il tuo primo passo verso l’estasi.
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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
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Immagine di Freepik
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