Come mollare la presa e lasciare che la vita accada

Il più grande ostacolo in cui si incappa nella vita non sono tanto le difficoltà che si incontrano, quanto la percezione negativa che derivano da esse.

La chiave è imparare a lasciare andare. Mollare la presa sui sensi di colpa per qualcosa che avremmo potuto gestire diversamente, sui blocchi che ancora persistono e che derivano dall’infanzia, sul rimorso e sul rimpianto. Ogni forma di blocco impedisce il cambiamento e frena l’esperienza individuale di una vita felice.

Perché è difficile lasciare andare

Quando le convinzioni passate entrano in conflitto con quelle presenti, si scatena una lotta interna difficile da gestire. Molte persone, inoltre, sono fermamente convinte che lasciare andare significhi rinunciare a qualcosa. In realtà, farlo consiste nel liberarsi di una zavorra che impedisce di progredire nella vita, imparando ad affidarsi all’Universo.

Prima di ogni cosa, lasciare andare vuol dire smettere di trattenersi e di controllare tutto. Darsi liberamente senza aspettarsi nulla in cambio, solo per il gusto di farlo. Non cercare di cambiare gli altri. Lasciarsi travolgere da tutta una serie di percezioni positive che non aspettano altro che di essere ascoltate.

Quando non bisogna lasciare andare

Talvolta è necessario però rimanere saldi magari di fronte al raggiungimento di un obiettivo, di un sogno o di un desiderio. In quel caso è indispensabile mantenere alta l’attenzione, per riconoscere per tempo eventuali ostacoli che potrebbero rallentare il percorso.

Allo stesso modo, non ci si deve abbandonare alle paure e non bisogna mai lasciare andare la propria ambizione di costruire la vita come si vuole. In questo caso, è meglio piuttosto perseverare.

Le sovrastrutture generate dalle credenze

In tutte le altre occasioni in cui ci rifiutiamo di lasciare andare disgrazie e sfortune che appartengono al passato, tratteniamo ciò che è stato nel presente, ignorando che il presente è il ponte per il futuro.

Non sono mai le situazioni della vita che ci impediscono di mollare la preso, ma le credenze limitanti e le percezioni negative che manteniamo di fronte ad esse. Spesso, questo meccanismo porta a puntare il dito all’esterno e a impersonare il ruolo della vita. L’atteggiamento più costruttivo è invece quello di riprendersi la responsabilità data agli altri, convinti che dovessero essere loro a renderci felici. La felicità è però uno stato interiore.

La paura rappresenta un freno

L’emozione principale che impedisce di lasciarsi andare è la paura. La paura è a sua volta prodotta da una convinzione, che va sostituita nella sua risposta emotiva negativa con un’altra positiva. E’ proprio questo che aiuta a lasciarsi andare.

Un buon esercizio può essere quello di pensare a un blocco e chiedersi:

Da quanto tempo ne soffro?

Se tutto ciò che è stato fatti per risolverlo avesse funzionato, questo sarebbe sparito. Invece è ancora lì. Se non si è ancora sciolto è perché non sono stati presi di mira i vecchi schemi di pensiero. E’ necessario abbatterli per adottarne di nuovi. Questo implica un cambiamento della percezione, sia di se stessi che delle difficoltà vissute.

Quando si arriva a pensare con il cuore:

  • che alcune sofferenze sono state motivo di crescita;
  • che dai propri errori si è imparato molto;
  • che una malattia ha permesso di comprendere l’importanza di prendersi cura della propria salute; che i limiti esistono solo per essere superati
  • che la paura paralizzante costituisce un freno alla vita felice

si riesce finalmente a mollare la presa e la vita si affronta da subito con la giusta leggerezza.

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Articolo di generazionebio.com
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